martedì 4 agosto 2020

Il Ladro di anime - Sebastian Fitzek


la storia accade tutta in un ospedale, inizia come un gioco per ragazzi, tutto avviene in poche ore.
trama a incastri, piena di tranelli e indovinelli, fughe e ritrovamenti.
chi dice che ha capito tutto dalla prima pagina è un imbroglione, o lo scrittore.
non ci si può distrarre, per non perdere la pista.
un libro che ti dimentichi, dopo, ma, intanto che ci sei dentro, ti cattura senza via d'uscita.





Colossale successo in Germania, tradotto in mezzo mondo e ora pubblicato in Italia da Elliot, il romanzo di Sebastian Fitzek - etichettato come neurothriller - è stato definito anche reality-book. Sulla scia delle iniziative di marca tedesca, anche in Italia è stato dedicato un sito al libro (www.illadrodianime.com), sito sul quale è possibile misurarsi con gli indovinelli del feroce torturatore e, una volta trovate le soluzioni, scrivere a un indirizzo e-mail per partecipare all’esperimento (probabilmente lo stesso esperimento al quale si sottopongono Patrick e Lydia, i due ragazzi che leggono la storia consumatasi nella clinica di Teufelsberg sotto forma di cartella medica). Al di là delle trovate (che siano di marketing o più spiccatamente narrative), però, Il ladro di anime è un thriller come tanti: rapido, incalzante ed estremamente cinematografico, sparge indizi che il lettore attento sarà in grado di cogliere e decifrare, per giungere con un certo anticipo alla soluzione finale. Una buona compagnia per chi non si lascia impressionare e suggestionare facilmente e ha voglia di un po’ d’azione e suspense, magari sotto l’ombrellone.

Fitzek ci fa addentrare nei tortuosi labirinti della mente per poi accompagnarci in spiegazioni che non lasciano mai niente al caso. Le sue storie si consumano in brevi lassi temporali e pertanto anche il tempo di lettura si fa compulsivo e incalzante. Lo stile è molto lineare e visivo. La narrazione veloce e piena d'azione impedisce ovviamente una profonda caratterizzazione dei personaggi che risultano forse abbastanza stereotipati, ma l'ho trovata una mossa intelligente, l'unica in grado di far memorizzare al lettore tutto il palcoscenico e gli attori di una storia condita con una tale suspense che non fa sentire la mancanza di ulteriori pagine chiarificatrici.  Protagonista assoluta è la "paura" e il suo lento intercedere. Nove ore in cui Caspar cercherà di cancellare le ombre dal suo passato e capire il significato delle cicatrici che gli deturpano il corpo; nove ore in cui la realtà verrà distorta più volte; nove ore di ritorsioni, accuse, minacce e aggressioni. Perchè più il tempo passa, più la "paura" avanza. E niente e nessuno la potrà fermare

Il ladro di anime è un libro che mi ha letteralmente rapita dalla prima all’ultima pagina. Uno di quei libri che non si riesce ad accantonare e che, se proprio si è costretti a farlo, rimane in testa come un sottofondo, un film lasciato a metà, una faccenda rimasta in sospeso. Si tratta di uno psychothriller tedesco e l’impostazione oltre ad essere un espediente originale, rapisce fin da subito il lettore. L'impressione iniziale è infatti quella di trovarsi tra le mani una cartella clinica il cui contenuto ci catapulta in una clinica tedesca dove, la vigilia di Natale, il personale e i pazienti stanno per vivere un incubo: uno psicopatico noto appunto come ‘Il ladro di anime’ si trova all’interno della struttura. Tra i pazienti Caspar, un uomo misterioso affetto da amnesia totale che nel corso della narrazione si troverà a fare i conti con la sua identità. Non vi svelo altro di questa trama labirintica che capovolgerà più volte le vostre convinzioni. Lettura fluida e coinvolgente, a tratti claustrofobica, che incatena ad una storia fatta di dettagli inquietanti, interrogativi, suspense e colpi di scena. Finale sorprendente.

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