mercoledì 3 giugno 2026

l'ennesima invasione d'Israele

Proteste a Cagliari per l’arrivo di voli charter da Tel Aviv: tra turisti, anche soldati? - Pierpaolo Loi

In mattinata all’aeroporto di Cagliari – Elmas sono atterrati quattro voli provenienti da Tel-Aviv: alle 8.45, alle 11.35, alle 12.50 e alle 14.30. Scrive l’Associazione Amicizia Sardegna Palestina in un breve comunicato: “Pare che la nuova COLONIA turistica dei simpatici giovani possa diventare la Sardegna, grazie anche all’indefesso lavoro della nostra impareggiabile presidentissima. Sempre sperando non si trattengano un po’ troppo, come avvenuto in altri bei posti del Mediterraneo”. Tra i turisti, anche soldati?

Ad accogliere i turisti israeliani all’aeroporto anche un gruppo di attivisti pro Palestina. Imponente lo schieramento di forze dell’ordine: mezzi di artificieri, unità cinofile e del reparto Mobile della polizia. Di contro i manifestanti che hanno voluto affermare la contrarietà dell’arrivo di turisti israeliani in Sardegna, mentre il governo israeliano ordina all’IDF di continuare l’azione militare nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania nonostante la tregua, e i bombardamenti in Libano, causando centinaia o migliaia di morti civili e la distruzione di innumerevoli villaggi, con il conseguente sfollamento della popolazione.

Un comunicato del “Presidio per la Palestina”, che tutti i giorni si tiene a Cagliari in piazza Yenne, testimonia lo stato d’animo di molti/e sardi/e riguardo alla notizia dell’arrivo di turisti da Israele e della versosimile presenza in Sardegna di soldati israeliani: “È notizia di questi giorni che voli diretti a Cagliari provenienti da Tel Aviv stiano arrivando almeno 2/3 volte a settimana. Da alcuni di questi sbarcheranno militari che dopo aver partecipato ai massacri di Gaza usano il nostro mare e le nostre spiagge per rilassarsi. Queste persone attraverseranno Cagliari e le strade del centro per tutta l’estate. La nostra arma potrá essere la bandiera simbolo di libertá: esponiamo una bandiera palestinese nel balcone della nostra casa, del nostro ufficio o nella vetrina del nostro negozio. É un gesto semplice ma potente: diciamo che Cagliari non dimentica le migliaia di bambini e bambine uccisi…”.

 

I parlamentari Sabrina Licheri, Mario Perantoni e Susanna Cherchi del Movimento 5 Stelle hanno espresso una forte preoccupazione: “Quanto accaduto oggi all’aeroporto di Elmas  – affermano in un comunicato – non può essere trattato come un fatto ordinario. L’arrivo di voli provenienti da Tel Aviv, accompagnato da una schiera di mezzi di sicurezza e dalle legittime preoccupazioni espresse da cittadini e associazioni, riporta al centro una questione politica e morale che il Governo continua a ignorare […] Anche mesi fa abbiamo denunciato il rischio che la Sardegna venisse trasformata in una meta di decompressione per militari israeliani impegnati nel conflitto a Gaza”.

La Sardegna rivendica un ruolo di accoglienza, di dialogo, di pace, di rifiuto delle guerra e dei massacri di civili inermi che la guerra comporta.

da qui

 

Cento famiglie di riservisti dell’esercito genocidario israeliano in villeggiatura sarda (di lusso)  - Mauro Lissia

 (da Il Fatto Quotidiano)

 Per prima cosa hanno chiesto dove si potesse acquistare cibo kosher, le pietanze preparate secondo la tradizione ebraica tanto odiate dai vegetariani. Dopo, sorridenti e rilassati, si sono sistemati nelle comode stanze del Forte Hotel Village, il lussuoso e premiatissimo resort meta di sceicchi, star del cinema e famosi calciatori, a 30 chilometri da Cagliari, sulla splendida spiaggia di Santa Margherita di Pula, dov’erano attesi e dove la direzione aveva organizzato un’accoglienza circondata da un inflessibile cordone di sicurezza.

È cominciata così, tra ingressi presidiati e contingenti di guardie armate, la vacanza in Sardegna di un centinaio di famiglie arrivate da Israele che le organizzazioni pro-Pal indicano come legate ai reduci dai massacri di Gaza. Ogni dettaglio li identifica come militari dell’esercito invasore. Non c’è un anziano, tutti nell’età giusta per imbracciare un mitragliatore e usarlo. Era già accaduto l’anno scorso a Santa Teresa Gallura, con la stessa atmosfera di silenziosa complicità che l’Italia garantisce alle milizie di Netanyahu. Un copione cui la Sardegna può opporre solo una resistenza pacifica, qualche decina di manifestanti con le bandiere palestinesi tenuti sotto controllo all’aeroporto: dopo i quattro dell’altroieri sono in programma altri voli di linea El Al da Tel Aviv e charter di compagnie israeliane per l’aeroporto di Elmas, dove la Questura cagliaritana ha dovuto creare percorsi protetti non si sa bene da cosa. Uno spiegamento di forze da visita presidenziale, giubbotti antiproiettile e artificieri, le auto della polizia già a bordo pista, che l’ufficio stampa della Questura minimizza: “Un dispositivo di sicurezza normale quando si attendono voli sensibili” avverte l’addetta stampa. Soldati in licenza? “A noi non risulta – è la risposta invariabile – sono turisti con le loro famiglie”. Centinaia di turisti che da quando Netanyahu ha riacceso le polveri hanno scelto la Sardegna per le loro vacanze. Tutti insieme, tutti nello stesso periodo, tutti nel resort che ignoti tour operator hanno voluto riservare loro. In nome di un’amicizia che ai sardi non risulta: “Sembra che la nuova colonia turistica dei simpatici giovani israeliani possa diventare la Sardegna – è il commento dell’associazione Sardegna Palestina – grazie anche all’indefesso lavoro della nostra impareggiabile presidentissima, sempre sperando che non si trattengano troppo, come è avvenuto in altri bei posti del Mediterraneo”.

È vero che loro malgrado gli abitanti dell’isola alimentano guerre e stermini con gli armamenti prodotti dalla tedesca Rwm nelle campagne di Domusnovas, appena una trentina di chilometri da Elmas. Ma tralasciando il fatto che fra i destinatari degli ordigni ci sia anche Israele, a chi è contrario alle invasioni criminali non restano che bandiere, striscioni e slogan, come quelli usati l’altroieri all’arrivo in aeroporto dei voli con la stella di David. Per il resto è solo ospitalità a cinque stelle, con il celebre resort affidato al controllo attento dell’Italpol, fra ingressi videosorvegliati, presidiati giorno e notte, compresi quelli dalla spiaggia, per garantire ai villeggianti o veterani di guerra un soggiorno sereno e un riposo dalle fatiche belliche interrotto soltanto da sessioni di shopping nelle griffatissime botteghe del villaggio: le signore le hanno prese d’assalto. Dal cielo di Santa Margherita non piovono missili e c’è abbondanza di cibo internazionale: com’è lontana la realtà terrificante di Gaza e delle colonie vista dai bungalow più costosi della costa sarda. 

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