mercoledì 8 aprile 2026

‘Usa fuori dalla Nato’ minaccia Trump: sarebbe tanto male? - Ennio Remondino

Trump non sa più come uscire dalla guerra a Teheran e preme su alleati sempre più riottosi: «Riconsidererò l’Alleanza atlantica». Sempre più in crisi, il duro Trump straparla, tornando a mettere in discussione uno dei cardini scricchiolanti dell’ordine occidentale del dopoguerra, rilanciando la possibilità di un’uscita degli Stati uniti dalla Nato.

 

Stati Uniti fuori o senza la Nato?

«Non è più solo una minaccia agitata in campagna elettorale: nel pieno della crisi internazionale legata alla guerra con l’Iran, in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico The Telegraph il presidente Usa ha dichiarato di stare «assolutamente» considerando il ritiro dall’Alleanza, definita una ‘tigre di carta’, accusando gli alleati europei di non averlo sostenuto sul piano militare», avverte Marina Catucci da New York. E alla domanda se avrebbe riconsiderato l’adesione degli Usa al blocco, dopo la fine del conflitto con l’Iran, Trump ha risposto senza sfumature: «Sì, direi che è possibile riconsiderarla».

 

La rabbia dell’impotenza

Le dichiarazioni arrivano al culmine di una frattura evidente e via via sempre più profonda e irraparabile. Diversi Paesi europei hanno rifiutato di partecipare alle operazioni statunitensi nel Golfo e, in alcuni casi, hanno negato l’uso di basi e spazio aereo, segnando una distanza politica inusuale nella storia dell’Alleanza. Qualche cenno persino dalla destra italiana in panne da referendum. E in questa situazione Trump rilancia la sua visione geopolitica transazionale mercantile: le alleanze non sono sistemi multilaterali vincolanti, ma semplici rapporti di convenienza del momento.

 

Mercante in fiera

Prima ancora, parlando da Miami, Trump aveva messo in dubbio il principio stesso della difesa collettiva Nato, lasciando intendere che gli Stati uniti «non devono per forza esserci per gli alleati, soprattutto se questi non ricambiano il sostegno americano». Nessun sostegno ideologico di antica fattura. Solo convenienza. Con l’implicito addio all’articolo 5 del trattato Nato, che dal 1949 garantisce che un attacco contro uno Stato membro verrebbe considerato un attacco contro tutti.

Impero e Stati vassalli

«La mancata adesione europea alla strategia americana nello stretto di Hormuz ha trasformato una tensione strutturale in uno scontro aperto. Le dichiarazioni di Trump sono arrivate il giorno dopo l’esortazione del tycoon ai Paesi europei a ‘tirare fuori un po’ di coraggio’ e cominciare a ‘imparare a difendersi da soli’, avvertendo che gli Stati uniti non li avrebbero più aiutati a proteggere le navi in transito nello Stretto di Hormuz, dove l’Iran ha di fatto bloccato le spedizioni di petrolio», insiste Catucci.

 

Il seguito della Corte

Ad applaudire Trump, subito il segretario di Stato Marco Rubio, che da Fox News ha fatto eco alle parole del presidente dichiarando che, una volta concluso il conflitto con l’Iran, gli Usa dovranno «riesaminare il valore dell’alleanza». Rubio pentito che da senatore «è stato uno dei più strenui difensori della Nato vi riconosceva un grande valore». Ma adesso non più. Altro costo per la presenza di basi militari in Europa, che permettevano ‘di proiettare la propria potenza in diverse parti del mondo’. «Se ora siamo arrivati al punto in cui l’alleanza Nato significa che non possiamo più utilizzare queste basi per difendere gli interessi americani, allora la Nato è una strada a senso unico».

 

Cugini in crisi di famiglia

A difendere l’alleanza atlantica, il primo ministro britannico Keir Starmer, definendo la Nato «l’alleanza militare più efficace che il mondo abbia mai visto e ribadendo il pieno impegno del Regno Unito». Esagerato anche lui, con qualche timore in più rispetto ai trascorsi di allineamento militare con diverse avventure Usa, anche le più bugiarde e indifendibili.

 

Minacce a vanvera

«Al di là delle dichiarazioni di Trump e Rubio, sul piano istituzionale un’uscita degli Stati uniti dalla Nato non sarebbe un processo immediato né semplice: richiederebbe un passaggio al Congresso e probabilmente una maggioranza qualificata», sempre da Marina Catucci. «Inoltre, per lasciare l’Alleanza gli Stati uniti dovrebbero chiedere il permesso a se stessi, visto ciò che recita l’articolo 13 della Nato: ‘Ogni Paese può cessare di essere membro un anno dopo che la sua notifica di denuncia sia stata depositata presso il governo degli Stati uniti d’America, che informerà i governi delle altre parti del deposito di tale denuncia».

 

Effetto politico delle sparate

Di fatto Trump, in piano crisi militare e politica della sua presidenza, precipita nell’isteria iraconda, incrina la credibilità dell’Alleanza e apre scenari che, fino a pochi anni fa, sarebbero apparsi impensabili. Mentre le dichiarazioni di Trump sono l’accelerazione di una traiettoria che traspariva da tempo: Stati Uniti al mercato delle alleanze, regolate sempre di più dalla brutale convenienza definita da un gruppo dirigente in balia di umori più che da analisi e strategie.

 

Usa da salvare dalla attuale Casa Bianca

«Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, la Nato è passata da essere il pilastro della sicurezza euro-atlantica a un terreno di scontro politico, sia interno sia esterno», mentre resta da capire se le solite dichiarazioni roboanti di Trump siano una leva negoziale o l’anticamera di una svolta storica, se mai il personaggio fosse affidabile anche nella sua stessa aggressività. Ma il solo evocare l’uscita degli Usa dall’Alleanza sollecita l’Europa a basta a ridefinire gli equilibri.

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