Che cosa ci
dicono queste settimane di guerra in Iran?
- Che
le previsioni di vittoria facile facile, con tanto di insurrezione
popolare, soffiate nell’orecchio instabile e cinico di Trump dal criminale
feroce alla guida di Israele, erano sbagliate. Cioè, sbagliate per i
desideri folli del presidente Usa, troppo affascinato dall’uccisione del
leader religioso e militare dell’Iran e dal possibile Nobel per la Pace,
per ascoltare i suoi più consapevoli consiglieri. Ma utili al perfido
Netanyahu che ha come unico scopo la guerra per la guerra, lo sterminio
per lo sterminio.
- Che
l’immagine degli Stati Uniti nel mondo è crollata ai minimi storici. Ora
appaiono a tutti (a noi da tanto tempo…) inaffidabili, guidati da un
sociopatico che per di più viene manipolato da uno psicopatico.
- Che la Nato è impantanata nel
mare di follie legate alla pax trumpiana (si fa per dire), rappresentata
da un Rutte, adulatore del paparino. Probabilmente in futuro non servirà
più a niente, se non riorganizzandosi per difendere gli interessi europei
dalla crudele follia israelo-americana.
- Che l’Europa è la vittima
sacrificale degli esperimenti di guerra mondiale permanente.
- Che
il povero Papa Francesco ci aveva visto lungo. Inascoltato.
Che sul piano internazionale l’Italia delle mezze figure fa ridere i
polli, non sapendo più che cosa dire agli italiani per giustificare il ruolo di
tappetino della storia dove Israele e Usa possono pulirsi i piedi.
- Che
adesso servirà un nuovo decreto fascistoide per impedire qualunque
articolazione pubblica di pensiero con un’altezza diversa dal tappetino.
- Che la nostra informazione, a
dire il vero, è adeguata al tappetino. Infatti le cose che è meglio celare
finiscono sotto, come polvere della storia spinta da scope mediatiche
obbedienti.
- Che la comunicazione iraniana
sta asfaltando ogni tipo di retorica bellica americana, prendendo per i
fondelli con cartoni animati assai efficaci Trump borioso e sotto
l’incomprensibile influsso del suo amico criminale israeliano.
- Che
l’efficace ricchissimo e perfido progetto di “hasbara” israeliana continua
a plagiare politici e istituzioni, raccontando balle cotonate ad uso di
boccaloni. Balle che sono servite a fare guerre, ad ammazzare centinaia di
migliaia di persone, a massacrare senza ritegno i palestinesi in
Cisgiordania, a devastare indegnamente Gaza, ad attaccare senza scrupoli
paesi sovrani, a bombardare Beirut. Balle incredibilmente efficaci, che
servono a condizionare le scelte dei governi, a mettere a tacere
coscienze, a garantire impunità di fronte a crimini efferati.
- Che probabilmente siamo oltre
il concetto di balle e di “hasbara”, ma che il sistema Epstein che governa
il mondo, fatto di pedofilia e disprezzo per l’umanità, cela una rete di
ricatti talmente efficaci da convincere i potenti a darsi una regolata e
ad accettare come perle di saggezza giudiziaria e politica le balle.
Altrimenti come spiegare questa follia?
- Che al governo di destra di
Israele va bene così. Il fine è la guerra.
Che, però, le persone normali, quelle che continuano a pensare che al
mondo si possa vivere senza le armi in pugno a decidere quello che è giusto o
no, cominciano a scendere in piazza. A farsi sentire. E non basteranno
repressione, Ice, o fascisteria manganellante a spegnere le voci che si stanno
alzando.
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