sabato 15 giugno 2019

Trump a Londra - Enrico Palandri




I 350 milioni di sterline che Boris Johnson aveva promesso di riportare ogni settimana nelle casse del NHS (National Health Service, cioè l’assistenza sanitaria britannica) se gli inglesi avessero accettato di uscire dall’Europa, hanno provocato una denuncia da cui l’ex sindaco di Londra dovrà difendersi in tribunale. Naturalmente era una falsità, come tante ne circolano in politica, ma l’accusa è che per sostenere questa falsità Johnson abbia manipolato dei dati, abbia insomma mentito sapendo bene di mentire.

Il sistema sanitario è davvero il nodo. L’ambasciatore Woody Johnson è stato chiaro nel preparare la visita di Donald Trump: nessun business deve essere considerato intoccabile. Gli Usa vogliono che si apra anche la NHS. Le destre europee sono state più prudenti nei loro toni antieuropei ma è chiaro, vedendo quello che sta accadendo in Inghilterra, quale è il rischio che si corre. Non solo, come accade a Westminster, un’implosione politica che ha praticamente paralizzato il lavoro legislativo del parlamento, bloccando ormai da tre anni la Gran Bretagna in un infinito navel gazing, cioè guardarsi l’ombelico; conseguenze tristi, la frammentazione dei due partiti maggiori (che avevano tradizioni molto antiche) a favore di un’armata brancaleone che è il partito di Farage che ha pubblicamente dichiarato di non avere altro programma che l’uscita dall’Europa senza nessun accordo.

Farage non risponde alle domande, non ha in realtà nulla da dire sul mondo altro che esibire le calzette con la Union Jack mentre beve una pinta di birra, un po’ come il nostro Salvini che vive di slogan, rosari baciati in pubblico e toni arroganti ma che non ha alcuno spessore politico, in realtà neppure di vera destra. Sono inseguitori di consensi e umori, e questi consensi oggi come sempre sono un cupio dissolviche non riguarda la realtà ma vive di timori, fantasmi, appunto Marie che appaiono nelle grotte e benedicono il popolo genuflesso. Tanto che in Italia, dove la criminalità è crollata sotto il livello della maggior parte dei paesi europei (da 7000 omicidi nel ‘48, a 2000 nel ’92, a 325 due anni fa, di cui 150 femminicidi), il popolo leghista si muove come fosse invaso e circondato da malfattori e criminali, rinchiuso vicino a un televisore convinto che fuori ci sia chissà cosa mentre al contrario il vero crogiolo della violenza è proprio nella televisione e nella loro attesa di violenza, che è paura e nulla. 
Ma Farage, come il suo collega italiano, trionfa, o almeno così racconta, perché si nutre appunto della dissoluzione della politica e dello stato nazione, da lui tanto difeso.

Tanto che gli USA, lo dicono esplicitamente, arrivano adesso per vedere se si possono impadronire di questi settori strategici così interessanti, come il settore sanitario, dove com’è universalmente noto il sistema americano è tra i peggiori al mondo. I sistemi sanitari si misurano sulla quantità di popolazione che riescono a raggiungere e il loro costo. Quello americano è il più costoso al mondo e lascia scoperti ampi strati della popolazione (costa circa il 17% del PIL contro cifre intorno al 10% o 11% degli europei, e solo il 21% degli ospedali è dello stato mentre in quasi tutti i paesi europei la copertura sanitaria è universale). Il disastro del sistema sanitario americano è raccontato benissimo dai primi episodi di Breaking Bad, il celebre serial americano dove il protagonista Walter White diventa un produttore e spacciatore di droga per rispondere ai costi proibitivi delle cure per il cancro, pur lavorando regolarmente come insegnante ed essendo costretto anche a pulir macchine per arrotondare i propri guadagni.
Così dicasi per i prodotti alimentari: i sistemi di produzione della carne americani sono agghiaccianti, una discussione che si è trascinata per mesi è quella sulla famosa gallina al cloro, cioè una gallina allevata in batteria che accumula una tale quantità di infezioni nella sua brevissima vita che per essere messa sul mercato deve essere lavata nel cloro. Questo in Europa è illegale, in America no. Johnson ha appena annunciato che lascerebbe, se diventasse primo ministro, la scelta al consumatore, un eufemismo per dire che ne accetterebbe la commercializzazione.

Iniziano a intravedersi insomma in concreto i disastri del sovranismo, proprio con questa visita di Trump, che forte del successo elettorale di Farage, è venuto a parlare di affari. E cioè del crollo della Gran Bretagna che viene inghiottita in un boccone dagli Stati Uniti. Altro che autonomia politica o riprendere il controllo, una bandiera bianca e un collasso. 
Se fosse questo che i brexiteers volevano fin dall’inizio è difficile dirlo: certamente alcuni miliardari come Murdoch o i gemelli Barclays volevano che finisse così. Dubito che i settori impoveriti della Gran Bretagna che il Labour ha corteggiato con una demagogia miope e nostalgica, si salveranno. Una volta che gli venga tolta la protezione sanitaria, questi settori della popolazione semplicemente moriranno prima, come accade in America. 

Un richiamo che credo persino i deliranti nazionalismi delle destre europee capiscono. Fuori dall’Europa non c’è l’ottocento del Risorgimento o il fascismo. Ci sono tre grandi attori, USA, Russia e Cina, che sono pronti a inghiottirsi quel che l’Europa lascia cadere ai margini. Che è la stessa ragione per cui dall’Ucraina al nord Africa, la gente se la fa a piedi pur di potersi mettere al sicuro. Se l’Europa cedesse i paesi baltici o la Grecia e l’Italia, ma domani anche Germania e Francia, verrebbero reinghiottiti o direttamente con delle annessioni territoriali (facile immaginarlo per i paesi baltici) o come in Inghilterra con lo svuotamento commerciale di istituzioni statali come i sistemi sanitari e dei gruppi economici che per adesso in Europa ancora sopravvivono.

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