venerdì 4 ottobre 2013

Fra tutti gli oggetti - Bertold Brecht

Fra tutti gli oggetti i più cari
sono per me quelli usati.
Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,
i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,
lucidi per tante mani: simili forme
mi paiono tutte le più nobili. Come le lastre di pietra
intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,
e fra cui crescono erbe, codesti
sono oggetti felici.
Penetrati nell’uso di molti,
spesso mutati, migliorano forma, si fanno
preziosi perché tante volte apprezzati.
Persino i frammenti delle sculture,
con quelle loro mani mozze, li amo. Anche quelle,
vissero per me. Lasciate cadere, ma pure portate;
travolte sì, ma perché non troppo in alto stavano.
Le costruzioni quasi in rovina
hanno l’aspetto di progetti
incompiuti, grandiosi; le loro belle misure
si possono già indovinare; non hanno bisogno
ancora della nostra comprensione. E poi
han già servito, sono persino superate. Tutto
questo mi fa felice.

Los nadies (voce Eduardo Galeano)

per capire un po' di naufragi

…Provate a chiudere gli occhi. Immaginatevi si essere da giorni in un barcone affollato, dove perfino respirare è difficile. Immaginate di essere quasi a terra e che qualcuno vi spinga in acqua. Voi non sapete nuotare. Eppure vi spingono, perché la vostra vita valeva qualcosa solo prima del viaggio.
Questo accade, ogni giorno. Questo accadeva agli schiavi secoli fa, durante la tratta, in più vi erano solo le catene.
Ora immaginate che sulla barca vi siano i vostri figli, i vostri mariti, le vostre mogli e che il colore della pelle non sia nera, ma bianca. Cambierebbe qualcosa?

giovedì 3 ottobre 2013

Naufragi

I morti singoli o a piccoli gruppi non conquistano la prima pagina dei giornali, ma una nave intera sì, diverse centinaia di morti, una mezza torre gemella.
Qualcuno avrà goduto, questa volta non pubblicamente, come le altre volte.
Frugando nel sito http://www.ellisisland.org, nel quale sono registrati gli ingressi, solo negli Stati Uniti d'America,tralasciando il Sudamerica, nell'isola di Ellis Island ( per ricordare, o sapere, si può iniziare dal bel film di Emanuele Crialese “Nuovomondo”, del 2006), tra il 1892 e il 1924, di molti milioni di emigranti (allora avevano la e davanti), risultano 399 Bossi, 128 Salvini, 196 Maroni.
Oggi i loro discendenti affonderebbero le navi in cui gli emigranti col loro nome viaggiavano in terza classe o li rimanderebbero indietro, in Italia, a morire di fame, senza neanche perdere qualche minuto a parlarci. Oggi si accontentano di far morire o rimandare all'inferno qualcun altro, con cognomi e pelle diversa.

Ci sono anche 2613 Napolitano, 1705 Monti, 42 Letta, in quei registri, e come sempre, nelle parole di Fabrizio de Andrè, “lo Stato che fa, si costerna, s'indigna, s'impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.

mercoledì 2 ottobre 2013

l'Oscar a Sergio Endrigo

A otto anni dalla sua scomparsa, il grande  ha vinto l'Oscar per la musica. Dopo una lunga odissea giudiziaria, il compositore Luis Bacalov ha riconosciuto al cantautore istriano la copaternità della colonna sonora del film «Il postino», per la quale nel 1996 aveva vinto l'ambita statuetta. La causa per plagio aveva già alle spalle due sentenze: la prima nel 2001 parzialmente favorevole a Bacalov, la seconda del 2003 che dava ragione a Endrigo. Di qui il ricorso in Cassazione, interrotto poi dalla transazione accettata dal compositore argentino…



Nasce Violeta Parra - 4 ottobre 1917

Un punto di partenza per scoprire – o riscoprire – Violeta Parra è un bellissimo film cileno (del 2011) di Andrés Wood, «Violeta se fue a los cielos»:ci sono le sue debolezze e le sue grandezze, è un film ruvido e sincero e l’attrice Francisca Gavilán non interpreta Violeta,«è» Violeta.
Quasi tutti hanno ascoltato almeno una volta «Gracias a la vida», cantata da mille interpreti in tutto il mondo, ma pochi sanno che è una canzone di Violeta Parra.
Violeta arriva dal Cile, che è nel cuore di tanti, il Paese di Pablo Neruda, Victor Jara e Salvador Allende: di quel Paese canta i poveri, i bambini, l’amore, canta contro lo sfruttamento e l’ingiustizia.
Violeta è anche un‘artista che nel 1964 espone al Louvre le sue opere, prima donna sudamericana.
Violeta ha scritto e cantato solo canzoni bellissime, tutte hanno il dono della grazia.
Violeta si suicida a 50 anni, nel 1967, altrimenti sei anni dopo l’avrebbero ammazzata a Santiago insieme a Victor Jara.
Violeta vive nelle sue canzoni.
Diceva Alberto Moravia di Pier Paolo Pasolini: «Abbiamo perso prima di tutto un poeta, e di poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre quattro in un secolo; quando sarà finito questo secolo Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. Il poeta dovrebbe essere sacro». Violeta è una di quei poeti/artisti che conteranno.
Gracias a Violeta, che ci ha dato tanto.
da qui

Intervista (im)possibile

In un Paese, del quale non voglio ricordarmi, siamo riusciti a intervistare un Ministro dell’Istruzione (e continuavano a chiamarla pubblica?).
Nell’anticamera dello studio megagalattico del Ministro un coro degli impiegati del ministero (non tutti intonati, ci permettiamo di aggiungere) cantavano come dervisci urlanti una melodia nella quale distinguevamo due parole, merito e valutazione, valutazione e merito, cantate in tutte le tonalità.

- Da quando c’è l’autonomia sembra che i dirigenti delle scuole, e quelli delle direzioni regionali e provinciali del suo ministero, vengano formati con un approfondito corso di formazione di un’ora, al termine del quale riescono a citare e recitare senza inciampare tre parole magiche che sono economicità efficacia ed efficienza. A quando un corso per insegnare loro ad applicare quei concetti?
 -La fretta è una cattiva consigliera, e poi si sa che i dirigenti hanno una certa età, come si fa a fare anche un corso di applicazione? Tanto si sa che quasi tutti davanti alle parole magiche restano stregati, e li freghiamo facile. Qualcuno non ci casca, ma sempre meno, abbiamo i nostri metodi, ma per la privacy non possiamo parlarne.
 -Sa che esistono province(nel senso dell’ente) che pagano affitti di centinaia di migliaia di euro a privati per stanze inadeguate (dentro ci stanno le classi) e capita a volte che una scuola comunale chiusa sia di fronte e resti chiusa?
 -Questa me la lasci dire, come Caino diceva di non essere il guardiano del fratello, allo stesso modo come facciamo noi ad interferire nell’autonomia delle scelte degli enti locali? Sa, a noi l’autonomia piace molto, autonomia per tutti potrebbe essere lo slogan del futuro.
- Sa che in molte scuole esistono Dirigenti Scolastici condannati, e quindi pregiudicati, perché non vengono rimossi?
- E come la mettiamo con la presunzione di innocenza? Un dirigente, nella difficoltà e nell’importanza del suo lavoro, come potrebbe non sbagliare? Chi siamo per giudicare? Lo dice anche Papa Francesco, sa? Certo, sappiamo che almeno il 30% dei dirigenti scolastici, a una verifica di una commissione di psicologi, dovrebbero essere sollevati da qualsiasi incarico dirigenziale. E però non si dimentichi che il personale che devono comandare spesso provoca. Ho sentito di un docente che in qualsiasi votazione, sempre meno, per fortuna, vota sempre no alle proposte del suo dirigente. Ma le sembra possibile non essere d’accordo con il proprio dirigente?, è chiaro che i dirigenti poi perdono la testa. Ma per fortuna ci siamo noi a sostenerli. Sappiamo che molti dirigenti sono dei bastardi, ma sono i nostri bastardi.
- Sa che in molte scuole esistono docenti che hanno cattedre oltre le 18 ore di lezione (con uno stipendio maggiorato) e che selle stesse scuole ci sono magari dei docenti pagati per zero ore di lezione, e devono restare a disposizione per tappare i buchi? E sa che tecnicamente è un danno all’Erario?
 -Ma l’Erario c’est moi, ci hanno insegnato al primo Consiglio dei Ministri. E poi solo uno su cento dei docenti a cui diamo più ore si lamenta, gli altri sono ben contenti, hanno anche, per ora in più, un aumento di stipendio di 20 dollari al mese, e scusi se è poco.
 -Avrà letto che molti bambini i cui genitori non pagano la retta della mensa non possono mangiare con gli altri bambini. Pensate di fare qualcosa, per evitare umiliazione ed emarginazione dei bambini che hanno famiglie disagiate?
 - Veda, la nostra anima cattolica, commossa e pietosa, voleva che istituissimo un nuovo tributo, il nome che abbiamo scelto è bellissimo, “tassa della solidarietà per i bambini i cui genitori non pagano e magari si spendono tutti i soldi ai videogiochi, che aumentano le entrate dell’erario”, ma poi è arrivata dal cielo un’idea bellissima, uno di quelli che fa le pulizie per la cooperativa, che ha il subappalto del subappalto dell’appalto plurimilionario delle pulizie dei ministeri, che ha un master in economia (e non si dica che da noi si scelgono risorse umane di basso profilo), ha scritto (come Matt Demon in “Will Hunting”), su una lavagna nella sala che si utilizza per le riunioni importanti, una frase “Non esistono pasti gratis”, ci è piaciuta troppo, e abbiamo fatto un comunicato per sostenere quei comuni, ma sempre rispettosi della loro autonomia, che non permettono ai figli di quei genitori che non pagano le rette di mangiare insieme ai figli dei buoni pagatori. “Non esistono pasti gratis” è uno slogan geniale.
 -Sicuramente sa che in Italia ci sono delle polemiche a proposito delle prove Invalsi, prima il Ministro aveva detto che non servivano per valutare i docenti, poi ha deciso che nelle scuole nelle quali i risultati dei test sono sotto la media nazionale, i docenti degli studenti meno bravi (più scarsi, dicono alcuni) devono obbligatoriamente aggiornarsi per insegnare agli studenti a fare i test meglio, insomma sta ammettendo che i test servono per valutare i docenti.. Le chiedo come affrontate nel vostro Paese il problema della valutazione dei docenti e se ha qualche consiglio da dare al Ministro italiano.
.-Avrà visto il coro in anticamera, su merito e valutazione. Negli ultimi tre anni abbiamo creato dei cori in ogni scuola, su base volontaria, incentivando i docenti con 14 dollari l’anno, e gli studenti con la possibilità di scegliere la materia nella quale il voto lo decidono loro. Non ci crederà, ma le adesioni sono state così tante che in certe scuole abbiamo dovuto formare anche tre cori di docenti e addirittura, in qualche caso, dieci cori di alunni, nello stesso istituto, intendo. Se posso permettermi un consiglio ai colleghi italiani direi che con un mix intelligente di arte e incentivi in tre anni abbiamo creato una cultura della valutazione. Lei stenterà a crederlo, adesso sono i docenti che ci chiedono di valutarli, abbiamo fatto il capolavoro di far credere loro che sono proprio loro ad avere il desiderio e la necessità di  essere valutati, e non noi.
 -L’intervista è finita, la ringraziamo per la disponibilità, signor Ministro.

Usciamo dallo studio megagalattico del Ministro e il coro degli impiegati del ministero ci accompagna fino all’uscita. Quando qualcuno tira fuori il piattino lasciamo 23 dollari e 60 cents, per panino e caffè.

Sulla strada del ritorno, in taxi, non riusciamo a dire niente.

(anche qui)

martedì 1 ottobre 2013

Amore per i libri

All’infuori del cane il libro è il miglior amico dell’uomo, dentro è troppo buio per leggere (Groucho Marx)
Ah, i libri! Sono come delle bottiglie lanciate in mare, come nei film di pirati, i migliori sono mappe del tesoro, solo bisogna saper leggere quello che qualcuno, che non ci conosceva, ci ha donato. Credo davvero che quanto più s'allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini la cui compagnia ci è gradita. Noi siamo come nani sulle spalle di giganti e la lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati. Una cosa è necessaria: Non leggete come fanno i bambini per divertirvi,o,come gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere.Risponde qualcuno alla domanda sugli scrittori del momento: Non so niente della letteratura di oggi, da tempo gli scrittori miei contemporanei sono i greci. I libri non si scrivono sotto i riflettori e in allegre brigate, ciascun libro è un’immagine di solitudine, un oggetto concreto che si può prendere, riporre, aprire e chiudere e le sue parole rappresentano molti mesi, se non anni, della solitudine di un uomo, sicché a ogni parola che leggiamo in un libro potremmo dire che siamo di fronte a una particella di quella solitudine.Un libro è uno specchio. Se ci si guarda una scimmia, quella che compare non è evidentemente l'immagine di un apostolo.
PS: mi hanno aiutato con le loro parole (in ordine sparso): Paul Auster, Georg Lichtenberg, Bernardo di Chartres, Gustave Flaubert, Ludwig Feuerbach, Francesco Masala, JL Borges, René Descartes.
Grazie a tutti - franz