domenica 11 gennaio 2026

Tra Destra e Sinistra - Miguel Martinez

 

In tutto l’Occidente (cosiddetto), ci sono più o meno due poli politici, uno di Sinistra o progressista, e uno di Destra conservatore.

Il primo polo fa discorsi di voler cambiare le cose e innovare; il secondo di restare fedele alle buone vecchie usanze.

Ora, sappiamo che le innovazioni aumentano comunque, a una velocità inconcepibile.

Alzi la mano chi è conservatore davvero, e pronto a fare sei figlioli, tutti da picchiare che le botte fan bene; uno solo l’Erede, una da sposare con la dote, due da mandare in seminario e due in convento; e a fare a meno dell’iPhone, anzi del cellulare tout court, anzi della tv a colori… e le vacanze estive a passarle preparando la processione del Santo.

A ragion di logica, gli ultimi conservatori veri dovrebbero essersi estinti circa mezzo secolo fa.

Eppure i partiti conservatori stanno crescendo in gran parte dell’Occidente, anzi più “sorpassano a destra”, più voti prendono.

Il paradosso si capisce leggendo il brano di Antonio Di Siena sulla maniera in cui il welfare surrogato del turismo distrugge l’identità di una comunità e trasforma tutti in turisti a casa nostra, specie l’ultima frase:

Sospeso tra l’appartenenza a un luogo e la minaccia costante di esserne espulso“.

E’ una definizione oggettiva della condizione interiore della maggior parte del ceto medio almeno nei paesi dell’Europa meridionale oggi – un fatto, non una presa di posizione.

Ma sei ci pensiamo, questa frase esprime molto bene la nota prevalente dietro tutta la retorica dei movimenti e partiti di Destra in Occidente oggi.

Ora se le organizzazioni di Destra sono riuscite ad agganciarsi a qualcosa di così più profondo e reale, si capisce facilmente perché stanno avendo tanto successo elettorale.

Il sociologo Luca Ricolfi, nel suo libro La mutazione, distingue in Italia tre categorie fondamentali, in base a come immaginano il proprio futuro – la garanzia, il rischio e l’esclusione. I sondaggi (ai tempi delle elezioni che hanno incoronato la Meloni) hanno dimostrato che chi si sentiva al sicuro, votava prevalentemente Centrosinistra; chi si sentiva escluso votava 5Stelle (per via del reddito di cittadinanza); chi si sentiva a rischio votava nettamente a Destra.

Mi immagino un elettore medio di Destra, il piccolo proprietario di un negozio sull’orlo del fallimento, che non ha mai imparato una lingua straniera, e vede il suo quartiere che si disumanizza giorno per giorno.

Ha ragione da vendere, la sua alienazione è reale; anzi, è meglio lui che almeno se ne rende conto, di tanti che fanno finta di vivere nel migliore dei mondi possibili.

L’equivoco sta tutto nel capire la causa dell’alienazione.

La persona a rischio non si lascia abbindolare dalle spiegazioni ottimistiche e mainstream,

“crisi momentanea, andrà tutto bene, difendiamo l’Europa dell’inclusione, basta con le fake news dei populisti, viva il PNRR e le mascherine e abbiamo bisogno del sangue dei vostri figli per l’Ucraina.”

 

La persona a rischio ascolta piuttosto un vociare intenso, che almeno riconosce il disastro. E che glielo spiega lì per lì, con esempi umani.

Non sei padrone a casa tua, perché

a Padova un professore ha bofonchiato per il presepe nell’ingresso della scuola elementare,

a Milano c’è una strada con più kebabbari che pizzaioli,

un imam che lavora in un garage a Bari ha detto che chi non crede al Corano non va in Paradiso,

ci sono degli studenti Erasmus al loro terzo giro per l’Europa pagato dai contribuenti stanno facendo un corso sull’uso corretto dei pronomi e vogliono əbələrə lə vəcələ

c’è una ragazzina autistica svedese Pro-Pal che per colpa sua l’assessore alla mobilità ha deciso che io mi devo fare l’auto nuova…

Casi che mi sono inventato solo per pigrizia, avrei potuto trovarne a centinaia con un po’ di ricerca… si diffondono perché i nostri presunti conservatori stanno attaccati dalla mattina alla sera a Facebook e Whatsapp che ritengono utili strumenti assolutamente neutrali.

Per le persone a rischio, schiacciati tra i garantiti e gli esclusi, questi casi sono perfetti, perché propongono nemici tanto in alto quanto in basso: i professoroni mantenuti con le nostre tasse che hanno potuto chiəcchiərərə invece di lavorare da una parte, dall’altra la feccia di delinquenti di paesi lontani che dal basso ci minaccia tutti i giorni. E ovviamente una mezza ragione c’è sempre, ci sono professoroni con il ditino imparatore, e ci sono marocchini furbi e cattivi: in fondo, siamo tutti umani, purtroppo.

Ognuna di queste storielle mette in moto la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria – l’imam cui stanno antipatici gli “idolatri” mette in moto quello cui stanno antipatici i “tagliagole jihadisti”, e quello a sua volta mette in moto quello cui stanno antipatici i “razzisti“, e quello a sua volta mette in moto quello cui stanno antipatici i “comunisti amici dei terroristi islamici pro-Pal”.

La reciproca giustificazione delle parti impedisce a entrambe di cercare le vere ragioni dell’alienazione.

Un piccolo esempio: le biciclette elettriche a pedalata assistita sono bloccati per non superare i 30 km orari.

Ma i rider (pakistani quasi tutti) che portano cibo a domicilio, per stare dietro all’algoritmo che li manda, devono andare molto più veloci. E quindi c’è tutta un’industria per sbloccare le bici, che arrivano anche a 100 chilometri orari. Insomma, un furbetto pakistano potrebbe davvero mandare in coma una persona a noi carissima. Rimandiamoli al paese loro, e la mia amica resuscita!

Ma così non ci rendiamo conto del meccanismo, che prevede rischi legali per i rider, rischi fisici per i passanti, ma profitti ad aziende come Deliveroo.

Che solo se andiamo a cercare, scopriamo che Deliveroo è una meraviglia di inclusività al di sopra dei gretti nazionalismi – fondata da un cinese Londra e poi comprata da Door Dash creato a Palo Alto in California da un altro cinese

Nel 2017, vi fu una causa class action contro Door Dash perché trattava i suoi dipendenti come “professionisti autonomi”. Door Dash negoziò un accordo con cui versava la miseria di 130 dollari a ogni lavoratore truffato; ma anche 28 milioni di dollari agli avvocati (non sappiamo quanto a testa, ma sospettiamo di più).

Totale 100 milioni di dollari, che sembrano una bella cifra.

Finché non scopriamo che il proprietario di Door Dash, l’anno prima, si era fatto assegnare uno stipendio di 413 milioni di dollari.

Il peruviano che pulisce in nero dieci case occupate in regola dalla finanziaria con sede nelle Isole Cayman, però tarda a pagare l’affitto al padrone di casa italiana che manda i carabinieri a sfrattarlo, e diventa occupante abusivo: ecco che l’Uomo Comune sceglie come nemico gli sfrattati, perché si sente più padroncino di una casetta magari per il figlio che si deve sposare, che immigrato senza arte né parte.

Spesso non per cattiveria, ma semplicemente perché nessuno gli indica chi ha veramente trasformato i cittadini in turisti a casa loro.

Non si tratta esclusivamente di turismo, ma di un intero sistema fondato sulla relazione tra solitudini, precarietà e grandi movimenti finanziari.

E non è facile spiegarlo.

I veri delinquenti sono cosmopoliti di ogni razza e non hanno nemmeno quelle belle motivazioni terribili che ispirano e spaventano: non lo hanno fatto perché “odiano la nostra cultura”, lo hanno fatto perché ci hanno guadagnato montagne di soldi, trasformando esseri umani e luoghi veri in miniere da cui estrarre denaro, e gettandoci da parte, come i minatori gettano da parte gli scarti da lavorazione.

da qui

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