La tragedia di Nizza Monferrato ci lascia due vittime: Zoe, che non tornerà più, e un musicista fragile dato in pasto alla piazza da un pregiudizio feroce
Era il
colpevole perfetto. Il mostro ideale da sbattere in prima pagina, o meglio,
nelle storie Instagram di una provincia che non ha tempo per verificare, ma ha
sempre fretta di condannare. Mentre il corpo di Zoe Trinchero giaceva
nel freddo del rio Nizza, strappata alla vita a 17 anni per un "no" che
non doveva essere detto, la rabbia cieca della folla cercava un bersaglio.
E Alex Manna, l'amico, l'assassino reo confesso, glielo ha servito
su un piatto d'argento: "È stato il nero, quello pazzo".
La caccia all'uomo sbagliato
Nella notte
tra venerdì e sabato, mentre i carabinieri cercavano la verità, Nizza
Monferrato ha rischiato di perdere la sua umanità. Una trentina di persone si
sono radunate sotto casa di Naudy C., musicista, ragazzo di colore,
adottato, con una storia di fragilità psichica alle spalle, sicuramente con
tanti problemi e, a volte molesto. Non erano lì per chiedere, erano lì per
punire.
Il tam
tam dei commenti sui social, al nostro articolo della prima ora è stato un
incendio indomabile: "Tutti sapevano che dava fastidio a
tutti.. perché le forze dell'ordine non sono intervenute? In Italia se non ci
scappa il morto nessuno si muove", oppure: "I giudici
devono fare i giudici...dare le giuste condanne...e non limitarsi agli arresti
domiciliari x queste . ERGASTOLO FINO A FINE VITA. Non ha rubato una mela
,da poterlo reintegrare". "Si sapeva che era pericoloso!! Perché
perché?"
Ma da tempo sui gruppi di Nizza erano comparsi post ignobili e altamente
diffamatori, come quello che invitava a "girare armati" perché
c'era un "soggetto pericoloso" in giro.
Naudy, nel suo mondo fatto di note e
disagi, sicuramente bisognoso di cure, attenzione e aiuto, nella
notte tra venerdì e sabato si è trovato assediato. I carabinieri li ha chiamati
lui stesso. Non per costituirsi, ma per salvarsi. E quando i militari lo hanno
portato via, la piazza ha tirato un sospiro di sollievo: "L'hanno
preso". Invece lo stavano solo proteggendo dal linciaggio.
Il musicista e il pregiudizio
Naudy non è un assassino. È un'anima
creativa, un polistrumentista che la città ha applaudito in altre occasioni, ma
che diventa "il pazzo pericoloso" appena serve un
capro espiatorio. La sua colpa? Essere diverso, essere visibile, essere
fragile.
Il vero
orrore si è consumato due volte. La prima per mano di Alex Manna,
il ventenne di Montegrosso che ha strangolato l'amica e poi ha finto di
cercarla, recitando la parte del testimone sconvolto. La seconda per mano
nostra, della comunità digitale e reale che ha creduto alla menzogna più
facile: il nero cattivo contro la ragazza indifesa. Una
narrazione "di pancia" che ha placato le coscienze
mentre il vero mostro era uno di noi, un ragazzo astigiano che poche ore prima
rideva con la vittima per poi prenderla violentemente a pugni,
strangolarla e lasciarla cadere nel canale.
Le parole del fratello
A riportarci
alla realtà, con una dignità che dovrebbe far arrossire molti, è Ruben,
il fratello di Naudy. Le sue parole, affidate a un commento amaro e
lucido, pesano come macigni: "Ringrazio le forze dell'ordine di
Nizza Monferrato che sono intervenute tempestivamente a salvare la vita di mio
fratello... Non punto il dito solo sull'amico assassino ma su tutti coloro, e
sono davvero tanti, che hanno fatto girare la notizia falsa fin dalle prime ore
del mattino".
Ruben parla di un "incubo" vissuto
dalla famiglia, messa a rischio da chi ha condiviso la menzogna senza porsi una
domanda. Oggi sappiamo che Alex Manna ha confessato. Sappiamo
che ha ucciso Zoe a pugni e l'ha strangolata. Ma il fango
gettato su Naudy resta. Restano gli screenshot, le minacce, la
paura di una notte in cui la giustizia sommaria ha rischiato di fare un'altra
vittima innocente.
Ora che la
verità è venuta a galla, i post di odio magari vengono cancellati
silenziosamente. Ma la domanda resta, e deve risuonare forte nelle coscienze di
chi ha digitato sentenze di morte dal divano di casa: e ora, chi chiede
scusa a Naudy?
Nessun commento:
Posta un commento