Se oggi su google scrivete “medioriente” o
“palestina” il primo link è una sponsorizzazione del governo dello stato ebraico contro
Medici senza frontiere. Ad essere sponsorizzato un dossier di 25 pagine
per giustificare l’espulsione di Médecins Sans Frontières (MSF) dai territori
palestinesi occupati. Il documento, pubblicato a dicembre 2025, rappresenta un
attacco senza precedenti contro una delle più rispettate organizzazioni
umanitarie internazionali, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1999.
L’accusa: “operare sotto falsa bandiera umanitaria”
Il team interministeriale israeliano conclude che le quattro sezioni di MSF –
Francia, Belgio, Paesi Bassi e Spagna – “operano sotto la facciata di attività
umanitaria, mentre in pratica promuovono una narrativa estremamente
anti-israeliana, mantengono affiliazioni con entità terroristiche, promuovono
boicottaggi e ignorano deliberatamente gli obblighi di registrazione”. Il
livello di rischio è definito “estremamente alto” per la sicurezza dello Stato
di Israele.
La colpa di testimoniare i crimini
Il report israeliano si rivela un catalogo involontario dei crimini perpetrati
a Gaza, riportando sistematicamente le dichiarazioni pubbliche di MSF che
documentano la realtà sul campo. Le accuse di “delegittimazione” si basano su
citazioni dirette delle testimonianze mediche dell’organizzazione.
Testimonianze censurate
MSF Francia ha dichiarato: “I medici non possono fermare un genocidio, ma i
nostri leader sì”, documentando “uccisioni di massa, distruzione sistematica
delle infrastrutture civili, assedio deliberato e carestia, oltre allo
sfollamento forzato della popolazione, descritto come pulizia etnica”. MSF
Spagna ha riferito che “la campagna genocida di Israele a Gaza ha distrutto la
maggior parte dei mezzi di sussistenza per i palestinesi nella Striscia” e che
le forze israeliane “hanno sistematicamente attaccato il sistema sanitario di
Gaza, bombardando ospedali, facendo raid nelle strutture mediche e mettendo in
pericolo le vite del personale e dei pazienti”.
MSF Belgio ha documentato che “gli ordini di evacuazione israeliani sono
uno strumento in una campagna di pulizia etnica che trasforma Gaza in un inferno
vivente per i palestinesi”. MSF Paesi Bassi ha testimoniato: “Ciò che sta
accadendo a Gaza non è solo un disastro umanitario. È lo sterminio sistematico
di un popolo”.
Accusa di terrorismo: due nomi per criminalizzare migliaia
Il dossier identifica due dipendenti palestinesi di MSF come presunti membri di
organizzazioni considerate terroristiche da Israele. Fadi Al-Wadiya è accusato
di essere un operativo della Jihad Islamica sulla base di un post Twitter
dell’IDF. Mahmoud Abunejeila, medico ucciso in un attacco israeliano
all’ospedale Al-Awda nell’ottobre 2023, è accusato di aver espresso sostegno al
FPLP su Facebook, FPLP è un. partito politico oltre ad essere una
organizzazione di resistenza.
Su questa base, il governo israeliano criminalizza l’intera organizzazione,
sostenendo che questi casi isolati dimostrino “un rischio intrinseco di
infiltrazione o manipolazione delle operazioni umanitarie da parte di attori
terroristi”.
Documentare l’apartheid
Il report accusa MSF Belgio di “negare lo status di Israele come stato
democratico/ebraico” per aver pubblicato il rapporto “Inflicting Harm and
Denying Care” (febbraio 2025), che documenta come “le autorità israeliane hanno
imposto un sistema che discrimina i palestinesi, limita i loro movimenti e nega
loro diritti fondamentali, incluso l’accesso all’assistenza sanitaria”.
Il dossier considera “delegittimante” la citazione della sentenza della
Corte Internazionale di Giustizia del 19 luglio 2024, che ha ritenuto
l’occupazione israeliana illegale e in “chiara violazione delle proibizioni
internazionali contro la segregazione razziale e l’apartheid”. MSF ha
semplicemente riferito una sentenza giuridica internazionale, ma per Israele
questo costituisce un attacco alla sua legittimità.
Il ricatto: consegnare i
nomi dei palestinesi
Tutte e quattro le sezioni di MSF hanno rifiutato di fornire “elenchi completi
del personale, inclusi i dettagli dei dipendenti palestinesi” come richiesto
dalle linee guida di registrazione israeliane. MSF Francia ha risposto ufficialmente:
“Siamo vincolati da obblighi per salvaguardare i diritti e la protezione del
nostro personale, e per sostenere i principi di neutralità, imparzialità e
indipendenza che sono alla base dell’azione umanitaria”.
MSF Belgio ha espresso preoccupazioni riguardo “l’identità delle entità che
avranno accesso alle informazioni, la modalità di conservazione e protezione,
la durata della conservazione e la possibilità che le informazioni vengano
trasferite ad altre entità”. L’organizzazione ha sottolineato di non essere mai
stata tenuta a fornire tali informazioni in più di 70 paesi in cui opera.
L’indipendenza come crimine
Il dossier ammette che MSF è finanziata quasi interamente da donazioni private:
Francia 98-99%, Spagna 99%, Paesi Bassi 99,6%, Belgio prevalentemente da fonti
interne e private. Nessuna delle sezioni riceve finanziamenti da governi
mediorientali o da Israele. Tuttavia, secondo il team israeliano, “questa
indipendenza finanziaria non compensa la pronunciata politicizzazione nel discorso
ufficiale”.
Le richieste di embargo, diritto internazionale come boicottaggio
MSF Francia ha chiesto alla Francia di “garantire che nessuna arma o munizione
francese venga utilizzata dall’esercito israeliano nella sua guerra genocida a
Gaza”. MSF Paesi Bassi ha esortato il governo olandese a “interrompere le
forniture di armi a Israele” e “considerare sanzioni economiche”. MSF Spagna ha
denunciato che “l’UE e molti dei suoi leader hanno recentemente scelto di
rimproverare Israele, tuttavia queste parole suonano vuote, poiché non prendono
le misure sostanziali necessarie per fermare le uccisioni e continuano
ipocritamente a fornire armi a Israele”.
Il dossier interpreta queste richieste come “sostegno alle campagne BDS di
embargo sulle armi”, equiparando la richiesta di rispettare il diritto
internazionale umanitario con il boicottaggio politico.
La “militarizzazione degli aiuti”
MSF Spagna ha denunciato che “il Governo di Israele ha monopolizzato gli aiuti
con un modello che, lungi dall’alleviare la sofferenza, la perpetua. Frammenta,
condiziona e politicizza l’assistenza, violando i principi fondamentali di
neutralità, imparzialità e indipendenza. Questo non è un sistema di aiuti
umanitari, è la militarizzazione degli aiuti contro una popolazione affamata”.
Per il governo israeliano, questa denuncia costituisce un’accusa di
“delegittimazione” e dimostra la “politicizzazione” di MSF.
Un’organizzazione premiata con il Nobel, loro sì Trump no
Il dossier riconosce che MSF è stata fondata nel 1971 in Francia, opera in più
di 70 paesi e ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1999.
L’organizzazione è gestita da consigli di amministrazione eletti
democraticamente, è sottoposta a audit esterni da parte di Ernst & Young, e
mantiene una rigorosa separazione dei poteri e controlli interni. I dirigenti
ricevono compensi modesti: il CEO di MSF Paesi Bassi guadagna 8.000-9.000 euro
lordi al mese.
Il team interministeriale conclude che esiste “preoccupazione che
l’organizzazione: neghi l’esistenza dello Stato di Israele come stato ebraico e
democratico; mantenga collegamenti con un’organizzazione terroristica
designata; serva da copertura per attività illegali; promuova attività di
delegittimazione; e chieda il boicottaggio dello Stato di Israele”.
Come “soluzione alternativa”, il report raccomanda di “espandere l’ingresso
di professionisti e team da altre organizzazioni sanitarie e mediche che
soddisfino i requisiti normativi e sostengano i principi di neutralità e
trasparenza”. In altre parole: sostituire testimoni scomodi con organizzazioni
più compiacenti.
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