giovedì 26 febbraio 2026

Palestina | Il delirio di Israele contro Msf, un dossier per delegittimare l’assistenza umanitaria

  

da Medioriente.net (sito)

 

Se oggi su google scrivete “medioriente” o “palestina” il primo link è una sponsorizzazione del governo dello stato ebraico contro Medici senza frontiere. Ad essere sponsorizzato un dossier di 25 pagine per giustificare l’espulsione di Médecins Sans Frontières (MSF) dai territori palestinesi occupati. Il documento, pubblicato a dicembre 2025, rappresenta un attacco senza precedenti contro una delle più rispettate organizzazioni umanitarie internazionali, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1999.

 

il dossier

L’accusa: “operare sotto falsa bandiera umanitaria”
Il team interministeriale israeliano conclude che le quattro sezioni di MSF – Francia, Belgio, Paesi Bassi e Spagna – “operano sotto la facciata di attività umanitaria, mentre in pratica promuovono una narrativa estremamente anti-israeliana, mantengono affiliazioni con entità terroristiche, promuovono boicottaggi e ignorano deliberatamente gli obblighi di registrazione”. Il livello di rischio è definito “estremamente alto” per la sicurezza dello Stato di Israele.​

La colpa di testimoniare i crimini
Il report israeliano si rivela un catalogo involontario dei crimini perpetrati a Gaza, riportando sistematicamente le dichiarazioni pubbliche di MSF che documentano la realtà sul campo. Le accuse di “delegittimazione” si basano su citazioni dirette delle testimonianze mediche dell’organizzazione.

Testimonianze censurate
MSF Francia ha dichiarato: “I medici non possono fermare un genocidio, ma i nostri leader sì”, documentando “uccisioni di massa, distruzione sistematica delle infrastrutture civili, assedio deliberato e carestia, oltre allo sfollamento forzato della popolazione, descritto come pulizia etnica”. MSF Spagna ha riferito che “la campagna genocida di Israele a Gaza ha distrutto la maggior parte dei mezzi di sussistenza per i palestinesi nella Striscia” e che le forze israeliane “hanno sistematicamente attaccato il sistema sanitario di Gaza, bombardando ospedali, facendo raid nelle strutture mediche e mettendo in pericolo le vite del personale e dei pazienti”.​

MSF Belgio ha documentato che “gli ordini di evacuazione israeliani sono uno strumento in una campagna di pulizia etnica che trasforma Gaza in un inferno vivente per i palestinesi”. MSF Paesi Bassi ha testimoniato: “Ciò che sta accadendo a Gaza non è solo un disastro umanitario. È lo sterminio sistematico di un popolo”.

Accusa di terrorismo: due nomi per criminalizzare migliaia
Il dossier identifica due dipendenti palestinesi di MSF come presunti membri di organizzazioni considerate terroristiche da Israele. Fadi Al-Wadiya è accusato di essere un operativo della Jihad Islamica sulla base di un post Twitter dell’IDF. Mahmoud Abunejeila, medico ucciso in un attacco israeliano all’ospedale Al-Awda nell’ottobre 2023, è accusato di aver espresso sostegno al FPLP su Facebook, FPLP è un. partito politico oltre ad essere una organizzazione di resistenza.​

Su questa base, il governo israeliano criminalizza l’intera organizzazione, sostenendo che questi casi isolati dimostrino “un rischio intrinseco di infiltrazione o manipolazione delle operazioni umanitarie da parte di attori terroristi”.

Documentare l’apartheid
Il report accusa MSF Belgio di “negare lo status di Israele come stato democratico/ebraico” per aver pubblicato il rapporto “Inflicting Harm and Denying Care” (febbraio 2025), che documenta come “le autorità israeliane hanno imposto un sistema che discrimina i palestinesi, limita i loro movimenti e nega loro diritti fondamentali, incluso l’accesso all’assistenza sanitaria”.

Il dossier considera “delegittimante” la citazione della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 19 luglio 2024, che ha ritenuto l’occupazione israeliana illegale e in “chiara violazione delle proibizioni internazionali contro la segregazione razziale e l’apartheid”. MSF ha semplicemente riferito una sentenza giuridica internazionale, ma per Israele questo costituisce un attacco alla sua legittimità.

 

Il ricatto: consegnare i nomi dei palestinesi
Tutte e quattro le sezioni di MSF hanno rifiutato di fornire “elenchi completi del personale, inclusi i dettagli dei dipendenti palestinesi” come richiesto dalle linee guida di registrazione israeliane. MSF Francia ha risposto ufficialmente: “Siamo vincolati da obblighi per salvaguardare i diritti e la protezione del nostro personale, e per sostenere i principi di neutralità, imparzialità e indipendenza che sono alla base dell’azione umanitaria”.

MSF Belgio ha espresso preoccupazioni riguardo “l’identità delle entità che avranno accesso alle informazioni, la modalità di conservazione e protezione, la durata della conservazione e la possibilità che le informazioni vengano trasferite ad altre entità”. L’organizzazione ha sottolineato di non essere mai stata tenuta a fornire tali informazioni in più di 70 paesi in cui opera.

L’indipendenza come crimine
Il dossier ammette che MSF è finanziata quasi interamente da donazioni private: Francia 98-99%, Spagna 99%, Paesi Bassi 99,6%, Belgio prevalentemente da fonti interne e private. Nessuna delle sezioni riceve finanziamenti da governi mediorientali o da Israele. Tuttavia, secondo il team israeliano, “questa indipendenza finanziaria non compensa la pronunciata politicizzazione nel discorso ufficiale”.

Le richieste di embargo, diritto internazionale come boicottaggio
MSF Francia ha chiesto alla Francia di “garantire che nessuna arma o munizione francese venga utilizzata dall’esercito israeliano nella sua guerra genocida a Gaza”. MSF Paesi Bassi ha esortato il governo olandese a “interrompere le forniture di armi a Israele” e “considerare sanzioni economiche”. MSF Spagna ha denunciato che “l’UE e molti dei suoi leader hanno recentemente scelto di rimproverare Israele, tuttavia queste parole suonano vuote, poiché non prendono le misure sostanziali necessarie per fermare le uccisioni e continuano ipocritamente a fornire armi a Israele”.​

Il dossier interpreta queste richieste come “sostegno alle campagne BDS di embargo sulle armi”, equiparando la richiesta di rispettare il diritto internazionale umanitario con il boicottaggio politico.​

La “militarizzazione degli aiuti”
MSF Spagna ha denunciato che “il Governo di Israele ha monopolizzato gli aiuti con un modello che, lungi dall’alleviare la sofferenza, la perpetua. Frammenta, condiziona e politicizza l’assistenza, violando i principi fondamentali di neutralità, imparzialità e indipendenza. Questo non è un sistema di aiuti umanitari, è la militarizzazione degli aiuti contro una popolazione affamata”.​

Per il governo israeliano, questa denuncia costituisce un’accusa di “delegittimazione” e dimostra la “politicizzazione” di MSF.

Un’organizzazione premiata con il Nobel, loro sì Trump no
Il dossier riconosce che MSF è stata fondata nel 1971 in Francia, opera in più di 70 paesi e ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1999. L’organizzazione è gestita da consigli di amministrazione eletti democraticamente, è sottoposta a audit esterni da parte di Ernst & Young, e mantiene una rigorosa separazione dei poteri e controlli interni. I dirigenti ricevono compensi modesti: il CEO di MSF Paesi Bassi guadagna 8.000-9.000 euro lordi al mese.

Il team interministeriale conclude che esiste “preoccupazione che l’organizzazione: neghi l’esistenza dello Stato di Israele come stato ebraico e democratico; mantenga collegamenti con un’organizzazione terroristica designata; serva da copertura per attività illegali; promuova attività di delegittimazione; e chieda il boicottaggio dello Stato di Israele”.

Come “soluzione alternativa”, il report raccomanda di “espandere l’ingresso di professionisti e team da altre organizzazioni sanitarie e mediche che soddisfino i requisiti normativi e sostengano i principi di neutralità e trasparenza”. In altre parole: sostituire testimoni scomodi con organizzazioni più compiacenti.

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