mercoledì 17 marzo 2021

Come la cultura pop può spiegare il colpo di stato in Myanmar - Akin Olla

 

Come la cultura pop può spiegare il colpo di stato in Myanmar. Il Re Leone della Disney offre uno spunto di riflessione su come funzionino i colpi di stato, le cause e i meccanismi dietro il recente colpo di stato in Myanmar.


Intanto che gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali considerano l’applicazione di  sanzioni contro i militari che hanno guidato il colpo di stato contro Aung San Suu Kyi e il suo partito a favore della democrazia, è importante comprendere quali siano le cause nascoste di questo colpo di stato e quali siano le dinamiche di un colpo di stato in generale. Da lontano la situazione birmana può sembrare complessa, se non addirittura impossibile da comprendere, ma i colpi di stato militari sono una storia di vecchia data, di cui sfortunatamente siamo già stati spettatori in ogni angolo del pianeta.

La cultura popolare, come show televisivi, musica e film possono rivelarsi un valido strumento per capire ciò che altrimenti risulterebbe incomprensibile. La cultura pop può anche aiutare l’essere umano ad analizzare il mondo che lo circonda e a riconoscersi nella società. Ad esempio, il popolo birmano ha adottato il gesto del saluto con le tre dita come simbolo della propria protesta contro il colpo di stato, un simbolo di solidarietà e resistenza preso in prestito dal movimento di protesta in Thailandia, ma a sua volta ispirato dalla serie di romanzi di fantascienza per ragazzi e la sua trasposizione cinematografica “The Hunger Games”.

Il grande classico della Disney “Il Re Leone”, cartone animato del 1994, è amato da più generazioni di bambini e adulti. Nonostante sia generalmente interpretato unicamente come un dramma alla Amleto di Shakespeare, ha molto da dire sul potere e le sue dinamiche all’interno della società. Probabilmente rappresenta anche la migliore produzione pop per comprendere al meglio come funzionino i colpi di stato e in particolare le cause e i meccanismi che si celano dietro il recente colpo di stato birmano. Ma prima di inoltrarsi a fondo nell’analisi, è bene fare un breve excursus su come il Myanmar sia arrivato a questo punto.

Una storia di regimi militari

L’attuale colpo di stato fa parte di una lunga storia di prese di potere e governi militari che si sono succeduti in Myanmar sin dalla sua indipendenza dall’Impero Inglese nel 1948. Il generale Aung San, padre di Aung San Suu Kyi, condusse il Paese durante gli anni di disordini e manovre politiche durante la seconda guerra mondiale che videro il Myanmar schierarsi, a seconda della convenienza, sia con i giapponesi che con gli inglesi.

Dopo aver guidato con successo il processo d’indipendenza, un attacco terroristico causa la morte del generale Aung San. Nonostante ciò, il Myanmar iniziò a tracciare una strada verso la democrazia. Il nuovo governo si trovò in difficoltà a placare gli animi delle diverse fazioni che l’avevano portato alla guida del Paese e alla fine venne rovesciato nel 1958 dal Generale Ne Win, un anti-comunista che si preoccupò subito di eliminare molti degli esponenti di sinistra con cui lavorò duramente negli anni ‘40 per ottenere l’indipendenza dagli Inglesi.

Dopo un breve ritorno alla democrazia, il governo venne di nuovo ribaltato da Ne Win nel 1962, che rimase al potere fino alla rivolta degli studenti del 1988, che guidarono un movimento composto da monaci, medici, donne e bambini per protestare contro lo stato monopartitico. Alcuni membri dell’esercito sfruttarono la situazione, deposero Ne Win e crearono il “Consiglio di Stato per il ripristino dell’ordine e della legge” (State Law and Order restoration Council), che successivamente divenne il “Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo (State Peace and Development Council), di fatto un governo militare. Nel 1990 si tennero le elezioni, vinte da Aung San Suu Kyi e il suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia (NLD). Ma i militari rifiutarono di riconoscere il risultato e misero Aung San Suu Kyi agli arresti domiciliari.

Nel 2011 il Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo si sciolse e chiese un ritorno alla democrazia, sebbene i suoi leader continuarono comunque a detenere la maggior parte del potere come ufficiali militari di alto rango attraverso il neo formato Partito dell’Unione per la Solidarietà e lo Sviluppo (Union Solidarity and Development Party – USDP) e il nuovo primo ministro Thein Sein, un generale in pensione.

Nel 2015 l’NLD vinse le elezioni e ottenne la maggioranza assoluta nel ramo legislativo del governo, portando all’istituzione di Aung San Suu Kyi come primo leader non militare del Paese in 54 anni. Aung San Suu Kyi concesse l’amnistia ai leader degli studenti arrestati durante la protesta del 1988, ristabilì relazioni internazionali e si riconobbe come un passo avanti verso la democrazia nel Paese.

Nonostante le grandi speranze e aspettative della comunità internazionale, Aung San Suu Kyi ha fatto poco per fermare il brutale genocidio della minoranza musulmana dei Rohingya e si è comunque impegnata nella repressione dei giornalisti. Ha perso molto credito di fronte alla comunità internazionale ignorando le richieste di porre fine al genocidio e rifiutandosi di affrontare l’esercito o di riconoscere le loro azioni come genocidio. Nonostante il tentativo di pacificazione con l’esercito, il 1° Febbraio 2021 i militari hanno rovesciato il suo governo in risposta a un’altra vittoria schiacciante dell’NLD alle elezioni di Novembre 2020.

“Il Re Leone” e i colpi di stato

Il Re Leone e la storia della sua ambientazione, la Rupe dei Re, riflette molto dell’esperienza del Myanmar, ma anche dell’esperienza di molte persone e nazioni in tutta la storia contemporanea, come per esempio chi visse la poco conosciuta presa di potere dei suprematisti bianchi nel 1898 a Wilmington, in Nord Carolina negli Stati Uniti.

La storia racconta del Re Leone Mufasa e del suo erede Simba, mentre Simba si prepara a prendere il potere sul regno. Scar, il fratello più giovane e furbo di Mufasa, assassina Mufasa, rovescia il suo regno con un colpo di stato incruento usando un esercito di iene e impone il suo dominio totale. Il regime di Scar sembra spogliare la Rupe dei Re della maggior parte dei suoi animali e della vegetazione, trasformando le pianure un tempo lussureggianti in terre desolate.

Simba parte per l’esiliato e ritorna solo da adulto, dopo che Nala, suo amore d’infanzia, e il fantasma di suo padre, lo convincono a riprendersi il suo posto in cima al regno animale. Simba guida i restanti leoni in un colpo di stato violento, con un apparente supporto da parte degli animali della classe operaia, e sconfigge lo zio in una lotta. Quindi si incorona re della Rupe dei Re e rafforza il suo potere con il matrimonio con Nala e la nascita del loro figlio ed erede.

David Lane, ex professore di sociologia all’Università di Cambridge, ci fornisce un quadro utile per comprendere i colpi di stato in Myanmar e Il Re Leone. Nel suo articolo del 2008 La Rivoluzione Zafferano: ‘Rivoluzione del popolo’ o ‘Colpo di stato rivoluzionario’? Lane usa la “teoria dell’élite” per spiegare come funzionino i colpi di stato. La teoria dell’élite afferma che la maggior parte degli stati, siano essi democratici o non democratici, sono controllati da una piccola minoranza di persone benestanti e gruppi di politici e leader militari che condividono e contendono il potere attraverso diversi meccanismi.

In ogni società si distinguono tre categorie di élite:

  • l’élite dominante, rappresentata da coloro che in questo momento occupano i posti di potere del governo e che detengono la maggior parte dell’autorità governativa del Paese;
  • l’élite secondaria – termine mio – coloro che detengono molto potere politico, ma che al momento non sono nelle posizioni chiave del governo;
  • la contro-élite, ovvero coloro che potrebbero avere potere economico o militare o influenza politica, ma che non hanno abilità o ruoli nel governare.

Il popolo di Myanmar deve diffidare di qualsiasi parte del governo o di una nuova contro-élite che cerca semplicemente di sostituire il regime militare in cima alla piramide del potere.

Un colpo di stato, secondo Lane, accade quando membri dell’élite secondaria o della contro-élite, usano un’azione rapida, e spesso violenta, per prendere il potere e sostituire l’élite dominante con loro stessi. A parte le élite stesse, che hanno profonde convinzioni ideologiche, i golpisti di solito non hanno alcun reale interesse nell’alterare la struttura del sistema politico o economico del Paese, ma mirano solamente a diventare il nuovo organo di governo. Lane descrive anche il concetto dei golpe rivoluzionari, che comportano un’elevata partecipazione popolare, cioè la presenza di un movimento di massa nelle strade che si mobilita per ottenere un cambiamento nello stesso tempo in cui i golpisti entrano in azione.

Nel Re Leone si trovano almeno due golpe. Il primo è il colpo di stato standard. Scar, membro dell’élite secondaria, che ha accesso diretto alla governance ma che non detiene un posto al governo, decide di reclutare le iene, un’unità militare della contro-élite, per ribaltare Mufasa. Scar diventa la nuova élite dominante e le iene la nuova élite secondaria, con le leonesse della Rupe dei Re che diventano la contro-élite.

Simba, quindi, si unisce alle leonesse e ai membri del popolo degli animali oppressi, come gli amici di Simba Timon e Pumbaa, per partecipare a un altro golpe. Si potrebbe anche sostenere che le masse degli animali fossero allo stesso tempo impegnate nella disobbedienza civile, causando la desolazione della Rupe dei Re che spesso viene attribuita esclusivamente alla cattiva gestione di Scar, e trasformando quindi il colpo di stato di Simba in un golpe rivoluzionario.

Comprendere il Myanmar

Il colpo di stato in Myanmar può essere analizzato in termini simili. Aung San Suu Kyi e la sua Lega Nazionale per la Democrazia sono stati per lungo tempo una influente contro-élite, sia a livello internazionale che a livello nazionale. Attraverso pressioni pubbliche ed elezioni, l’NLD è stata portata nella posizione di una precaria élite dominante, avendo finalmente accesso al vero potere di governo. I militari sono stati discutibilmente trasformati contemporaneamente in élite secondaria e contro-élite attraverso il loro partito politico e la loro completa autonomia in quanto  comandanti in capo di esercito, marina, aeronautica e polizia.

Le elezioni del 2020 sono state un ulteriore passo verso il consolidamento dell’NLD nella posizione di nuova élite dominante. Nello stesso tempo hanno innescato la risposta dei militari, che hanno realizzato il colpo di stato, vedendo in questo il modo per riprendersi la vecchia posizione di unico e totale organo di governo del Myanmar. È importante osservare che anche l’attuale regime militare al governo era una volta una contro-élite che nel golpe del 1988, ribaltò l’élite dominante, rappresentata dal Generale Ne Win, e che trasformò una rivoluzione in un colpo di stato rivoluzionario. E mentre i leader dell’ultimo colpo di stato insistono nell’affermare che anche questo è stata una presa di potere a nome della popolazione, è chiaro che la popolazione la pensa diversamente.

Le proteste infuriano in tutto il Paese, con l’obiettivo di impedire al governo militare di funzionare. Centinaia di migliaia di manifestanti stanno marciando nelle strade chiedendo al regime militare di fare un passo indietro. Infermiere, medici, insegnanti, ingegneri, avvocati e anche alcuni ufficiali di polizia sono in sciopero, insieme a operai, ferrovieri e agricoltori.

«L’obiettivo immediato è di contrastare il potere dei militari fermando il meccanismo statale», dice l’attivista contro il colpo di stato Thinzar Shunlei Yi in un’intervista ad Al Jazeera. Continua dicendo che esponendo la strategia dei manifestanti, «renderà ingovernabile il paese da parte dei militari».

Crescono le azioni di boicottaggio verso le aziende di proprietà dell’esercito. I proprietari di piccole aziende stanno distruggendo i prodotti che appartengono alle società collegate al conglomerato aziendale dei militari. Lo sciopero di 2.000 minatori ha costretto una miniera di rame di proprietà militare a cessare temporaneamente l’attività. I cittadini del Myanmar stanno rendendo desolata la Rupe dei Re dei militari. La minaccia di defezioni da parte dell’esercito stesso minaccia di rafforzare il potere della contro-élite pro-democrazia del Myanmar. In alternativa minaccia di creare una contro-élite completamente nuova da affrontare.

Nonostante Aung San Suu Kyi si sia dimostrata diversa dall’ideale spesso rappresentato dall’occidente, è chiaro che un qualche tipo di governo civile è un’alternativa decisamente migliore di un governo militare apertamente genocida. Sulla base del discusso colpo di stato rivoluzionario del 1988 che ha trasformato una rivolta popolare in una presa di potere militare, il popolo del Myanmar deve anche diffidare di qualsiasi ala del governo o di una nuova contro-élite che miri solo a sostituire il regime militare in cima alla piramide del potere. Anche se la teoria delle élite è utile per comprendere i colpi di stato, il potere delle persone che prendono in mano la situazione non deve mai essere sottovalutato.

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