martedì 16 novembre 2021

Cop 26 non è un’insuccesso è un disastro – Gianni Lixi

 

Purtroppo quello che temevo è stato drammaticamente rispettato. Niente assolutamente niente che ci possa permettere di rispettare neanche  il minimo sindacale. Le emissioni zero entro il 2050 sono un miraggio! Ed i più grandi inquinatori della terra riuniti a Glasgow hanno anche l’alibi. L’India che riesce a togliere l’obbligatorietà delle emissioni zero, la Cina tra i più grandi inquinatori del pianeta che non si presenta e la Russia che ha declinato l’invito: sono loro i veri responsabili del fallimento.  Non è la Cina, non è l’India e non è neanche la Russia il più grande inquinatore del mondo. La nazione che inquina più al mondo pro capite è l’America. Il suo presidente,  Biden,  distribuisce slogan di stampo ecologista e miliardi non si sa bene per fare cosa. Ah.. si..! per darli ai paesi in via di sviluppo perché inquinino meno! Come ha ricordato David Attenborough l’inquinamento è un problema di disuguaglianze. Oggi quelli che non hanno alcuna responsabilità sull’inquinamento sono quelli che pagano di più i suoi costi. Dovevano arrivare 100 miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo nel 2020 che non sono mai arrivati. Ma a cosa servono queste gigantesche conferenze che costano anni di preparazione e soldi (ed energia)se non obbligano i paesi a legiferare. Sempre in ritardo su tutto. Ma naturalmente la colpa non e’ del paese più inquinante al mondo, la colpa è della Cina e dell’India, ed i servizi velinari dei telegiornali fanno vedere città della Cina o dell’India avvolte dallo smog, ma non ci fanno vedere le ciminiere degli USA o dell’Europa. Noi occidentali siamo molto bravi a manipolare le notizie. Ma basta, veramente basta di prenderci in giro! Piantiamo venti miliardi di alberi e siamo tutti contenti perché anche Bolsonaro ha aderito! Bolsonaro che nega gli incendi dell’Amazzonia perché ” le foreste sono umide e non vanno a fuoco”. Foreste che vanno a fuoco per far posto a coltivazioni intensive tra le più energivore ed inquinanti del pianeta. Nessun accordo per la riconversione industriale. Certo servono molti moltissimi soldi per il passaggio dall’economia energivora ad una che ci permette di non far morire il pianeta e noi con lui. Ma tutti dicono che i soldi ci sono. Bene se fosse vero, come dice Draghi , che i soldi ci sono, come mai il sole 24 h suona le campane a morto annunciando il 36% di vendite in meno di auto? Cioè una notizia che dovrebbe far gioire i partecipanti a Cop 26 perché va nella direzione di un abbassamento della CO2, fa invece tremare i mercati. E perché le industrie italiane si stanno preparando a mettere in cassa integrazione gli operai perché il costo dell’energia è diventato troppo caro anche in virtù di un incremento dato dai costi “ecologici” in bolletta? Delle due l’una o il signor Draghi non ha alcuna idea dei costi di una economia di transizione o ci sta mentendo mettendo qualche miliardo di euro che non è certo sufficiente a riconvertire un mercato dei consumi altamente inquinante e di cui dobbiamo al più presto sbarazzarci.

Certo la riconversione industriale è costosa e dolorosa e non si potrà mai fare se non è accompagnata da una rivoluzione culturale. Ma che rivoluzione culturale puoi fare con un ministro responsabile di questo epocale passaggio che cerca di proteggere il suo elettorato fatto da imprenditori senza alcuno scrupolo che se ne fregano altamente dell’ ammorbamento delle nostre città (figuriamoci del pianeta) e che pensano solo agli utili del giorno dopo e non agli utili di due giorni dopo ma ottenuti rispettando il pianeta? Un ministro che sfrutta l’inquinamento da idrocarburi per ripresentare dalla finestra quello che già era uscito dalla porta (un referendum): l’energia nucleare. Ancora non ci si è messi d’accordo su dove mettere la spazzatura radioattiva del nostro paese (anzi si sono messi d’accordo ma hanno paura di dirlo) e questo impresentabile personaggio cavalca la lobbi nucleare.

Mi tremano le gambe a sapere che i magnati della terra come Jeff Bezos e Bill Gates fanno donazioni miliardarie per salvare il pianeta. Da quando Gates si messo a fare beneficienza le sue entrate sono aumentate a dismisura: leggete questo interessante pamphlet fatto da Global Justice Now (qui).

Bezos tra i più grandi inquinatori del pianeta (ora anche dello spazio) che vuole salvarlo! Guardate l’impennata delle vendite di furgoncini per consegnarci la merce in tutto il mondo! Trasporto al minuto su gomma: uno dei sistemi che inquina di più e di cui dovevamo liberarci. La costruzione di questi  furgoncini ha un impatto sull’ambiente elevatissimo ed altrettanto la sua demolizione. In sostanza per costruire e demolire uno di quei furgoni ci vuole una quantità di energia e quindi di Co2 esagerata pari a circa 50000 Kw/h. Questo signore ci ha Abituati ad avere la merce il giorno dopo ed ha ammorbato il mercato e costretto chi faceva questo lavoro prima di lui a stargli dietro diminuendo le protezioni salariali e sociali di cui godevano i lavoratori di questo settore già fatto di un mondo di lavoratori sfruttati.  In questi giorni sta passando una pubblicità di amazon che dire cinica è dire poco. In un colpo solo sfrutta l’immagine del migrante e del portatore di handicap per crearsi un’aura immacolata. I suoi furgoncini, tutti nuovi di pacca ammorbano l’aria delle nostre città consumano copertoni e carburante per portare due pacchetti prima degli altri. Girano semivuoti portano due pacchetti poi ritornano a prendere altri pacchetti per portarceli il più in fretta possibile e vincere la concorrenza. Ed io dovrei credere alla sua coscienza ecologista? Ma mi faccia il piacere, mi faccia (direbbe Totò).

da qui

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