mercoledì 17 novembre 2021

Introfada - Hamja Ahsan

Introfada è un libro che spiega come gli estroversi opprimono gli introversi, e prova a spiegare agli introversi come difendersi. Ma gli occhi di chi legge possono a volte sostituire gli introversi e gli estroversi con altri categorie di oppressi e oppressori, e miracolosamente, il libro funziona benissimo, mutatis mutandis.

È sorprendente scoprire quante cose in comune hanno le varie categorie di oppressi tra di loro, e quante cose in comune hanno le varie categorie di oppressori tra di loro, qualunque sia il tipo di relazione che faccia incontrare oppressi e oppressori.

Il libro di Hamja Ahsan sembra simpatico e divertente, magari lo è anche, ma è soprattutto un libro serissimo, forse a sua insaputa.

Andrebbe studiato come si studia un manuale di guerriglia, o L'Arte della Guerra, di Sun Tzu.

Prendete, per esempio, la Costituzione della Repubblica del Popolo Timido di Aspergistan, (QUI) scorrendola si capisce quanta vita, quanta conoscenza, quanta verità, quanta consapevolezza, quanta satira e quanto coraggio si trova dentro; molti punti sembreranno strani, ma per altri ti chiederai come mai non li hai pensati tu

Per esempio l’art.51 recita :“A tutela della salute mentale di tutti i cittadini, sarà abolita ogni forma di pubblicità.”, l’art.41 recita :” Gli animali non sono fonte di divertimento. È fatto assoluto divieto di mettere in atto pratiche estroverso-suprematiste di spettacolarizzazione e vanitoso esibizionismo ai danni degli animali, come numeri da circo, trucchi di magia, gif di gattini su Facebook.”, l’art.19 recita: “Lo Stato tutela con particolare attenzione bambini e ragazzi, vietando l’uso di categorie adolescenziali di matrice estroverso-normativa (per esempio: “fico”, “nerd”, “campione”, “sfigato”, “secchione”, “tamarro”, “strano”, “genio”, “emo”, “bono”). Volendo salvaguardare lo sviluppo sano e l’autostima dei cittadini più giovani, lo Stato adotta tutte le misure necessarie per proteggere i bambini tranquilli contro bullismo, prepotenza e introversofobia.”, l’art. 57 recita: “Abolizione degli azzardi finanziari estroversi, in particolare delle bolle speculative e dei successivi tracolli, del gioco in Borsa e dei maxistipendi. Lo Stato farà in modo che chi lavora nel mercato azionario trovi un impiego alternativo.”

Simbolo degli introversi sono gli autistici con sindrome di Asperger (un fratello di Hamja Ahsan ne soffre*)


buona (introversa) lettura.

 

 

 

*…Hamja Ahsan ha una buona conoscenza del linguaggio della lotta: è un attivista, scrittore, curatore e artista. È stato selezionato per i premi Liberty Human Rights per la campagna Free Talha Ahsan. La sua visione dell’Aspergistan fornisce un’analisi delicata e rivelatrice della violenza strutturale. Il suo progetto politico deriva dalle sue esperienze personali (la prima riga dei riconoscimenti è: “Questo libro è scritto sul retro di una vita di risentimento”) a cui la nascita di questo libro è intrinsecamente correlata.

A questo punto è necessaria una nota biografica. Nel 2006, il fratello di Hamja Ahsan, Syed Talha Ahsan, poeta britannico e aspirante bibliotecario a cui era stata diagnosticata la sindrome di Asperger, è stato arrestato nella sua casa in Gran Bretagna e detenuto senza processo per sei anni prima di essere estradato negli Stati Uniti con l’accusa di terrorismo. Dopo quasi due anni di reclusione solitaria in una prigione del braccio della morte degli Stati Uniti, nell’ottobre 2013 Talha è stato costretto a patteggiamento, dopo essere stato dichiarato colpevole dell’accusa generale di fornire “supporto materiale” ai terroristi (ipoteticamente attraverso la gestione di un sito web obsoleto che si occupava dei conflitti in Bosnia, Cecenia e Afghanistan). Alla fine Talha fu rilasciato e tornò a casa nel Regno Unito dopo che alla condanna un giudice vide poca sostanza nelle accuse del governo americano.

Tenendo conto di questa storia, è difficile non leggere Introfada come un modo per elaborare (e riscattare) il trauma secondario dell’ingiusto rapimento e della prigionia del fratello di Hamja Ahsan.

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…Essendo un libro-manifesto, Introfada non offre una teoria onnicomprensiva della vita introversa bensì una serie di abbozzi veloci che proprio per questo risultano efficaci. Detto ciò, alcuni aspetti della vita contemporanea sono del tutto assenti, e non si fatica a immaginare un futuro ampliamento del libro attraverso un capitolo sul digitale, dato che il web è sia la piazza degli estroversi (Instagram) che il rifugio degli introversi (Mastodon, i forum ecc.); o una riflessione sulla sessualità. Oltre alle inevitabili lacune, Introfada presenta un rischio: le accuse rivolte all’imperativo estroverso (che riguardano anche la stessa militanza politica, si pensi ai sound system durante i cortei) possono essere lette come un triste appello al pubblico decoro. Non vorremmo che i primi a unirsi ai ranghi dell’Introfada fossero quei cittadini stanchi della movida serale e notturna, gli stessi che propongono di vietare l’alcool nelle piazze dopo una certa ora…

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L’intero libro è scritto con una critica mordace ma divertente del liberalismo e del conformismo. Gli eroi e i rappresentanti culturali del movimento dei “Timidi Radicali” includono Rosa Parks, Mercoledì Addams (de La Famiglia Addams), Splinter (il maestro delle Tartarughe Ninja), Ali La Pointe (la guerrigliera algerina protagonista della Battaglia di Algeri) e Lisa Simpson.

Attraverso interviste (immaginarie) a prigionieri politici del movimento dei timidi radicali e individui che hanno contribuito al progetto di storia orale della (immaginaria) Associazione dei Diritti degli Introversi, Ahsan ribalta i punti fissi su cui si basano le realtà sociali e politiche contemporanee.

Introfada offre un punto di vista attraverso il quale vedere il mondo: coinvolge con la risata ma allo stesso tempo fa luce sui comportamenti sociali accettati e in realtà assimilabili ad atti violenti; è un libro che spinge il lettore a sentirsi parte di questo progetto creativo, una satira sofisticata che si appoggia sulla teoria anticoloniale per costruire una critica alla cultura dominante e alla condizione della salute mentale nella società capitalista.

Non è difficile immaginare che una reale istituzione dello stato dell’Aspergistan porterebbe a domande di visto di massa: l’asilo ovviamente, secondo la sua Costituzione, sarebbe concesso a tutti i popoli timidi che subiscono persecuzioni negli stati estroversi-suprematisti.

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... Di pagina in pagina, tra ipotetici testi costituzionali e finzionali interviste ad attiviste introverse incarcerate, tra riletture cinematografiche in chiave pantimidista (La battaglia di Algeri diventa un film che “racconta in primo luogo la parabola dei popoli timidi oppressi che si ribellano contro i soprusi”) e petizioni studentesche, Ahsan tesse un collage di controcultura e critica all’organismo sociale neoliberistico 4.0, governato dalle norme dell’assertività e dell’autoaffermazione individuale, dall’esposizione ed esibizione di un sé urlato. Gli introversi della satira di Ahsan assomigliano molto a un “popolo” che non si adatta all’imperativo di condividere e ostentare, dove il verbo share implica nient’altro che l’azione di vendere l’ultimo prodotto sul mercato: noi stessi

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con uno stile ironico, il libro parla oltre che ai timidi, a chi è vittima di bullismo, socialmente impacciato, emarginato e medicalizzato per incoraggiare il dibattito sulle strutture che determinano l’esclusione sociale. È una satira sofisticata che si appoggia sulla teoria anticoloniale per costruire una critica alla cultura dominante…

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Ahsan si scaglia contro tutto e tutti: non solo contro il settore dello spettacolo, dominato dagli estroversi, capaci di sfilare davanti alle telecamere con nonchalance perché quello è il loro ambiente; ma anche contro la politica, rappresentata da (e che rappresenta solo gli interessi della) cultura estroverso-suprematista, e questo perché è lo stesso «apparato statale [a] imita[re] in tutto e per tutto l’estroversione» (p. 54); infine, contro la cultura in generale, che col suo divide et impera ha inculcato nelle menti degli introversi l’idea di essere sbagliati, fuori posto, l’errore in un sistema che, uguale per tutti nella teoria, privilegia chi preferisce il rumore, le chiacchiere sul tempo che fa là fuori e i cocktail party al silenzio, all’intimità e alle letture in solitaria…

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Questo piccolo libro è difficilissimo da incasellare. Forse la definizione migliore è quella proposta nella Nota iniziale dal traduttore (il solo che legga veramente un testo, scriveva Primo Levi): Introfada è un “manifesto fantapolitico”. La “Repubblica del Popolo Timido di Aspergistan” non esiste, ma Ahsan ne elabora una Costituzione provvisoria con cui apre il volume. Secondo i suoi articoli, l’Aspergistan vuole essere un rifugio “pantimidista” per tutti gli introversi oppressi dal “sistema globale della Supremazia Estroversa” e dal suo circo mediatico di proclami molesti, immagini invadenti, “consumismo compulsivo” e patriottismo sbruffone. Per gli introversi di tutto il mondo, vuole creare corridoi umanitari verso i propri spazi di contemplazione silenziosa. Ahsan è un artista-attivista premiato alla Biennale di Grafica di Lubiana. Questo libro è anche un bell’oggetto nero e bianco, che gioca sulla propria somiglianza con un libretto estremista radical-islamico. L’editore italiano non solo fa un gran lavoro nel mantenere questa specificità, ma la esalta ingrandendo il carattere di scrittura e quindi la leggibilità rispetto all’originale inglese. L’Introfada, però, ci tiene a chiarire di non essere un’organizzazione terroristica, anzi: come si specifica nel volume, è proprio la Supremazia Estroversa mondiale, alla pari del terrorismo, a cercare il centro dell’attenzione attraverso il rumore; al radicalismo islamico ed al suo narcisismo esibizionista si contrappone “un sufismo erudito e flemmatico da gentleman inglese”. Sembra qui di rileggere la prima parte del romanzo Exit West di Mohsin Hamid (Einaudi, 2017), dove i due protagonisti-amanti coltivano i loro spazi di quieta riflessione in una città deflagrata dalla guerra…

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