domenica 8 gennaio 2012

Astarte - Andrea Pazienza

davvero bello e anche emozionante.
Astarte è un grande personaggio, pazienza se la storia non è completa, ogni tavola è un quadro.
indimenticabile - franz

…Astarte è un piccolo gioiellino del fumetto, i disegni come sempre splendidi di Pazienza riescono a ricreare, insieme ai testi scarni e poetici, una bellissima atmosfera. 'Li senti i campanelli, le risate, le urla, il bramito dei cammelli?' dice Astarte a Paz, 'Spalanca gli occhi adesso, apri le nari... è Cartagine' e pare quasi di sentire le strade rumorose che alzano la polvere sotto le ruote dei pesanti carri, l'odore del sangue sparso sui verdeggianti campi di battaglia.
Si tratta di una delle storie più belle e commoventi del grande artista pugliese, le tavole sono in bianco e nero, estramamente curate ed affidate ad un tratteggio meticoloso e certosino…

…Se lo sguardo di Pazienza ci appare diverso, lo stesso non si può dire del suo tratto. Nelle poche tavole portate a termine, Pazienza passa in rassegna una grande quantità di stili. La stessa varietà che, in passato, lo aveva portato ad affermare ancora: “Io sono il più bravo disegnatore vivente”. Tutto questo, come sempre, senza mai rinunciare  alla propria unicità e riconoscibilità. Le tavole fatte di primi piani caricaturali, di espressioni deformate dalla più vasta gamma di emozioni, si alternano ad altre di un iperrealismo quasi doloroso. Le forme sono a volte appena accennate da una linea che, in obbedienza agli insegnamenti della ligne claire francese, ci dice tutto su ciò che rappresenta; altre volte, sono rifinite fin nei minimi particolari. A pagina 49 fa capolino un Annibale che, crediamo, molto deve alla fisionomia di un altro celebre personaggio di Pazienza, il già citato giovane (sociopatico) Zanardi…

Più passa il tempo, e più ci si accorge di quanto Andrea Pazienza sia stato importante nella storia del disegno italiano. E non solo nel disegno, ma anche in quella particolare forma d’arte che definiamo «romanzo per immagini», o «graphic novel». L’inventore di Penthotal, Zanardi, Pompeo e di un mucchio di altre storie per Linus, Alter, Il Male, Cannibale, Frigidaire è stato un maestro nel mescolare parola e immagine, dialoghi e ritratti, lavorando ora sul dettaglio, ora sul montaggio. Le storie di Pazienza non possono essere lette semplicemente né come una galleria di immagini geniali, né come una serie di pagine in cui il linguaggio viene reinventato, frullato, dilatato. Sono l’uno e l’altro insieme. E oggi – come ammesso da molti dei disegnatori contemporanei, Gipi in testa – il «graphic novel» italiano non avrebbe intrapreso alcune delle strade che ha intrapreso, se non ci fosse stato il genio di Pazienza ad aprire un varco. Un genio da imitare, rifiutare o superare, a seconda dei momenti, ma la cui influenza non si può ignorare o aggirare facilmente…


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