venerdì 28 febbraio 2025

Tracotanza yankee, Disfatta europea, Tragedia ucraina - Franco Berardi

 

Si trattiene il respiro mentre i bianchi dementi del Ku Klux Klan globale si scatenano nella loro ultima danza, tagliando e depredando risorse indispensabili per miliardi di persone. Preparano il genocidio su larga scala, e intanto si preparano ad azzuffarsi tra loro, mentre gli incendi e le alluvioni ingoiano la terra, e si sgretola quel che è rimasto della civiltà.

La tracotanza dei vincitori immaginari

In Vuelta de Siglo Bolivar Echeverria spiegava qualche anno fa che il passaggio al secolo ventuno consiste essenzialmente nell’instaurazione della cosmovisione barocca al posto dell’architettura gotica della società industriale.

Jean Baudrillard lo sapeva già quando, nel 1977, scrisse il libro più importante di quel decennio, Lo scambio simbolico e la morte. Mario Perniola lo disse in maniera chiarissima ne La società dei simulacri: nel mondo che viene il simulacro prenderà il posto della realtà.

Il mondo che doveva venire adesso è venuto.

Un programma informatico ha generato il video che mette le cose a posto nella desolata landa di Gaza.

A Documenta Kassel nel 2017 io mi permisi un giorno di proporre una performance che si chiamava Auschwitz on the beach, ma i media tedeschi mi accusarono di antisemitismo, e un Ministro mi accusò di essere un provocatore di cattivo gusto.

Il tracotante Donald Trump ha copiato la mia idea e ha prodotto un video che mostra Auschwitz on the beach trasferito a Gaza.

Laddove ieri c’erano campi di concentramento, bambine che muoiono di fame di sete e di freddo, carri armati che schiacciano corpi sanguinanti, colonne di famiglie ridotte allo stremo e inseguite da droni assassini, finalmente sono sorti grattacieli, dollari scendono da una statua d’oro di Trump, i bambini risorti dalle fosse comuni corrono allegri per raccogliere la manna che scende biblicamente dal cielo, e infine il buon Netanyahu prende il sole in spiaggia sullo sdraio accanto al buon babbo Natale Donald Trump.

Nel frattempo il funambolico Musk licenzia migliaia di persone dai ministeri, intima ai funzionari dell’FBI di rivelare quel che hanno fatto nell’ultima settimana, e lancia progetti faraonici di colonizzazione dello spazio esterno.

Era ora, li stavo aspettando da quando un giornaletto che si chiamava A/traverso dichiarò baldanzoso: Informazioni false producono eventi veri. Era l’anno 1976.

Attenzione, ragazzi. Non è il caso di scandalizzarsi. Non è il caso di difendere i diritti umani, la costituzione, i buoni sentimenti, la democrazia, tutta vecchia roba fuori moda. La generazione che è venuta al mondo con un joystick in una mano e un cellulare negli occhi non starebbe ad ascoltare: si infileranno come tanti topolini nel tritacarne algoritmico che li trasformerà in schiavi depressi ma contenti fino a quando non si sveglieranno, e allora sarà troppo tardi.

Il cinismo fa parte del gioco barocco. La gotica realtà è cancellata dalla forza di enunciazione algoritmica, cumuli di cadaveri si accumulano tutt’intorno, bulldozer giganteschi li seppelliscono insieme al ventesimo secolo, e finalmente potremo volare sulle ali della fantasia assistita dal calcolo, dell’intelligenza artificiale e dell’immersione virtuale nel Mediaverso introiettato con un dispositivo di Neuralink.

Trattenete il respiro, ragazzi, e aspettate solamente un po’.

Non è detto che i geni informatici abbiano capito tutto di come funziona la realtà dei corpi che gemono, che soffrono, e talvolta muoiono.

Io non so come va a finire (non lo sa nessuno), ma faccio la mia profezia, e come al solito rischio di azzeccarla.

L’avventurismo media-demiurgico sta già producendo uno sgretolamento della realtà geopolitica globale, e presto produrrà degli effetti di sgretolamento della stessa società americana.

Quei milioni di lavoratori americani che Musk sta allegramente minacciando, hanno tutti un fucile in cantina. Decine di migliaia di funzionari dell’FBI umiliati e trattati come scolaretti da una banda di allegri stupratori gestiscono banche dati e possono mandare in tilt l’ordine della vita americana. Lo stato profondo esiste davvero, non è un’invenzione di Steve Bannon, e prima o poi è destinato a vendicarsi per difendere i suoi luridi interessi che Elon crede di potere ignorare.

(E forse le milizie di Steve Bannon staranno con i nemici di Musk.)

«Qua nessuno ha un minimo di spina dorsale – ha detto un dipendente dell’Environmental Protection Agency alla Cnn – Musk vuole far fuori l’Epa perché non gli importa niente dell’ambiente.I dirigenti dell’Epa cercano di essere accondiscendenti nella speranza di evitare tagli più profondi. Ma quando cerchi di placare un bullo con l’accondiscendenza, gli dai solo il permesso di perseguitarti di più».

I trumpisti hanno vinto le elezioni contro un partito democratico di rimbambiti e di ipocriti corrotti, ma l’ubris dei vincitori sta suscitando una nemesis sotterranea che presto esploderà, con l’aiuto degli incendi nelle metropoli, e delle prossime imminenti epidemie cui Kennedy ha srotolato il tappetino rosso.

Tratteniamo il respiro e vediamo come va a finire, si dicono milioni di lavoratori americani. Intanto non collaboriamo.

Disertano, si capisce. Che altro possono fare?

 

La disfatta europea la tragedia ucraina

“un popolo schiacciato e deriso per la viltà dei governi americano ed europei dopo due anni di eroismo e sangue, coverà per generazioni il risentimento e affiderà la sacrosanta volontà di riscatto al nazionalismo più bieco, fino a nuovi fascismi, pur di sperare di rovesciare i verdetti. Un’altra democrazia che tracolla fornendo alimento alle forze antidemocratiche che in Europa vanno dilagando.” (Flores d’Arcais: L’invasore premiato e la disfatta della democrazia Micromega 21 febbraio 2025).

Flores ha ragione nel denunciare il tradimento, ma dovrebbe anche fare un mea culpa, perché lui, come altri intellettuali europei ha creduto e, quel che è peggio, ha fatto credere che Biden fosse una persona affidabile, che gli americani davvero fossero impegnati in una disinteressata difesa della democrazia ucraina (che non è mai esistita). Nel gennaio del 2022 la signora Clinton aveva detto senza mezzi termini: intendiamo procurare un nuovo Afghanistan alla Russia. E Biden aveva detto: o la Germania si decide a rinunciare al North Stream 2, oppure siamo in grado di occuparcene noi.

Se ne sono occupati loro, e la Germania si è piegata, e adesso sprofonda mentre il partito nazista supera il 20% dei voti con l’appoggio entusiasta di un ricco razzista sudafricano.

Non posso pensare che Flores sia così ingenuo da avere creduto che gli USA fossero in missione per conto del dio della democrazia. Né posso credere che Flores sia così ingenuo da credere che fosse possibile imporre alla Russia di accettare la NATO al suo confine senza una risposta atomica da parte del regime fascista che governa a Mosca.

La guerra ucraina è stata fin dal principio una guerra americana contro l’Unione Europea, una guerra che puntava a distruggere il popolo ucraino e a rubare le sue risorse. USA e Russia sono strategicamente alleate in questo progetto, anche se nel 22 erano tatticamente nemiche.

Biden ha preparato il terreno provocando la Russia fino a spingerla all’invasione. Adesso, dopo centinaia di migliaia di morti, Trump incontra Putin e si spartiscono le spoglie dell’Ucraina, vittima sacrificale della ferocia occidentale non meno che della ferocia russa. Dopo avere spinto l’Ucraina in una guerra suicida, gli americani la consegnano agli invasori, e in cambio di questo tradimento vogliono impadronirsi delle sue risorse minerarie con l’aiuto dei russi. “Venite pure nel Donbass, che è nostro” dice Putin a Trump. “Insieme spolperemo l’Ucraina dopo averla distrutta e umiliata.”

In un libro del 2016 dal titolo Black Earth The Holocaust as History and as warning Timothy Snyder ricorda che nella seconda guerra mondiale Hitler voleva impadronirsi (e si impadronì) delle terre nere ucraine, e avverte che il Nazismo non è morto con Hitler, e che il genocidio può tornare.

Ora infatti è tornato: Trump vuole le terre ucraine come risarcimento per i soldi che Biden ha sperperato. Putin si è già preso la Crimea e il Donbass. I due Fuhrer della razza bianca trionfano insieme. Il popolo ucraino è cascato nella trappola più crudele: hanno creduto che gli americani fossero gente affidabile, come non se non conoscessero la sorte toccata alle donne afghane.

Il popolo ucraino esce distrutto da questa guerra: sei milioni (soprattutto ucraine) sono all’estero e non so se torneranno a casa. Le risorse del paese sono state devastate in gran parte da Putin, e adesso Trump promette di portargli via quello che rimane. Un paese traumatizzato, super-armato, e tradito da tutti.

Zelenskyy resiste al diktat dei suoi ex-alleati: «Non esiste alcun debito di 500 miliardi con gli Usa, su questo voglio essere chiaro. Tale cifra è frutto di non so quali congetture. Ma ammettiamo che gli Stati uniti volessero da noi anche solo 100 miliardi, io non firmerei lo stesso. Nessuno è mai venuto a dirci: ‘eccovi le armi, questa è la cambiale’. Non posso accettare che ciò che ci è stato fornito come sovvenzione ora sia trasformato in un debito perché semplicemente non-è-così».

E l’Europa?

L’Europa deve fare i conti con la sua disfatta. Disfatta militare, disfatta politica, ma soprattutto disfatta morale.

Compito dell’Unione europea, se esistesse, se fosse mai esistita, sarebbe stato quello di imporre una mediazione pacifica, rifiutando il ricatto di Biden. Invece ora eccola in ginocchio di fronte a Putin e soprattutto di fronte al suo compare della Casa Bianca.

Eccoci alla nuova puntata della tragedia.

L’Unione europea si chiede come salvare l’onore e la democrazia liberale. La democrazia liberale è fottuta. Una dopo l’altra le capitali europee si convertono al Nazional-liberismo di Musk e di Bannon.

Quanto all’onore mi scappa da ridere.

Più che salvare l’onore d’Europa, il gruppo dirigente francese inglese e tedesco deve salvarsi la pelle, e l’Unione europea è un morto che cammina.

Ricordate il primo marzo del 2022 quando l’ingenuo Zelenskyy al Parlamento europeo disse: “l’Ucraina è pronta a morire per l’Europa, ora vedremo se l’Europa è pronta a morire per l’Ucraina?”

Adesso vediamo se moriremo per Zelenskyy, ma questa volta non si tratta di una metafora poetica. Questa volta moriremmo per davvero.

Ragioniamo: Trump ha mandato Vance a Monaco per dire che l’America non ci vuole più bene, e che Putin è il loro nuovo alleato.

Pete Hegseth, stupratore e Segretario alla Difesa, ha dichiarato che l’Europa non deve più contare sullo scudo americano, e che deve difendersi da sé.

Per difendersi da sé l’Europa deve moltiplicare le spese militari, ma non è cosa che si fa in un mese o due. La signora Von den Leyen strombazza che adesso ci armeremo fino ai denti. Ma perché Putin dovrebbe aspettare che l’Europa si sia armata, ora che non c’è più l’America a difendere l’Europa?

La mia impressione è che i russi si preparino a stroncare il riarmo europeo prima che diventi un pericolo per loro. Se io vivessi a Vilnius o a Riga sarei molto preoccupato. E anche se vivessi a Varsavia.

Flores dice che “questa tragedia per la democrazia sarà anche catastrofe per l’Europa. Il regalo di Trump a Putin viene fatto a spese dell’Europa, al prezzo della sua disintegrazione,” e su questo punto non si può che dargli ragione.

Da molto tempo sappiamo che l’Unione Europea è molto lontana da quello che i suoi fondatori avevano voluto che fosse, molto lontana dalle illusioni dei sessantottini convertiti all’europeismo fuori tempo massimo. Da molto tempo sappiamo che l’unione europea è solo un capitolo della controrivoluzione liberista.

Ma ora l’Unione sprofonda nella confusione mentale.

da qui

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