lunedì 26 gennaio 2026

I «48Kg» di Batool Abu Akleen

«Una poetessa palestinese di 20 anni… che pare averne migliaia». Il suo libro uscirà a febbraio per Mille Gru Edizioni ed è già in prevendita.

Ecco 6 testi tradotti in italiano da Cristina Viti. (*)

46Kg. Previsioni del tempo

Il cielo si oscura di ali

che fanno piovere morte

non restare in casa

non scendere in strada

non portare l’ombrello

rimanere fermi al sicuro

a leccare la morte che scorre per il volto.

40Kg. Il carretto del gelato

Il gelataio grida:

cadaveri in vendita

per tutte le strade

non c’è tomba che li compri

i cadaveri si sciolgono

lui ripete il suo grido:

cadaveri in vendita

nessuna risposta.

I cani li comprano a prezzi stracciati

loro sì che ne vogliono ancora.

Il gelataio ha promesso

che presto riempirà di nuovo il carretto

e porterà

nuovi cadaveri freschi ghiacciati

come la città.

36Kg. Posto di blocco

Non ascoltare quella voce

non alzare la testa

non abbassare la testa

non voltarti

non essere contento

non essere triste

non canterellare

non chiamare

non aspettare risposta

smetti di aspettare

fermati

ferma.

Ma non si ferma

lui continua a urlare

il tuo silenzio atterrito continua

non hai passato il confine spinato

se lo passi, sopravviverai?

Il rimorso ti rosicchierà le dita

ti strazierà.

Non sopravviverai.

 


35Kg. La vita all’inferno

Mio Dio, quant’è bello.

Ha gli occhi azzurri

la pelle bianca

il sorriso smagliante

è così alto

e l’uniforme militare gli dà l’aria di un perfetto uomo.

Quando si è avvicinato

l’ho visto bene:

il mare nei suoi occhi era il mare che mi ha rubato

il bianco del suo volto i sogni dei bambini che ha ucciso

il sorriso era quello di mia madre, sradicata

quando lui ha cancellato la sua casa dal volto della città

l’altezza è quella delle palme che ha schiantato a terra

l’uniforme serve soltanto a giustificare il nostro sangue versato.

Lui appare in televisione

la parole dolci gli scorrono dalla bocca

veloci come le anime dei bambini che corrono in cielo

il pubblico applaude il protettore che salverà il Paese

dalle pietre lanciate fuori dalla casa di mia madre

e dai feti appesi al ventre delle donne che ha macellato.

Sorride ancora,

è il sorriso che ha appena rubato da un’altra bocca.

Oh mio Dio

quant’è bello

un perfetto candidato

per la vita all’inferno.

 


32Kg. Sono in cielo

Sto seduta in classe con cinquanta persone senza tetto

insegniamo la prima lezione ai piccoli

Surat-al-Fatihah che si recita per le anime

e le preghiere per i corpi.

Sui defunti abbiamo insegnato solo

che sono in cielo

e così i bambini girano per le strade

portano piatti di biscotti che divorano

ridono

giocano

dicono: sono in cielo.

In classe fa irruzione la morte

rivela segreti ai bambini

che improvvisamente crescono

portano i volti dei padri

dai piatti in frantumi fanno case per i fratelli piccoli

dalle gole esce un rantolo:

sono in cielo

sono in cielo.

28Kg. Sole che brucia

Sto bruciandomi le dita

si sciolgono una dopo l’altra

lentamente, come la guerra che va lentamente:

Pollice che impasta pane fresco come i corpi dei martiri

Indice che appoggio sulle labbra della bambina

per scacciare la paura e far maturare la calma

Medio che alzo in mezzo agli occhi

della bomba che non mi ha ancora raggiunto

Anulare che presto alla donna che ha perso

la mano e il marito

Mignolo per fare la pace

con tutto il cibo che ho odiato mangiare

e altre cinque dita per spostare il sole che brucia.

La guerra non finisce

io sto per finire le dita.

Le mie mani si accorciano

le dita crescono

le mie mani si sciolgono

le dita crescono

il mio petto si scioglie,

il cuore,

io mi sciolgo interamente

resta solo il fuoco

che scorre tra le dita della morte

il fuoco può soffocare la morte

ma sono io che muoio soffocata.

 

 

(*) Batool Abu Akleen, ventenne poetessa che vive a Gaza ha scritto un libro, «48Kg», che toglie il fiato per il countdown che innesca: a ogni poesia che leggi il cuore ti si rinsecchisce, il condotto della gola ti si restringe, le corde vocali ti si irrigidiscono, eppure ne viene fuori uno dei canti più vibranti e tragici di una poetessa palestinese di 20 anni che pare ne abbia migliaia.
«48Kg» è uscito nel Regno Unito (per Tenement Press) La 
casa editrice Mille Gru pubblicherà in Italia la raccolta, curata e tradotta da Cristina Viti, nel febbraio 2026.

Acquistare il libro grazie alla prevendita (fino al 26 gennaio) consentirà di riconoscere l’intero ricavato all’autrice, con una percentuale riservata alla traduttrice. La casa editrice si farà carico delle spese di grafica, di redazione e di stampa.

edizione italiana del libro della poetessa palestinese – prevendita fino al 25 gen ’26


Nota dell’autrice per l’edizione inglese
Queste poesie sono arrivate dopo mesi in cui ho rifiutato di scrivere, pensando che la poesia non può cambiare il mondo. Ma le conversazioni con molti amici mi hanno convinto dell’importanza di dare forma a quello che sentivo per poterlo meglio capire. Se scrivere in arabo è stato un processo di formulazione, tradurre le mie poesie è stato un processo di comprensione. In arabo mi stavo perdendo: avevo paura della morte, paura che il mio corpo fosse smembrato senza che nessuno potesse raccoglierlo… ma quando ho iniziato a tradurre, ho fatto pace con la morte. Per quanto stessi cercando di trovare il mio corpo, per quanto fossi persa in senso di colpa, desiderio, compassione e rabbia, accettando che non avrei potuto fermare questo genocidio, potevo almeno scrivere queste poesie e rilegarle traducendo me stessa.
Qui ho raccolto le parti di me che sono riuscita a trovare, in caso non ci sia nessuno che possa farlo se sarò uccisa.
Batool Abu Akleen, 2025.

Batool Abu Akleen è una poetessa e pittrice palestinese. Nata nel 2005 a Gaza, nel 2020 vince il Barjeel Prize con la poesia «Non ho rubato la nuvola». Negli ultimi venti mesi, mentre affronta con la famiglia il genocidio che ha colpito la sua terra e la sua gente, completa la laurea in inglese, organizza corsi di lingua per bambini, lavora come traduttrice in residenza per Modern Poetry in Translation e pubblica la sua prima silloge, «48Kg» (Tenement Press). Con la poesia «Gunpowder» è stata recentemente premiata nella competizione indetta dal London Magazine. Alcuni stralci della sua prosa sono in fase di pubblicazione da Comma Press.

Cristina Viti scrive poesia e traduzioni in inglese, italiano e francese. Fra le autrici tradotte, Elsa Morante (The World Saved by Kids, Seagull Books, 2016), Etel Adnan (Notte, San Marco dei Giustiniani, 2018) Anna Gréki (The Streets of Algiers, Smokestack, 2020) e Mariangela Gualtieri (Beast of Joy, Chelsea Editions, 2018). Tra le sue traduzioni per il teatro, si ricorda Moby Dick alla prova di Orson Welles, in produzione per il Teatro dell’Elfo.

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