Aimé Césaire racconta e spiega bene cosa è successo nell'isola di Haiti dopo la rivoluzione francese.
le parole Liberté, Égalité, Fraternité hanno affascinato il mondo, e nell'isola caraibica, sotto la guida di Toussaint Louverture, i neri si sono sollevati contro gli occupanti e colonialisti francesi.
a loro spese hanno capito che quel motto valeva solo per i francesi bianchi, e neanche tutti, e i governanti francesi, quelli della rivoluzione francese, dei neri colonizzati se ne fottono, la schiavitù e lo sfruttamento non saranno messi in discussione.
Anna Seghers (qui) aveva raccontato l'eroe Toussaint da giovane, Aimé Césaire racconta la storia della rivoluzione quasi riuscita, sotto la guida di Louverture, con documenti e relazioni della guerra contro la Francia.
grazie ad Aimé Césaire possiamo leggere un libro avvincente, istruttivo e chiarissimo sulla insurrezione di Haiti, fino alla morte omicidio di Toussaint.
buona (imperdibile) lettura.
…Toussaint Louverture morì prigioniero dei francesi, a Fort
de Joux, il 7 aprile del 1803, pochi mesi prima che venisse proclamata
l’indipendenza della prima «repubblica nera» della storia umana, Haiti, il 28
novembre «a nome dei neri e degli uomini di colore», mentre in Francia la
schiavitù era stata appena reintrodotta – e sarebbe rimasta in vigore per altri
quattro decenni –, alla faccia del decreto del 1794.
Come disse in quel frangente Jacques-René Hebert, pochi
giorni dopo assassinato durante il Terrore, «arriverà un giorno, spero, in cui
tutti i popoli della terra, dopo aver sterminato i propri tiranni, formeranno
una sola famiglia di fratelli. Forse un giorno turchi, russi, francesi, inglesi
e tedeschi, riuniti nello stesso Senato, comporranno una grande Convenzione con
tutte le nazioni d’Europa. Sarebbe un bel sogno che, tuttavia, potrebbe
realizzarsi. Non credo però che, come profetizza Anacharsis [Cloots], dovremmo
fare i don Chisciotte e intraprendere una crociata universale per convertire
alla libertà coloro che ancora non sono degni di conoscerla. Sta al tempo e
alla ragione un tale miracolo. Cominciamo a stabilire da noi la libertà!».
La Rivoluzione francese, «al cospetto della questione
coloniale» aveva dovuto «affrontare sé stessa», e a confrontarsi «con i
princìpi da cui era nata», scrive ancora Césaire: esitò, tentennò, e arrivò a
fagocitare sé stessa. Ma imparò anche, grazie alla determinazione di Toussaint
Louverture e del suo esercito di schiavi, che la libertà non è una forza che
puoi fermare a tuo piacimento. Che gli oppressi non hanno bisogno del permesso
dei tiranni, per spezzare le catene: la fronda può diventare rivolta, e la
rivolta rivoluzione.

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