lunedì 8 settembre 2014

L’empatia assente: da Lampedusa a Donietsk - Bozidar Stanisic

La notizia più fresca sull’immigrazione è l’accusa tedesca contro decine di tassisti che trasportavano gli immigrati senza documenti dall’Italia alla Germania. (I senza documenti sono clandestini anche per il giornalista de «Il Fatto quotidiano»).
La notizia meno fresca, neppur notizia, è che i cittadini europei, eccezioni escluse, vivono il rapporto con la gente in fuga senza empatia. Se ci fosse empatia, i Parlamenti degli Stati membri della Ue sarebbero assediati dai manifestanti contro le guerre in Siria, Libia, Iraq e Ucraina in cui i centri dei poteri occidentali non figurano né risultano innocenti.
E se in tanti manifestassero le guerre – chissà? – finirebbero con gli armistizi, poi attraverso conferenze di pace potrebbero trasformarsi in pace. Ma è più comodo armare le parti “simpatiche”, dare alla Nato e non alla diplomazia la posizione centrale. Così io, “cittadino d’Europa” prendo la mia birra serale e il sacchettino di popcorn e la mia droga serale visiva: quiz, scullettare delle ragazze, pubblicità e poi, sazio, vado a russare.
Ma loro fuggono e fuggiranno. Chiamati clandestini, considerati numeri. Fuggono per l’assurdo nel quale vivono, fuggono per non morire.
E’ vero: chi all’Europa arriva da “quelle parti” di solito è numero, l’ospite scomodo. E ancor più scomoda è la questione delle leggi internazionali da applicare. Diciamolo, con un grazie di cuore alla gente di Lampedusa che sa meglio di noi come si vive l’arrivo degli approdi.
L’onestissimo signor birra-serale-pop corn non riesce a immaginarsi nelle scarpe di chi, dalle coste del Mediterraneo (colpite dalle guerre interminabili) o dai deserti dell’Afghanistan arriva a bussare alle nostre porte. Non ci riesce perché non sa immaginare i bombardamenti e il suono delle armi?
Se fosse diverso, ci sarebbe un po’ di empatia anche per gli assediati di Donietsk, in Ucraina. Un milione di persone che soffre. E’ poco? Ma sono lontani. Sono là, dove una volta passò Mario Rigoni Stern, allora soldato italiano in ritirata dalla Russia e dalle mani delle donne venne nutrito e curato, malgrado fosse un nemico…

3 commenti:

  1. E' vero: abbiamo esaurito l'empatia. Dismessa l'etica cristiana che in qualche modo ce ne passava un pò, noi occidentali garantiti non guardiamo più in faccia nessuno.
    Che aridi siamo diventati ...

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    1. solo in Siria ci sono milioni di persone che hanno perso praticamente tutto, gente come noi, lavorava, un reddito, una casa, una famiglia poi niente, solo dolore e disperazione.
      ma sembra che uno non lo capisca, se non succede a lui.

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    2. bozidar stanisic12 dicembre 2014 13:19

      bozidar stanisic:
      cari franz mari,
      pare che voi abbiate, in modo più semplice, spiegato sia il fondo che la cima della freddezza del nostro palcoscenico quotidiano, in cui non è lontana solo la siria ma pure il prossimo che sta perdendo lavoro, casa, dignità... se oggi viene pronnunciata la parola speranza credo che debba partire da tutti gli assurdi cui siamo prigionieri. alla fine - chi almeno, malgrado la propria impotenza, sente la vicinanza con i colpiti dalla Storia e non è indifferente - ritengo sia almeno degno del nome di essere umano.

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