sabato 3 gennaio 2026

Israele: La criminalizzazione del dissenso - Gianni Lixi

Israele ha la sua popolarità in caduta libera in tutte o quasi le nazioni del mondo. Si mantiene in piedi perché una forte componente sionista è ancora presente in molti parlamenti soprattutto nel cosiddetto occidente. Ciononostante, il forsennato attivismo dell’Hasbara ( una superfinnanziata organizzazione che mira a promuovere l’immagine di questo stato genocida nel mondo) non riesce a mutare la tendenza dell’opinione pubblica mondiale. Ad israele, all’Hasbara, a tutte le organizzazioni di propaganda, perfino all’AI (molto cara a Netanyhau) non rimane altro: criminalizzare il dissenso per cercare di recuperare consenso.

Al governo israeliano non interessa minimamente combattere il terrorismo, giacché lui stesso è uno stato terrorista. Cos’altro è uno stato che usa cecchini per sparare in testa a dei bambini, uno stato che spara deliberatamente su medici, giornalisti ed ambulanze, che asfalta un’area grande un poco più di Roma, con gli abitanti che li vivono, compiendo uno dei crimini più grandi nella storia dell’umanità ed uno dei disastri ecologici più grandi nella storia dell’umanità.

Quello a cui è maggiormente interessato è cercare in tutte le maniere di soffocare il dissenso . Per fare questo si serve di strumenti che cercano di screditare tutte le organizzazioni solidali con la Palestina.

E’ noto che il termine terrorista è un termine molto scivoloso che viene usato con molta cautela anche dagli esperti di diritti umani. Non c’è unanime consenso sul suo significato. Uno dei significati molto generici ma tra i più diffusi è quello che attribuisce al terrorista l’esecuzione di attentati che provocano lutti alla popolazione civile. America ed israele non hanno competitori se si dovesse usare questo significato. In realtà il termine terrorista è stato sempre usato dai poteri coloniali per criminalizzare la resistenza del popolo occupato. Lo hanno fatto gli inglesi in tutti i territori che hanno occupato (e sono molti ), lo hanno fatto i francesi in Algeria,gli italiani in Libia ed Etiopia ecc…Ed è quello che Israele ed USA fanno. Si riuniscono, decidono chi è terrorista e chi non lo è e lo perseguono. Hanno giudicato terroriste associazioni umanitarie riconosciute internazionalmente come importanti strumenti di studio ed informazione sui diritti negati ai palestinesi. Senza parlare delle accuse di terrorismo all’ONU all’UNRWA ecc… Gli israeliani poi sono molto bravi a cercare di intrufolarsi nei parlamenti di numerosi paesi, soprattutto occidentali, perchè adottino la stessa tecnica per combattere l’attivismo palestinese. E’ quello che è successo in UK dove si è criminalizzata una associazione che ha avuto il merito di richiamare l’attenzione sulla attiva partecipazione al genocidio di Gaza da parte del governo inglese attraverso il rifornimento di armi prodotte in suolo Britannico. I loro attivisti sono in carcere in sciopero della fame. E’ successo in Australia, dopo il deplorevole attentato della spiaggia di Bondi. Sfruttando cinicamente l’assassinio dei poveri ebrei uccisi Netanyhau ha subito accostato l’attentato antisemita alle attività delle organizzazioni solidali con la Palestina, che in nulla mai hanno avuto a che fare con l’attentato, quando la vera crescita dell’antisemitismo è legata in maniera cristallina alle sue azioni di guerra a Gaza ed in tutti i paesi dell’area. A seguito delle dure dichiarazioni di Netanyhau, che intimava all’Australia di prendere provvedimenti, il primo ministro Australiano ha ordinato un giro di vite sul dissenso nei confronti di israele.

E adesso questo nuovo episodio italiano sempre pilotato da israele.

Chi ha passato le veline all’esercito israeliano (ricordiamolo ancora una volta, esercito impegnato in un genocidio) è una organizzazione dell’Hasbara israeliana. Si chiama NGO monitor. E’ una organizzazione di destra che si occupa di screditare le ONG che si occupano di diritti umani, sopratutto dei diritti umani negati ai palestinesi. E’ stata molto criticata da accademici, diplomatici e giornalisti perché le sue ricerche sarebbero influenzate da motivazioni politiche. In buona sostanza il fine ultimo è screditare le associazioni che si occupano di Palestina. Mohammed Hannoun e gli altri militanti sono stati arrestati sulla base di rapporti redatti da questa indegna organizzazione, rapporti che sono arrivati nelle mani dei giudici Genovesi tramite i terroristi dell’esercito israeliano!! Non si può immaginare niente di più indegno per la giustizia italiana.

Certo ci sarà stato un\una giudice sionista che ha reso possibile tutto cio’, ma la speranza è che altri giudici smascherino la strategia della criminalizzazione del dissenso a cui un paese messo alle corde sta cercando disperatamente di aggrapparsi.

da qui

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