lunedì 29 novembre 2021

Lettera ai no vax: Non sfondate quelle porte, altri le hanno aperte prima di voi - Gianni Lixi


In effetti non è una lettera ai no vax. I no vax sono un gruppo molto eterogeneo di persone che non si fanno convincere da nulla. La lettera vuole solo cercare di fare chiarezza su una moltitudine di tematiche portate all'attenzione in maniera confusa e disordinata da questa pandemia.

 

Innanzi tutto una considerazione sul trattamento mediatico riservato a questa categoria di persone che la sintesi giornalistica ha etichettato superficialmente come no vax. Mai una così esigua minoranza di persone ha ricevuto una così ampia esposizione mediatica. Certo a favorirlo ci sono comportamenti spesso delittuosi che vanno giornalisticamente riportati ma a me sembra che lo stesso risalto mediatico non sia mai stato dato a minoranze che da sempre trattano di problemi molto importanti come l’inquinamento ambientale, la stampa asservita al potere di turno, i diritti umani negati soprattutto alle popolazioni migranti  ecc…

 

Utilizzerò un fatto che mi è capitato in ambulatorio recentemente. Un paziente passa il triage ed arriva davanti a me con il suo foglio del triage compilato. C’è scritto che non ha eseguito alcuna vaccinazione. Lo visito , faccio il referto, il paziente appare anche soddisfatto della delucidazioni che gli do a proposito della sua salute. Poi gli chiedo perché non ha fatto il vaccino. Mi risponde: attendo tempi migliori. Mi scusi gli dico, quali sono i tempi migliori? Sono forse quelli che a lei servono per sapere se il vaccino che io ho fatto mi procurerà qualche problema di salute? Si, gli dico, certo che ho firmato una liberatoria, se così non fosse non staremo qui a parlare e lei probabilmente avrebbe già fatto il vaccino. Esiste, seppur remota, la possibilità che in un numero limitato di casi il vaccino possa dare qualche problema, ma qui siamo in un momento veramente emergenziale. Un anno fa una mia cugina e collega a Bergamo si è ammalata di covid in corsia, ha rischiato la vita e quando le hanno detto che era guarita è dovuta ritornare in corsia a rischiare di nuovo ed a vedere molti suoi ammalati morire. Il paziente un poco scosso mi dice che non si fida delle case farmaceutiche. Vede questa penna che ho sul tavolo, gli dico, è una normale penna biro senza alcun richiamo ad aziende farmaceutiche. Il fatto è caro signore, gli dico, che appartengo ad una associazione di medici che si chiama “No Grazie”. Per farmi capire meglio gli dico  il nome che questa associazione aveva quando è nata “No Grazie pago io”. Uno dei principali temi di cui si occupa questa associazione è proprio quello delle pressioni che le aziende esercitano sui medici per promuovere i farmaci. Si va da piccoli gadget tipo penne, calendari, libri, sino a viaggi (di aggiornamento e non). Si stima che il marketing sul medico valga il 40% del prezzo del farmaco; e questo in USA, le lascio immaginare il Italia! Nei casi più gravi si possono avere anche  falsificazioni di risultati di qualche ricerca scientifica. Quest’ultima grave situazione è molto difficilmente documentabile ma qualche anno fa una giornalista neozelandese si era messa sulle tracce di un cosiddetto luminare della neurologia mondiale ed aveva accertato un pagamento milionario di una casa farmaceutica per falsificare i dati di una ricerca cosa per cui il professionista era stato condannato. Vede, caro signore, continuo, ci sono persone che prima di lei si sono occupate del problema e che ora non lo sollevano a vanvera. Questa volta poi, la ricerca di queste case farmaceutiche per questi vaccini  è pagata da noi con i famosi 10 miliardi di dollari che la comunità internazionale ha versato, e questo rende completamente diversa la fase di ricerca e da un poco più di garanzia per l’ approvazione del vaccino. Certo mi farebbe più piacere sapere che vi arrabbiate  perchè i nostri miliardi per fare ricerca anziché servire a rendere il vaccino più disponibile nei paesi che non possono permetterselo sono serviti ad aumentare gli utili di quelle case da 7 ad 8 volte a seconda della casa farmaceutica interessata! Mi sembra però che non siete molto sensibili al problema.

 

Tenta un poco timidamente una replica dicendo che l’informazione è preconfezionata tutta orientata a promuovere la vaccinazione ed a criminalizzare i “no vax”. E qui mi rallegro un poco perché apre, per me, una sterminata prateria. Scusi, gli dico ci volevano tutti questi milioni di morti per covid (al momento in cui scrivo 5,16 Mln) per farle scoprire che siamo in mano ad una informazione manipolata non tanto dai politici di turno che sono i manovali,  quanto dai grossi interessi delle compagnie petrolifere, dell’industria delle armi, del cibo e della produzione farmaceutica? Le voglio fare un piccolo esempio della informazione manipolata che stiamo vivendo ora in Italia e le parlerò di una questione che conosco abbastanza bene e che seguo da anni. C’è una regione nel mediterraneo che si chiama Palestina che ha una storia di più di 4000 aa fatta di convivenza pacifica tra popolazioni di etnie diverse che si chiamavano e si chiamano palestinesi . Recentemente, circa 80 aa fa, questa regione è stata occupata da europei di origine ebraica che hanno avuto il permesso di occuparla da altri europei (inglesi) per sfuggire all’olocausto perpetrato sempre da noi europei. In tutto questo agevolati anche dagli americani che non volevano un’invasione ebraica degli Stati Uniti D’America. Le cose in verità non sono andate proprio così perché come gli storici hanno ampiamente documentato il disegno di occupazione della Palestina è ampiamente precedente all’olocausto. Ma questo non è l’argomento adesso. L’argomento è la manipolazione della informazione . Bene,  nella Palestina occupata si è instaurato uno stato che si chiama israele popolato da israeliani. Badi bene, non si tratta di ebrei osservanti  si tratta di israeliani tra i quali ci sono ebrei osservanti e normali cittadini atei che non professano alcuna religione come accade in molti paesi che si stanno secolarizzando. Anzi molti ebrei osservanti, proprio in virtù del messaggio della Torà (il loro libro sacro di riferimento) sono contrari all’occupazione e sottolineano che l’ebraismo non è una ideologia politica ma una religione. E’ un paese che non nasconde le mire di occupare interamente la Palestina e per fare questo utilizza sistemi di deprivazione e degradazione umana per cui è stato molte volte condannato da organismi internazionali.  La stampa italiana con i loro giornalisti cosiddetti di punta,  i vari R.Saviano, GB Battista, P.Mieli, F.Nirenstein, C.Cerasa ecc… (tanto per coprire tutto l’arco ideologico dei giornali italiani) sostiene che  in israele ci sono gli ebrei, perseguitati dell’olocausto  che devono essere protetti da chiunque cerchi di discreditarli, e chiunque cerca di discreditarli viene accusato di antisemitismo. Ebrei perseguitati dall’olocausto? Se gira per le  spiagge di Tel Aviv noterà che non si parla ebraico ma russo, ungherese bulgaro. Vada negli insediamenti dei coloni israeliani in Palestina e parli con i cosiddetti perseguitati ebrei, troverà degli uomini violenti, che minacciano e bastonano uomini donne e bambini che raccolgono le olive della loro terra, buttano letteralmente fuori dalle loro case intere famiglie palestinesi, e questi ebrei provengono da altri paesi ed a stento possono dimostrare ascendenze ebraiche magari con un nonno, bisnonno o con un certificato fasullo che gli permette di avere una casa ed un lavoro su una terra non loro. E’ vero che in Palestina c’è un intero popolo che viene perseguitato, deportato, massacrato ma questi non sono gli ebrei ma sono i palestinesi, ed i loro carnefici non sono gli ebrei ma sono gli israeliani. Si può sovvertire così smaccatamente la realtà? Si si può e la manipolazione è talmente evidente da sembrare paradossale. Il giorno dopo che israele dovesse cessare di essere la portaerei nel mediterraneo degli USA tutta questa solidarietà dei giornali italiani nei confronti di israele si squaglierebbe come neve al sole.

 

Non sfondate quelle porte,  appoggiatevi e le troverete aperte. Qualcuno le ha aperte prima di voi e sta lavorando con fatica e sudore perché non si chiudano mai. Una volta che questa emergenza (perché è una emergenza epocale) sarà finita, mi piacerebbe vedervi al mio fianco a combattere per una informazione più giusta e meno asservita al potere, contro il comparaggio delle case farmaceutiche, per una ricerca scientifica libera da interessi delle grandi case farmaceutiche. Ho paura però che questo mio desiderio sarà disatteso.

 

PS: volevo tranquillizzare chi mi ha letto sino adesso che fuori dell’ambulatorio non si è formata nessuna fila di pazienti. Il fatto è che per tutta la mia carriera professionale che sta volgendo al termine (fra due aa) ho lottato (e vinto) contro i burocrati delle asl (spesso miei colleghi!!?) assillati dalle temporizzazioni delle visite. Il tempo da dedicare al paziente per me è sacro ed è parte del momento terapeutico anche per una materia pragmatica come la chirurgia.

da qui

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