giovedì 10 febbraio 2022

fighting bulls – Enrico Euli

 

L'unica opzione degli stati è sempre e solo la guerra.

La sua minaccia, la sua preparazione incessante, la sua attuazione.

La guerra convive tenacemente sotto traccia e sotto il terreno delle apparenze, che siano in forme democratiche o in quelle palesemente dittatoriali.

E le guerre sono sempre scoppiate, come all'improvviso, indipendentemente dai rapporti commerciali sussistenti e da quella 'pace' che essi sembrano garantire e sviluppare (ma che è è già di per sé permeata dallo stesso spirito competitivo e nazionalistico che anima la guerra).

E, che sia fredda o calda, la guerra induce a dinamiche divisive, tra buoni e cattivi, amici e nemici, alleati e perfidi traditori: alla logica dei blocchi contrapposti, che proseguono a sussistere anche quando parrebbero sparire le loro ragioni storiche.

Perchè la NATO non ha chiuso i battenti assieme al Patto di Varsavia?

Non si è dichiarata, finalmente, ente inutile e perciò doveva proseguire a sentirsi utile: prima contro il terrore islamico, ora contro il generale Oriente (Russia, Cina, India forse...).

 

D'altronde, com'è che questi si permettono di ricordarci la nostra dipendenza energetica e tecnologica, la nostra piccolezza territoriale e demografica, i nostri debiti finanziari ?

D'altronde, con il declino -seppur temporaneo- degli attentati e dei virus, non è necessario e salvifico trovare subito un nuovo allarme, inventare una nuova emergenza?

Gli Stati Uniti, comprendendo che la guerra economica mondiale dei commerci e delle finanze volge verso una loro disfatta, accampano pretesti ed armano le loro leve militari per riprendere controllo sul mondo e-soprattutto- sull'Europa.

E tenteranno, ancora una volta, di rifare la loro guerra qui da noi.

E noi ci saremo ancora, trascinati come schiavi o muli, che portano le loro some, pur di ricevere le briciole dei futuri dividendi.

E noi ci saremo ancora: a far usare le nostre basi militari (d'altra parte, perché esisterebbero altrimenti?), ad inviare truppe, a bombardare e ad uccidere, ed a temere feroci rappresaglie sulle nostre città.

 

La guerra al virus, condotta dai nostri comandanti in capo (ministri, esperti scientifici), piccoli grandi bulli al potere, è come sempre riuscita a generare moltitudini di figli obbedienti e riconoscenti e minoranze ribelli di pecore nere della famiglia.

Ora iniziamo a vedere gli effetti della violenza paternalistica così a lungo perpetrata e che non si converte (il CTS persiste a voler prolungare l'uso del pass e l'obbligo vaccinale per tutti i mesi futuri).

La violenza bullistica dei grandi genera la violenza bullistica tra i piccoli: crescono disagi, autoaggressioni, violenze sociali, suicidi, disperazioni.

Dopo la guerra al virus, che ci ha reintrodotto in un clima bellico ed allenati al peggio (chiusi in casa, coattivamente mascherati e vaccinati, sotto coprifuoco), siamo stati preparati ad una nuova e vera guerra permanente. Rispetto a quella che già era stata dichiarata nel 2001 contro il terrorismo islamico, sarà però più coinvolgente, più vicina, più dolorosa anche per noi europei.

E metterà finalmente a dura prova la nostra pur enorme capacità di proseguire a far finta di nulla.

da qui

Nessun commento:

Posta un commento