domenica 26 dicembre 2021

Il regalo di Natale della Danimarca - Alessandro Ghebreigziabiher

 

Un dialogo immaginario – ma neanche tanto – tra la Danimarca e il Kosovo intorno a una grottesca, imminente transazione tra i due paesi.

“Pronto?”
“Sì, qui è la Danimarca. Posso parlare con il Kosovo?”
“Sì, certo, sono io, che piacere.”
“Il piacere è tutto mio, spero.”
“In che senso?”
“Niente, vengo subito al punto: buon Natale!”
“Ecco, grazie, anche se qui saremmo musulmani, sai…”
“Chiaro, capisco, ma comunque un regalo è un regalo per tutti, no?”
“Sì, credo, ma dipende dal regalo.”
“Esatto e il nostro è un gran bel regalo. Anzi, è un dono doppio, perché noi lo facciamo a voi e voi a noi. Ci stai?
“Frena, tigre. Spiega prima.”
“Tranquillo, spiego tutto.”
Tranquillo mica tanto. L’ultima volta che qualcuno di voi altri è venuto a farci dei regali si chiamava ONU e non è andata così bene come sembra…”
“Capisco, ma qui la cosa è semplice: noi abbiamo della merce in scadenza da piazzare. Voi ve la prendete per il tempo che resta e alla data indicata ve ne liberate, il tutto dietro lauto compenso.”
“Cavolo, ci sto. Dov’è la fregatura?”
“Nessuna fregatura, facciamo tutto alla luce del sole, siamo nell’epoca giusta in cui si può far questo e anche altro con la merce in oggetto.”
“Di cosa stiamo parlando? Roba della vostra cucina tipica, tipo il merluzzo bollito o l’arringa affumicata? O magari lo sgombro? Vado matto per lo sgombro!”
“Acqua, niente pesce.”
“I biscotti? Voi ne fate al burro di buonissimi.”
“Ancora acqua, non è qualcosa che si mangia.”
“Ci sono, hai detto Natale, giusto? Sono quei vostri maglioni natalizi di pura lana, li trovo orribili, ma scaldano che è un piacere. Ma i maglioni scadono? Non lo sapevo…”
“Acqua ancora. Guarda, tagliamo corto: sono circa trecento immigrati attualmente detenuti nelle nostre prigioni.”
“Merce, giusto? Hai detto merce, prima, o sbaglio?”
“Sì, non sbagli.”
“Ma in che senso scadono?”
“Scade il visto, a essere preciso, e quindi vanno espulsi.”
“Ah, ho capito. E perché non aspettate il momento e ve ne liberate da voi?”
“Per problemi di spazio.”
“Tu? La Danimarca? E chiami il Kosovo? Sei quattro volte me…”
“I paesi Bassi erano occupati. Con i detenuti stranieri della Norvegia e del Belgio, a dirla tutta.”
“Giusto per parlare, a quale cifra avevi pensato come compenso?”
Duecentodieci milioni di euro.”

“Pronto?”

“Kosovo, sei in linea?”
“Sì, sì! Sono qui.”
“Oh, bene, mi ero preoccupato.”
“No, sto alla grande. Duecentodieci milioni di euro hai detto?”
“Sì, per trecento celle. Ce l’avete trecento celle voi? Perché ho letto da qualche parte che il 97% delle vostre prigioni è pieno…”
“Naa... cioè sì, è vero, ma per quella cifra il posto si trova per quella merce lì. Si comprime qui, si accorcia là e chi protesta, poi? E inoltre si tratta di roba in scadenza, nessun problema. Tu manda e bonifica, al resto ci pensiamo noi.”
“Affare fatto?”
“Affare fatto! E Buon Natale…”

da qui

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