domenica 13 maggio 2018

IL PANTANO DELLA COSTERNAZIONE - Gian Luigi Deiana



(la sinistra e gli effetti lacromogeni governo giallo-verde)

io non dispongo di una sfera di cristallo per vedere il prossimo futuro, ma di un boccione di rosso per vedere il recente passato invece sì; quindi inizio questa riflessione ponendo a tutti i timorati di dio la seguente domanda: cosa preferireste voi ora? 1: un governo di tregua mattarellista sostenuto dal pd e forza italia? 2: un governo pd-forza italia+fritto responsabile? 3: un governo giallo-verde che cammina coi trampoli su sgambetti e astensioni? 4: elezioni a luglio o a settembre con questa medesima regola elettorale e queste medesime mefitiche aggregazioni politiche? 5: oppure l'angelo sterminatore?  prima di pensare beveteci sopra religiosamente, sangiovese o montepulciano o cannonau o persino muller thurgau, e poi datevi una risposta; solo dopo di ciò, se ne avete voglia, argomentate sui pro e i contro della situazione attuale, e disponetevi a questa sequenza soprattutto se ritenete di essere di sinistra;

la ragione di questa raccomandazione consiste nel fatto che da giorni si sta assistendo, soprattutto a sinistra, a dichiarazioni di costernazione per l'ipotesi ormai consolidata di un governo lega-cinquestelle; ora vorrei concentrare l'attenzione su questo fenomeno della “costernazione”, che nasce sempre da un giustificatissimo sconcerto intimo e che finisce inevitabilmente per prorompere su spalle amiche con cui piangere stupidamente in coro, e di qui nella individuazione di colpevoli dell'altra parte da maledire; la costernazione, una volta socializzata, non è più un sentimento intimo ma è un bisogno che inzacchera tutto quanto e lascia le cose solo più incasinate di prima;

la ragione di fondo di questa odierna costernazione nella sinistra sta nel fatto che si sta per insediare un governo poggiato a destra e marchiato da proclamazioni e contiguità xenofobe, quindi un governo polarmente opposto alla “classe operaia”; in questo c'è senza dubbio del vero, ma cosa c'era al di sotto dei veli che travestivano i governi precedenti? c'è del vero nello stigmatizzare questa piega reazionaria, ma questo è proprio l'argomento principe della storia del pd e del suo capolavoro finale, cioè il renzismo: infatti è proprio questo che dicevano e che perseguivano: l'unico voto utile contro le destre è solo un voto al pd;

ora andiamo a vedere cosa significa oggi “classe operaia”; la classe è senza dubbio una categoria sociale, ma un conto è una composizione sociologica individuabile a fini istat e un conto è un soggetto consapevole che si riconosce collettivamente in un “noi”; la corrispondenza tra questi due aspetti è oggi saltata, ed è saltata per la scissione tra occupati e disoccupati, tra garantiti e non garantiti, tra i privilegiati delle caste politiche e le clientele a mani vuote, tra anziani e giovani e infine (anche se nella percezione di massa costituisce la questione di principio) la scissione tra italiani e immigrati; ora, chi ha provocato queste catastrofiche scissioni? chi è si è accucciato nel suo limbo corporativo fottendosene di tutto il resto mentre questa mutazione avveniva? non è forse avvenuto in modo silenzioso quello che denunciava primo levi al tempo della deportazione, “voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case”? non si è forse perpetuato oltre ogni limite di decenza, anche a sinistra, l'esibizione del privilegio di casta fra i pretesi rappresentati della classe?

insomma la corrispondenza tra la “classe” come universo sociale e la “classe” come soggetto capace di volontà e di espressione si è dissolta; sono rimaste in campo meritevoli minoranze, nelle quali personalmente mi riconosco come non mai, ma le voci nel deserto non fanno una classe sociale né una proposta politica; era logico che in questo vuoto si venissero a costituire entità inedite ed è con queste che è necessario ora fare i conti;

da dove possono cominciare i conti? bene, l'ultima uscita del ministro calenda riguarda una modifica della costituzione che inserisca nella carta il principio di “supremazia” dello stato, rispetto alle regioni e ai territori, su materie di interesse nazionale (leggi deposito delle scorie nucleari, basi militari, speculazioni sull'energia e sui rifiuti ecc.); l'operato del ministro dell'agricoltura martina ha fiancheggiato passo passo la pervasione paramafiosa della coldiretti nel mondo agricolo; la linea della ministra della difesa pinotti in materia di commercio di armi è spregevole se solo si pensa alla vicenda yemenita; la condizione di povertà sulla base della soglia ufficiale è raddoppiata fino a coinvolgere il venti per cento della popolazione; la sanità, la scuola e la previdenza sono sulla pelle di tutti, come sulla pelle di tutti si muove l'anarchia delle sanguisughe della privatizzazioni (energia elettrica, telecomunicazioni, rsparmi delle famiglie ecc.): e dunque, chi ha diritto oggi di avanzare la propria costernazione in nome della classe operaia?

ho letto da qualche parte, ieri, che nessuna conquista è per sempre: ogni vittoria è solo un testimone che passa di mano; noi, questa sinistra qui, quel testimone lo ha lasciato cadere per via, in nome della "modernizzazione"; il nostro problema è riprendere quel testimone, e non tradirlo mai più

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