domenica 30 aprile 2023

Donna delle pulizie - Stephanie Land

Lavoro duro, paga bassa e la volontà di sopravvivere di una madre (traduzione di Chiara Libero)


è un romanzo, ma sappi che non è un'opera di fiction, nel libro ci sono il sudore, le preoccupazioni, la disperazione, l'amore, le paure di Stephanie Land.

Stephanie diventa madre giovanissima, interrompe gli studi, e per sopravvivere deve adattarsi a tutte le cose peggiori, crescendo la bambina da sola, con l'elemosina dei servizi sociali, vivendo a volte in palazzi per senzatetto, detenuti, drogati.

l'unico lavoro che può trovare è quello di pulizia delle case, e dei cessi, con paghe da fame, la benzina a suo carico, alla mercè dei padroni e padrone di casa (meno male ce n'è di tutti i tipi).

si tratta di un gran libro, un esempio di letteratura working class, le voci delle lavoratrici e dei lavoratori diventano letteratura.

buona (straordinaria) lettura. 


il libro nelle parole di Stephanie Land:


dal libro è stata tratta una serie (qui), disponibile anche in italiano (leggi qui dove vederla).


intanto ecco una bellissima canzone di Stromae, omaggio e celebrazione di chi lavora.

 

 

mostra quanto invisibili siano gli addetti alle pulizie. Invisibili agli occhi di coloro ai quali riordinano la casa, che  spesso neppure sanno (o ricordano) il loro nome. Invisibili agli occhi della politica, che li ha completamente esclusi dal dibattito sul mondo del lavoro.

Lo stesso discorso varrebbe, peraltro, per tutte quelle figure che mandano avanti gli ingranaggi della quotidianità: dal personale impegnato nella logistica della grande distribuzione (grazie ai quali gli scaffali dei supermercati sono sempre ben forniti) a chi si occupa della manutenzione delle strade e degli spazi pubblici.

Sebbene invisibili, le donne delle pulizie sanno e capiscono molto degli abitanti delle case in cui lavorano.

Pur senza vederli (ed essere viste) ne conoscono le abitudini, i comportamenti, i problemi. Così, nel suo racconto, Land attribuisce a ogni abitazione un soprannome: c’è la casa porno, dove  vive una coppia in crisi, la casa triste – che pare “congelata nel passato, progetti lasciati a metà, quadri nella cabina armadio che attendevano ancora di essere appesi alle pareti” – e la casa delle piante, i cui proprietari soffrono della sindrome del nido vuoto. E poi c’è la casa dell’accumulatrice, il cui nome dice tutto.

Attenzione però: nonostante le note talora ironiche e leggere, il testo affronta temi importanti. E spinge a guardare in un altro modo  – o anche semplicemente a guardare – le donne (e gli uomini) delle pulizie.

da qui

 

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