martedì 28 dicembre 2021

30 miliardi per ballare il cancan mezz’ora prima! - Angelo Tartaglia

  

Una grande notizia. Trenitalia con i suoi Frecciarossa 1000 ha inaugurato un collegamento con due corse al giorno di andata (e altrettante di ritorno) tra Milano e Parigi, passando per Torino. Il viaggio Torino Porta Susa – Parigi Gare de Lyon dura, al mattino, 6 ore e 11 minuti e, al pomeriggio, 5 ore e 44 minuti. Il treno, tra l’altro, raggiunge il centro di Lione nella stazione Lyon Part Dieu (non come il TGV che una sola volta al giorno, su tre, ferma a una ventina di chilometri dalla città, a Lyon Saint Exupéry) e lì, essendo veloce, sosta per una ventina di minuti (poco meno dura la sosta della corsa del mattino a Modane).

Evviva, Torino ha finalmente vinto il drammatico isolamento in cui era confinata rispetto al resto d’Europa! Ora ci sono ben cinque corse al giorno verso Parigi (e altrettante da Parigi), sempreché i servizi TGV di SNCF non sprofondino nel pesante stato di dissesto in cui sembra che si trovi la compagnia. Beh, anche se fosse, Trenitalia è pronta a subentrare e anzi, ora che ha varcato le Alpi, è pronta a dilagare attraverso le Gallie anche verso le province iberiche e sta facendo un pensierino pure all’impero germanico e alle Fiandre.

Un miracolo dovuto all’ardimento e alla somma perizia del personale che conduce il Frecciarossa 1000 che, intrepidamente, riesce ad avventurarsi col treno attraverso il “tunnel di Cavour” (così obsoleto e inviso alla premiata coppia Chiamparino&Virano e compagnia cantante) superando le ripide pendenze della “linea storica”! È vero che già lo facevano i francesi dei TGV, ma quelli sono notoriamente degli incoscienti.

L’amministratore delegato di Trenitalia, Corradi, en passant, non ha mancato di osservare che, quando ci sarà “la TAV”, il viaggio (Milano-Parigi) potrà durare un’ora in meno. Insomma val bene la pena di spendere una bazzecola di circa 30 miliardi (attualizzati, compreso l’ultimo incremento di 1,6 miliardi del costo del tunnel) per costruire una nuova linea, col megatunnel transfrontaliero più altri quattro in Francia e in Italia. Tutto denaro pubblico, s’intende: parte europeo, parte italiano, parte francese (in ogni caso tutto a debito per le future generazioni). Si sa però: il tempo è denaro. Certo, di quell’ora, mezza si recupererebbe agevolmente standardizzando ai quattro minuti canonici le soste nelle stazioni intermedie, ma, tant’è, l’ulteriore mezz’ora vale ben qualche miliardo.

Sempre l’amministratore delegato di Trenitalia ha sottolineato come il nuovo collegamento sia anche inteso a sottrarre passeggeri alla strada, in un’ottica di sostenibilità dei trasporti. Non possiamo che esserne lieti anche se negli ultimi vent’anni, nonostante le linee ad alta velocità della penisola, il numero di automobili in circolazione nel nostro Paese è cresciuto del 20% e, guardandoci intorno, tutti abbiamo il vizio di usarle con assiduità quelle automobili. Ad ogni buon conto per evitare il trauma di un troppo brusco calo delle emissioni di CO² è senz’altro il caso di avviare un cantiere che, secondo gli stessi proponenti, comporterebbe il rilascio di una decina di milioni di tonnellate di gas climalteranti fin’oltre il 2030! Per inciso, non avendo indicato TELT, attraverso il suo greenissimo sito internet, in base a quali ipotesi e con quali calcoli siano stati ottenuti quei 10 milioni di tonnellate, sono personalmente pronto a scommettere per una sottostima del volume delle emissioni di almeno un fattore 3 (se il proponente volesse darsi la pena di smentirmi dati alla mano ne prenderei atto).

Andiamo dunque tutti al Moulin Rouge ad applaudire il cancan, anche se non è più quello della belle époque, sognando impazienti il momento in cui potremo farlo risparmiando mezz’ora. Tutti in carrozza e buon viaggio. Torna alla mente il motto dei saggi latini Deus dementat quos vult perdere (“Dio toglie la ragione a quelli che vuol rovinare”).

da qui

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