venerdì 16 dicembre 2022

avvelena-menti – Enrico Euli

 

La guerra ormai permanente, le alluvioni e le frane, la vita trasferita sui social, l'impoverimento di quasi tutti e quasi tutto (fuorchè del risentimento e della rabbia) , il degradarsi dei luoghi e delle relazioni, il sentirsi continuamente sotto minaccia, insicuri, impotenti e soli nel vasto e violento mondo.

Tutto questo avvelena quotidianamente i pozzi delle nostre vite, insinuandosi anche nei piccoli anfratti di piacere che ancora proviamo a difendere, contaminando le strade di chi continua a non voler accettare la dittatura del denaro e del sopruso.

Quel che sta accadendo in Iran, ad esempio, riempie di dolore e di angoscia: ogni stato protegge l'altro, in modo tale che tutti possano proseguire a dominare e maltrattare -in modi più o meno garbati e 'democratici'- i loro stessi cittadini.

Noi veniamo resi silenti dalla propaganda, dal 41bis e dall'ergastolo ostativo (vedi il caso Cospito), altri -in altri luoghi, per ora- dalle torture e dalle esecuzioni in piazza.

 

 Mi piace guardare il calcio e i Mondiali di solito mi attraggono ed elettrizzano, quasi come quando ero bambino.

Ancora una volta non c'è l'Italia, è vero. Ma nonostante questo, se posso, cerco di vedere le partite, soprattutto man mano che ci si avvicina alle fasi finali.

Avevo scelto di tifare per squadre non europee e non sudamericane, in primo luogo per quelle africane: non potendo più sperare nel Senegal, confido ora nel Marocco che avanza.

Una finale Marocco-Argentina sarebbe perfetta per me.

Ma tutto questo piacere è avvelenato dal fatto che questi Mondiali siano stati comprati e stravolti dai soldi del Qatar.

Ogni volta che ne godo, non posso che sentire l'amaro in bocca, mentre il miele dell'arte calcistica e del gioco scendono nella mia gola.

L'avvelenamento monetario (forse anch'esso qatariota) è giunto poi a manifestarsi apertamente anche nel Parlamento europeo.

Niente di nuovo sotto il sole, sia chiaro.

Che Bruxelles e Strasburgo siano in mano alle lobbies si sa da tempo, e lo si fa alla luce del sole.

L'autonomia della politica e dei politici, in qualunque sede o tempo, è da sempre solo un'illusione venduta in pasto agli elettori (che, da parte loro, continuano a votare, fingendo di non saperlo o, pur riconoscendolo, trascurandone le conseguenze).

Ma colpisce che siano stati comprati proprio dei sindacalisti, dei socialisti, degli ex comunisti.

E meno male che si tratta solo di poche mele marce, così come si cerca di dimostrare anche per questi malfattori!

Purtroppo invece il veleno è nell'aria ovunque lassù: non si tratta di inquinamento della politica, ma di una politica dell'inquinamento.

 

I soldi del PNRR stanno avvelenando definitivamente ed ulteriormente anche la ricerca universitaria.

Vengo chiamato in questi giorni a prender parte a vari progetti che sorgono come funghi per provare a concorrere ai numerosi bandi che circolano anche nel nostro paese e nei vari ministeri.

Si improvvisa, si bluffa, ci si inventa di tutto, pur di raccattare qualche milione di euro.

Nessuna visione alternativa, nessuna idea di futuro, nessuna lungimiranza: solo assalti alla diligenza, in nome del merito, della crescita e del progresso.

Come se niente stesse accadendo e come se potessimo proseguire a vivere, a conoscere ed a studiare come sempre.

Falcone diceva 'segui i soldi' per capire verso dove stavano dirigendosi i mafiosi e dove li avresti scovata. Oggi tutti noi concepiamo solo le idee che i finanziamenti ci impongono.

La mafiosità è penetrata così -proprio come un veleno- nei nostri modi di fare, di produrre, di pensare, di essere.

 

Nella nuova casetta in paese in cui ogni tanto andiamo a stare per uscire dai veleni del centro città , del lavoro e della televisione, avevamo da qualche mese iniziato ad accogliere una piccola gattina grigia, randagia e quasi selvatica, che però accettava con favore i nostri croccantini.

Qualche giorno fa l'abbiamo trovata morta, gonfia di pioggia, vicina al cancello di casa, molto probabilmente avvelenata.

Sicuramente qualcuno non apprezzava la colonia di gatti che si era venuta a creare nella casa disabitata del vicino. Prima lì era tutto un miagolio, ora è solo silenzio.

E' stato un forte dolore perderla proprio ora che iniziavamo ad accarezzarci, è stato faticoso seppellirla nel nostro piccolo giardino. E ne sentiamo tanto la mancanza.

 

da qui

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