giovedì 30 maggio 2013

I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto - Eric-Emmanuel Schmitt

non è un capolavoro, è solo uno di quei libri che non ti stacchi fino all'ultima pagina, non è poco.
convinti? - franz




Un occidentale single incallito che rifugge da rapporti stabili e naturalmente da impegni limitanti l’individualità (come una paternità) e una ormai anziana signora nella Cina proletaria avviata verso un capitalismo che garantisca qualcosa di più di un piatto di riso ad ognuno delle migliaia di figli sparsi in un territorio vastissimo. Lui negli alberghi di lusso per trattare affari e introdurre prodotti occidentali nel vastissimo mercato emergente. Lei, nello stesso albergo, addetta alle pulizie nel bagno riservato agli uomini. E per lui ogni occasione diventa buona per svicolarsi dai noiosi colloqui d’affari e scappare in quei bagni per parlare con quella donna che racconta dei suoi dieci figli, ognuno speciale, ognuno straordinario e tutti riusciti nella vita anche se lontano dalla madre, ognuno rappresentante un simbolismo filosofico…


“Agisci con gentilezza, ma non ti aspettare gratitudine”
“Mi piace molto ascoltarla parlare dei suoi figli (..) Sono della stessa razza di tigri e dragoni..”
“E’ normale… Ogni essere è unico. Se non appare così siamo noi che non riusciamo a vederlo”.
A ogni ritorno in Cina, il viaggiatore occidentale fa visita alla signora Ming  e si informa sempre sulla famiglia, si è appassoniato alla sua storia, al limite dell’incredibileOgni figlio ha un nome,un cognome diverso, una storia, un’occupazione. E tutto sembra talmente possibile  da sembrare vero. Inoltre, viene a sapere che la Signora Ming è stata licenziata dal suo precedente lavoro come operaria proprio perchè suscitava molte gelosie da parte delle colleghe e che chi le ha fatto visita a casa ha visto molte foto di tutti i figli.
“La verità è solo la bugia che preferiamo.
Sarà il finale inatteso, a metà tra un racconto moderno e massime di filosofia confuciana,a  restituire al lettore il senso della storia.
da qui

2 commenti:

  1. Grazie per la segnalazione. Sembra intrigante.
    Vorrei avere un'altra vita magari soltanto per leggere i libri che non ho avuto tempo di sfogliare in quella precedente.

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