sabato 19 febbraio 2022

Propaganda e gruppi armati, gli USA pronti di nuovo a destabilizzare la Siria - Francesco Guadagni

 

Come se non bastassero le provocazioni in Ucraina e a Taiwan, l'amministrazione USA guidata da Jo Biden, il democratico, non dimentica un altro fronte dove Washington è fonte di destabilizzazione. Parliamo della Siria e di un preoccupante allarme lanciato dall'intelligence russa.

Infatti, gli Usa con i loro militari presenti illegalmente in Siria, in quanto la loro presenza non è stata autorizzata dal governo siriano, con il pretesto di combattere l'ISIS-Daesh stanno usando la loro intelligence per mobilitare gruppi estremisti ed attaccare le forze siriane, i consiglieri iraniani e russi nelle province di Damasco e Latakia. 

L'allarme è stato lanciato dal Servizio di intelligence estero russo. "Per raggiungere i loro obiettivi in ??Siria, gli americani stanno utilizzando attivamente i loro stretti contatti con la cosiddetta opposizione armata e, di fatto, con i gruppi islamisti radicali" si legge nella nota dell'agenzia russa riportata da Sputnik.

Inoltre, la stessa agenzia precisa che "le agenzie di intelligence statunitensi hanno in programma di dirigere le 'cellule dormienti' degli estremisti nella capitale Damasco, nella regione adiacente e nella provincia di Latakia per svolgere azioni mirate contro membri delle forze dell'ordine siriane, nonché consiglieri militari iraniani e personale militare russo".

Non è finita qui. Alle azioni militari poteva non mancare la propaganda e la preparazioni di proteste? No, e, al tal proposito, il servizio stampa russo ha anche svelato che gli Stati Uniti intendono lanciare una campagna mediatica per ispirare proteste in Siria. Tali proteste causate da un malcontento sociale dovuto proprio alle sanzioni di Washington ma che dovrebbero ritorcersi contro il governo siriano.

"Le informazioni ricevute dal Russian Foreign Intelligence Service dimostrano che l'amministrazione statunitense mira a mantenere la sua presenza in Siria, impedendo la stabilizzazione della situazione in questo Paese. Washington intende lanciare un'ampia campagna mediatica, anche sui social network in lingua araba, per fomentare proteste nella società siriana", ha sottolineato il servizio stampa.

Inoltre, il Russian Foreign Intelligence Service ha ricordato che Washington partecipa attivamente al commercio ombra di petrolio siriano, poiché le truppe statunitensi accompagnano i camion di petrolio dalla Siria al Kurdistan iracheno.

"In questo contesto, continua il saccheggio delle risorse naturali siriane da parte delle compagnie statunitensi. Washington rimane attivamente coinvolta nel commercio illegale di petrolio prodotto nei territori occupati della Siria nord-orientale. Dai campi petroliferi delle province di Hasaka, Raqqa e Deir ez-Zor, ogni mese, vengono estratti fino a 3 milioni di barili di materie prime. Circa un terzo del petrolio rubato, attraverso la mediazione degli americani, viene venduto alla Regione Autonoma Curda dell'Iraq al prezzo di 35-40 dollari al barile", precisano dai servizi di intelligence russa.

Molte volte in passato le agenzie di intelligence russa hanno avvertito di attacchi con armi chimiche ad opera dei gruppi terroristici per dare la colpa al governo siriano e scatenare l'intervento dell'occidente, circostanza che si è verificata nel 2017 e nel 2018.

Altro che propaganda russa, gli USA e la NATO non lasceranno nulla di intentato. Sono un impero al collasso e disperatamente, con ogni mezzo, tenteranno di evitare una capitolazione, nonostante sia inevitabile.

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