giovedì 26 gennaio 2023

Guerre vere, false paci e diplomazia muta

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La partita a poker dei mandanti – Francesco Masala

La gentaglia che governa il mondo occidentale (un miliardo di persone, dicono, su otto miliardi; in realtà molti di meno, visto che di quel miliardo solo metà, più o meno, è d’accordo con l’invio delle armi) continua la sua partita a poker.

La guerra degli Usa contro la Russia continua, all’Europa, utili idioti, fanno credere che con una coppia di 10 si ha la vittoria in tasca, e che la guerra contro la Russia era solo una guerra come quella contro Panama.

Ad aprile, quando i morti dell’operazione speciale erano solo poche migliaia, Zelensky stava per firmare la resa contro la Russia, poi gli inglesi hanno riempito Zelensky di stupefacenti e altre cose, e non ha capito più niente.

Da allora chi ha la coppia di 10, prima di accettare la sconfitta, continua a scommettere sempre di più.

Gli stati europei hanno perso competitività a favore degli Usa, il gas russo a buon prezzo è un ricordo, l’esoso gas Usa sarà una realtà, le armi europee regalate al regime corrotto dello stato ucraino (e distrutte dall’esercito russo) saranno rimpiazzate da armi Usa, nel prossimo futuro.

E gli stati europei continuano la partita a poker, sempre meno convinti di vincere, ma la libertà di agire dei servizi segreti ucraini è sacra, finché dura.

L’Europa è disposta a morire per il suonatore penico Zelensky? Vuole continuare fino alla disintegrazione della Russia?

Ci vorrebbe Samuel Beckett, a dichiarare la Fine della partita, purtroppo è morto alla fine del 1989.


 


Il verdetto di Ramstein: l’Europa è sacrificabile nella visione del padrone – Giuseppe Masala

Dopo la riunione dei paesi donatori-alleati dell’Ucraina in “Formato Reimstein” svoltasi ovviamente nella grande base americana in territorio tedesco di Reimstein non pare azzardato dire che ci aspettano anni di guerra. I paesi della Nato hanno deciso di continuare a fornire armi sempre più potenti all’Ucraina anche se i tedeschi fanno muro: per ora niente Leopard II nonostante le pressioni degli americani.

Altra questione apparentemente secondaria: il protocollo. Grandi bandieroni USA e dell’Ucraina nella sala delle riunioni allestita, tutta la tavolata principale occupata da ucraini e americani. I paesi europei – tutti – trattati come vassalli che devono solo ubbidire agli ordini. Di fronte all’impero non hanno manco una bandiera, manco una identità nazionale. L’Europa è sacrificabile nella visione di Washington.

Ci torneremo in questi giorni. Sarà chiaro in questi anni. Se sopravviveremo, si capisce.

da qui 

  

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2 commenti:

  1. Berlino: Non vogliamo dare i Leopard all'Ucraina.
    Mosca: Se date i Leopard all'Ucraina ci saranno conseguenze gravissime per tutti.
    Berlino: Ci abbiamo ripensato: diamo i Leopard all'Ucraina.

    Ma è una farsa?

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    Risposte
    1. direi di sì:
      Berlino: diamo i Leopard se date gli Abrams
      Washington: va bene
      Berlino: allora iniziamo a mandarli
      Washington: ne daremo 31, quando sarà il momento:
      Berlino: ci hanno fottuto come sempre

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