mercoledì 13 luglio 2022

CON ALEX LANGER: PER UN MOVIMENTO PACIFISTA/DISARMISTA - Vito Totire

 

 

Nel nome di Alex: un appello alla diserzione immediata e all’accoglienza dei disertori

Nel nome di Alex: sviluppiamo la scienza e la tecnologia per la innocuizzazione delle armi

Il 3 luglio ricorre l’anniversario della morte di Alex; un “costruttore di ponti” la cui assenza oggi pesa come un macigno. Il movimento pacifista è obiettivamente inefficace o meglio inesistente. Dire no alla guerra con lo sciopero del 20 maggio è stato importante e doveroso ma assolutamente insufficiente. In questi mesi i teologi hanno detto cose più sagge ma anche più realistiche di tutte le istituzioni politiche parlamentari. Inviare armi all’Ucraina è stato ed è profondamente sbagliato: serve solo a tenere in vita l’escalation. L’industria bellica sta facendo affari d’oro in un conflitto che era evitabile e che, con una vera azione politico-economica della comunità internazionale, sarebbe finito in 24 ore. Invece no: si è preferito il confronto armato piuttosto che un serio boicottaggio dell’aggressore associato alla pratica della autodeterminazione dei popoli e condito da fantasiose teorie per tentare di giustificare l’uso delle armi quando siamo invece di fronte adun”già visto” conflitto capitalistico per la contesa delle risorse. La politica attuale della Russia sta incrementando la escalation generale degli armamenti che si ripercuote negativamente su tutto il pianeta. Le opposizioni alla guerra, su entrambi i fronti, sono state troppo deboli se non evanescenti ed è assolutamente mancato un movimento per la diserzione che sarebbe stato via via più importante se fosse riuscito a innestarsi sul sentimento di demotivazione e sulla repressa volontà di pace dei soldati russi che Putin sta cercando di tamponare reclutando militari nelle aree più povere e disperate dell’impero. Non sufficiente anche se eroica la resistenza del movimento anarchico e di opposizione in Russia. Occorre rafforzare le pulsioni pacifiste – oggi ridotte quasi al silenzio – su entrambi i fronti. Ma è necessario evitare di rincorrere gli eventi e limitandoci alle riflessioni del giorno dopo.

Chi scrive non ha pregiudizi sulla questione delle armi: il ricordo va ai partigiani contro il nazifascismo ma torna pure in mente la campagna di Lotta Continua (1973) per «armi al Mir» (il Movimento Izquierda Rivolutionaria che in Cile tentò di opporsi ai golpisti). Ma il contesto storico era completamente diverso: si trattava di sostenere una resistenza che, realisticamente, avrebbe potuto vincere se lo scontro fosse stato interno al Cile. Ma i golpisti di Pinochet erano sostenuti dagli Usa, il Paese che ancor oggi cerca di accreditarsi come difensore ed “esportatore” di democrazia, magari in compagnia del governo turco che si dice sensibile ai diritti degli ucraini mentre massacra i curdi e altri popoli.

Abbiamo il dovere, anche nel ricordo di Alex Langer, di rifondare il movimento pacifista e disarmista con gli strumenti dell’economia, della politica, della diplomazia, della democrazia e della ricerca scientifica.

Ci chiediamo infatti per quale motivo non sia sviluppata una scienza disarmista in grado di impedire il funzionamento di strumenti di morte che colpiscono bambini e civili come fabbriche chimiche pericolose, edifici imbottiti di amianto e di eternit (lo vediamo chiaramente tutti i giorni dai reportages fotografici, cosa non sorprendente visto che l’amianto sia in Ucraina che in Russia è “legale”).

Nel corso della guerra di Bosnia si sentì parlare di nuove tecnologie belliche USA, per esempio nuvolette di grafite in grado di mandare in tilt i carri armati. Non che la grafite sia inerte ed innocua ma il concetto è: possiamo usare la nostra intelligenza per disarmare, senza spargimenti di sangue, eserciti e arsenali?

Se esiste il gas nervino sono pensabili gas … esilaranti? Una provocazione certo: come metafora di strumenti e tecnologie per il disarmo e per fondere il motore del carro armato.

Perché i governi non finanziano progetti per rendere innocue le armi, un terreno su cui vorremmo vedere lavorare Leonardo, Finantieri e simili, oltre a certe banche? Alcuni fabbricanti di mine antiuomo – vedi ex Valsella sud poi Tecnovar di Modugno (Bari) – hanno cercato di accreditarsi come esperti nel disinnescare le mine ma sarebbe stato meglio pensarci prima di fabbricarle.

Se oltre ad accogliere profughi civili (come è doveroso) lanciassimo un appello alla diserzione dei militari garantendo accoglienza nelle aree geografiche non belligeranti? Sarebbe possibile una guerra con eserciti che disertano?

Il parlamento di Bruxelles dovrebbe lanciare un appello alla diserzione: ben più efficace ed ergonomico (per così dire) dell’invio di armi che comunque si rivolterà sempre contro la popolazione, civile o militare che sia, e contro l’ambiente. Ma si tratta di una ipotesi politica in conflitto con gli interessi della industria bellica.

Siamo sicuri che Alex Langer sarebbe d’accordo: un appello da tutto il mondo per la diserzione ; PIU’ CHE UN CORRIDOIO UMANITARIO SAREBBE LA STRADA MAESTRA PER RENDERE INNOCUI TUTTI I GUERRAFONDAI DEL PIANETA

Alex ha scritto: «continuate in quello che è giusto»

da qui

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