mercoledì 6 luglio 2022

Pillola blu o pillola rossa? - Luca Malgioglio

 

Griglie, RAV, PTOF, “certificazione di competenze”, chiacchiere sulla “flipped classroom”, “uda” e “cooperative learning”, e poi non sai nemmeno rapportarti con una classe in carne e ossa e non sai dire una parola ai tuoi studenti senza “pacchetto” didattico preconfezionato; inter-multi-pluridisciplinare – sempre a chiacchiere, si intende – e poi i tuoi studenti non imparano niente di niente; “progetti” senza capo né coda invece del tempo prezioso in cui le generazioni, in classe, hanno l’occasione di parlarsi; PCTO che sono la bruttissima copia digitale delle lezioni che dovresti fare tu in classe.
Nessun vero insegnamento.
E il confortevole abbraccio del conformismo, la gratitudine del dirigente, i complimenti del ministero, per l’ “innovazione”.

Pillola rossa
Solo la verità.
E tu, che più di sinistra non si può, che sai che c’è un approccio didattico diverso per ogni contenuto culturale da condividere, per ogni conoscenza da scoprire e far scoprire, per ogni momento di lezione, per ogni classe e per ogni studente con cui si entra in relazione, che sei innamorato dei tuoi studenti e di quello che potranno diventare, che cerchi di arricchirti umanamente e culturalmente per poter avere qualcosa di sensato da dire loro, verrai accusato da burocrati para-ministeriali mummificati e da furbi fiancheggiatori di un potere disumano per cui i giovanissimi sono solo numeri, che punta ai soldi per i formatori e al taglio della scuola pubblica, di essere “conservatore”, “gentiliano”, “passatista”, “elitarista”, “meritocratico”, “cattedratico” – con una mistificazione rispetto alla quale Stalin era un dilettante – solo perché pensi che sia fondamentale continuare a insegnare qualcosa alle nuove generazioni e non abbandonarle a se stesse.

Cosa scegli?

da qui

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