martedì 1 aprile 2014

4 aprile 1992: muore Fernando José Salgueiro Maia

Maria De Madeiros, bravissima attrice portoghese, gira il suo primo film. “Capitani d’aprile”, sulla Rivoluzione dei garofani. Protagonista è Stefano Accorsi, che interpreta Salgueiro Maia.
Per la maggior parte della critica cinematografica un film sulla sufficienza, per me molto di più, a tratti epico, c’è la storia vera di Salgueiro Maia, uno di quegli uomini che per una volta non mi fanno vergognare di appartenere al genere umano.
Guardate il film, se vi è sfuggito, conoscerete la storia di un Cincinnato del Novecento, e non lo dimenticherete mai più (e qualcuno conoscerà anche Josè Afonso) - franz

Nei primi anni Settanta (e, più precisamente, nel 1974) giovane capitano incaricato dell'addestramento dei sottufficiali presso la "Escola Prática de Cavalaria" di Santarém, fu informato dei piani del Movimento delle Forze Armate per abbattere il regime autoritario dell'Estado Novo che governava il Portogallo da mezzo secolo.
Al momento del segnale convenuto per l'avvio delle operazioni (la canzone di José Afonso proibita dal regime Grândola vila morena, trasmessa alla radio), prese le armi insieme ai suoi cadetti e si unì alle forze ribelli dell'MFA dopo aver arrestato i propri superiori.
In seguito si diresse verso Lisbona e qui prima pose sotto assedio le sedi istituzionali nel quartiere Terreiro do Paço, poi su ordine del comando dell'MFA, il quartier generale della Guarda Nacional Republicana a Carmo, dove si trovavano il presidente del ConsiglioMarcelo Caetano e altri alti funzionari di regime.
È accreditato per aver evitato spargimenti di sangue (le uniche vittime del colpo di stato furono 4 civili uccisi dalla polizia politica fedele al governo), riuscendo comunque a convincere le forze lealiste a passare dalla parte dei ribelli e, infine, ottenendo la resa di Caetano.
Dopo la Rivoluzione Salgueiro Maia non volle assumere alcun incarico politico. Nel 1981 fu promosso al grado di maggiore.
Adottò due bambini. Nel 1989 gli fu diagnosticato un cancro che, dopo una lunga sofferenza e diverse operazioni chirurgiche, lo portò alla morte il 4 aprile 1992, a soli 48 anni di età.

…La Revolución de los Claveles se saldó, finalmente, con cuatro muertos, todos civiles (desde una ventana de la sede de la PIDE alguien disparó con una ametralladora sobre la gente congregada ante su puerta).
Me ha costado encontrar el nombre de ese alférez, el hombre que no mató a Salgueiro Maia. Pero lo he hecho. Se llamaba Fernando Sottomayor. Qué bien habrían venido unos cuantos Sottomayores distribuidos por Argentina, Uruguay, Chile, Brasil… y España. Gente que se pasara por el forro la repugnante “obediencia debida” a sus mandos.
Que no se pierda de la memoria el nombre de la gente que debe ser recordada. Que no se pierda. Nuestro concepto de la civilización puede depender de ello.

Portogallo. Venti minuti dopo la mezzanotte che divide il 24 dal 25 aprile del 1974 Radio Renascença Leite de Vansconcelos inizia a trasmettere “Grandola vila morena”, una canzone del poeta Josè Afonso che parla di Grandola, “terra di fraternità”. Il 25 aprile 1974, però, Grandola vila morena non è solo una canzone sull’uguaglianza: è un inizio. Quelle note, infatti, sono il segnale stabilito per dare il via ad una rivoluzione, forse la più poetica di tutte.   La rivoluzione dei garofani inizia così, sulle note di una canzone, e si capisce già che sarà una rivoluzione diversa da tutte le altre.   All’alba le truppe della Escola Pratica de Cavalaria lasciano Santarem e si dirigono verso Lisbona, dove ha sede il governo di un regime dittatoriale che tiranneggia dal ’32. Alla radio intanto una voce annuncia: «Le Forze Armate hanno scatenato una serie di azioni tese a liberare il paese dal regime che da molto tempo lo domina… coscienti d'interpretare i veri sentimenti della nazione… Viva il Portogallo!». Alla guida dei soldati debella EPC c’è il capitano Fernando José Salgueiro Maia, nato a Castelo de Vide l’1 luglio del 1944, entrato nell’Accademia Militare di Lisbona nel 1964, ha combattuto durante le guerre coloniali di Angola, Guinea e Mozambico e, come tutti i capitani della Revolução, ne è rimasto segnato dalle atrocità. Maia e i militari dell’Escola occupano prima il “Terriero do Paço” e poi il Quartier Generale Militare e Poliziesco del Carmo dove ha trovato rifugio il primo ministro Marcelo Caetano. Il capitano intima la resa al dittatore fascista. Dopo la trattativa Caetano viene scortato dallo stesso Maia fino all’aereo con il quale sarà costretto al lasciare il Portogallo, mentre per le strade si riversa una folla immensa che abbraccia i soldati che hanno restituito la libertà al paese.   A questo punto iniziano a comparire i garofani sulle canne dei fucili, quasi a voler sottolineare il carattere incruento della Revolução (“mettete i fiori nei vostri cannoni” recitava un vecchio slogan che sembra passato di moda): niente vendette, niente giustizia sommaria. I soli morti del 25 aprile furono tre dimostranti uccisi dai proiettili della PIDE, la polizia segreta di Caetano. A Salgueiro Maia e agli altri capitani bastò poco più di 17 ore per abbattere una delle dittature più longeve d’Europa, il tutto senza spargere sangue.  Dopo la Revolução venne ristabilito l’ordine democratico, vennero abolite le misure repressive, furono reintrodotte le libertà civili, si sciolse la PIDE e il partito unico, si abolì la censura, si liberarono i prigionieri politici e si dichiarò l’indipendenza totale delle colonie. Il capitano Maia, di cui è stato detto che “era il migliore tra i migliori (i più coraggiosi e generosi) ufficiali militari della Rivoluzione di aprile”, è morto nel 1992.   A soli 48 anni, dopo aver chiesto inutilmente aiuto e assistenza medica allo Stato, Salgueiro è stato stroncato dal cancro.  I libri di storia non lo citano e pochi ricordano il suo nome, forse perché rifiutò tutte le cariche che gli furono offerte o forse perché qualcuno vuol farci dimenticare che rivoluzione non è sinonimo di violenza.


Figlio di Francisco da Luz Maia, ferroviere, e di Francisca Silvéria Salgueiro, Fernando José Salgueiro Maia nasce l'1 luglio 1944 a Castelo de Vide. Frequenta la scuola primaria a San Torcato, Coruche, e poi il Liceu Nacional di Leiria, laureandosi infine presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali in etnologia e antropologia.
Nel mese di ottobre 1964 entra all’Accademia Militare di Lisbona e due anni dopo è alla Scuola Pratica di Cavalleria a Santarém. Nel 1968 è assegnato alla 9ª Compagnia di Commandos e parte per il nord del Mozambico, mentre dal luglio 1970 è in Guinea Bissau. La partecipazione alle vicende belliche coloniali gli vale la promozione a capitano, ma quando nel 1973 ritorna all’EPC di Santarem ha ormai maturato una profonda coscienza politica democratica antifascista e anticolonialista.
E’ in questo periodo che iniziano le riunioni clandestine del Movimento delle Forze Armate, e Salgueiro Maia è nel Comitato di coordinamento del Movimento come Delegato della Cavalleria. Dopo il 16 marzo 1974 e la fallita sollevazione di Caldas è, come abbiamo già visto, il protagonista fra i protagonisti del 25 aprile portoghese ("il migliore tra i migliori” venne definito).
Dopo la rivoluzione è membro attivo dell'assemblea del MFA e malgrado lo stesso MFA e molti partiti e organizzazioni politiche, riconoscendone la sua sensibilità alle tematiche sociali, il merito, l’intelligenza superiore ed un insolito coraggio e fedeltà, gli chiedano di rivestire importanti incarichi pubblici o politici (come ad es. far parte Conselho da Revolução, oppure fare il governatore civile di Santarem o l’addetto militare in una ambasciata di sua scelta), Maia, schivo di onori e riservato, riluttante a gettarsi nelle diatribe partitiche, non accetta nessuna offerta preferendo rimanere a svolgere semplicemente il suo compito di militare.
Solo il 25 novembre 1975 accetterà di venir posto al comando di un gruppo di carri alla diretta dipendenza del Presidente della Repubblica Francisco da Costa Gomes.
E’ poi trasferito alle Azzorre dalle quali torna nel 1979 per assumere il comando del Presidio militare di Santa Margherita.
Nel 1981 è promosso a maggiore e nel 1983 riceve la Grãn-Cruz da Ordem da Liberdade
Non sempre, fra l’alternarsi dei governi a maggioranza moderata e quelli a maggioranza socialista, rimane univoco e positivo il giudizio storico e politico sul 25 aprile portoghese e sui suoi protagonisti, Salguero Maia lo scopre amaramente a sue spese quando, malato di cancro, nel 1990 chiede inutilmente (al contrario due ex torturatori della PIDE che invece lo avevano ricevuto!) sostegno medico allo Stato, in quel momento governato dal moderato Aníbal António Cavaco Silva.
Muore a Santarém il 4 aprile 1992. Nello stesso anno riceve atitolo postumo il grado di Grande Oficial da Ordem da Torre e Espada ed infine nel 2007 la medaglia d'oro di Santarém.
La sua memoria rimane oggi viva nel ricordo di tutti i democratici portoghesi fedeli al ricordo ed ai valori del 25 Aprile.                            Carlo Onofrio Gori
da qui

5 commenti:

  1. Avevo visto il post mesi fa, ma mi son sempre dimenticato di commentarlo...

    Salguiero Maia dovrebbe, per la sinistra, far parte di quei personaggi "mitici", di quel pantheon fondamentale.

    Condivido il tuo giudizio sul film: bello, a tratti epico. Così com'è stata la Rivoluzione dei garofani.
    E di Zeca Alfonso mi piace molto anche "coro da primavera"

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  2. se ancora esistesse la sinistra :(

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  3. e il grande Carlos Paredes, ti dice niente?

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    1. No, ma ora me lo cerco...

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