giovedì 11 novembre 2021

Il diritto all’ozio - Mauro Presini


Ho letto in un sito quali sono i giocattoli per bambini più popolari (fra questi: i lego city police, il kit slime da modellare, le palline colorate in grado di attaccarsi fra loro, il cyber robot, il droide interattivo, la sabbia modellabile, eccetera, eccetera). Ho letto in un altro sito quali sono i videogiochi per bambini più diffusi (Fra questi altri trovo: super Mario, Splatoon, Minecraft, Crash Bandicoot, Rayman, eccetera, eccetera).

Ho cercato in vari siti quali sono i giochi a cui i bambini giocano di questi tempi… ma non li trovo. Molti confondono i giocattoli (gli oggetti) con i giochi (le attività) ma chi ne scrive è adulto e finisce per consigliare dei giochi che faceva ai suoi tempi ma non sembra interessato a raccogliere e a raccontare quali sono quelli che i bambini e le bambine fanno spontaneamente. La logica del mercato è arrivata da tempo anche qui: ahimè, interessa solo ciò che si può vendere ma non ciò che si può inventare o creare.

È anche vero che, di questi tempi, i bambini e le bambini hanno molti impegni, forse troppi e il tempo della loro giornata è davvero molto occupato. Sono impegnati prima a scuola e poi in palestra, nel campo sportivo, in piscina, nelle aule di qualche laboratorio, negli auditorium…. Quel pochissimo tempo che gli resta è “occupato” da videogiochi inventati da altri o da giocattoli costruiti da altri.

Tolto il tempo per la colazione, il pranzo e la cena e quello per l’igiene personale, a loro non resta molto tempo per avere un sacrosanto diritto all’ozio. Ne hanno diritto perché i loro tempi non sono così frenetici come i nostri: loro hanno bisogno della lentezza per pensare, per inventare, per apprendere, per conoscere e anche per rilassarsi.
    
L’ozio può aiutare i bambini ad essere autonomi, indipendenti e creativi perché possono pensare al loro tempo con i loro tempi. Oziare li costringe a pensare a come impiegare il tempo quindi ad inventarselo e ad inventare. Per questo mi sembra giusto favorire questi momenti sia a casa che anche a scuola.

Mi piacciono molto le fantasie dei bambini e delle bambine quando inventano giocando con la terra, le foglie, i rametti e altro che trovano per terra. Chi si finge ingegnere e chi architetto per inventare le città per le lumache; chi si pensa gioielliere costruendo anelli fatti con i bastoncini, chi realizza mandala con la terra, chi scolpisce statuine o monumenti, chi decora i marciapiedi, chi si lancia le foglie o nelle foglie, chi usa uno sciarpa per creare nuove avventure e chi non adopera proprio niente per immaginarsi cavaliere.

C’è un protagonismo attivo nel loro mettere le mani a disposizione della testa, qualcosa di unico che lega pensiero e azione, qualcosa di straordinario che gli fa pensare: “Questo è opera mia, l’ho fatto io, l’abbiamo fatto noi”, qualcosa di emozionante che gli permette di ricavare motivazione e autostima.
Lasciamo che i bambini e le bambine siano impegnati a non essere impegnati: anche questo è un bel modo per preparali ad un futuro diverso.

da qui

Nessun commento:

Posta un commento