Neanche il tempo di accendere la Tv e sul Tg2 c’è un esperto della Fondazione Med Or, quella inventata dai venditori di strumenti da guerra di Leonardo, presieduta da Marco Minniti. Con fare sussiegoso spiega i vantaggi dei bombardamenti israeliani e americani sull’Iran. Ovvio, dice il barbiere. Chi vende armi ha bisogno di chi, scientificamente, le propaganda e promuove come fossero fiori di campo della democrazia sparati col cannone dell’imperialismo. E le guerre, da che mondo è mondo, sono giuste, se a deciderlo sono quelli che ammazzano, depredano, devastano. Lo sono meno se viste dal punto di vista di chi resta sotto le macerie di una scuola bombardata dai missili israeliani e a stelle a striscia. O dal punto di vista dei morti innocenti che non potranno neanche cantare le lodi dei criminali, nonostante questo sia il gioco.
Perché il sussiegoso esperto della fondazione di Leonardo, armi ed
affini, non mette in dubbio il diritto di chi ha un arsenale straordinariamente
potente e mortale di potersi esercitare sulla povera gente e contro uno stato
sovrano. No, l’ovvio per certi fenomeni mediatici è ovvio. La domanda che sorge
spontanea nell’esperto è: sapranno gli iraniani schiavi sollevarsi grazie a
questa occasione bombardata loro dagli esportatori belluini di semi di libertà?
L’imperialismo funziona così. I media sono complici, sono strumenti
paramilitari in tempi di guerra e anche in tempi di pace. I nostri grandi
quotidiani riportano da settimane, senza porsi un dubbio, le veline di Trump,
di Rubio e dell’Idf che, evidentemente, per il nostro governo e per i media che
ne supportano le posizioni pavide, rappresentano legge scritta sulla pietra.
Così funziona il potere. Germoglia sul terreno fertile delle menzogne.
Ma noi perché ci soffriamo di fronte al mentire plastico e classico del
sistema di potere capitalista, suprematista e fondamentalista religioso? La
colpa è dei nostri padri. Avevano tempo da perdere, meno salottini televisivi,
zero social, quindi ci raccontavano della guerra, della fame, della crudeltà
naziste, del collaborazionismo dei fascisti, delle battaglie sindacali, della
libertà. Ci parlavano di quanto fosse deprecabile la schiavitù, di come
l’ingiustizia sociale fosse un male e di come ogni discriminazione fosse
inaccettabile. Ci hanno fatto crescere con senso critico e senso di giustizia,
credendo che la legalità internazionale fosse una conquista della storia.
Poi niente. Il tracollo. Tutti sanno tutto, tutti scrollano da mattina a sera sul telefonino
dopo aver passato decenni a guardare la tv. E nessuno capisce più quello che
accade. Un’accettazione passiva ha sostituito la coscienza che frigge di fronte
all’ingiustizia.
Pazienza. Continueremo a batterci per la bellezza, la giustizia sociale e
la libertà. Ed anche a detestare i criminali, gli sfruttatori, i mentecatti
obbedienti dei media, gli esperti pacifisti a libro paga dei venditori di armi,
quelli che non pensano più perché è fatica: chi ha rinunciato a difendere i
diritti di tutti per quieto vivere, o chi non lo fa per piccole ottuse
convenienze.
La coscienza non si vende al mercato mediatico degli sciacalli.
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