mercoledì 25 ottobre 2017

La caduta delle consonanti intervocaliche - Cristóvão Tezza


(traduzione di Daniele Petruccioli)
Heliseu medita sulla sua vita, la moglie Monica, Eduardo,il figlio gay, che ha adottato una bambina insieme al suo compagno, negli Usa, l’amante Therese, il suo lavoro di studioso della lingua, il giorno del suo discorso di commiato ai colleghi, dona Diva che fa da governante.
se uno vede il titolo e legge due cosette si può immaginare un libro noioso; niente di tutto questo, è davvero un libro che merita molto.
buona lettura.
ps: a pag.118, a sorpresa appare, il sardo logudorese (lo scoprirai leggendo)


Se la vanità sembra in un primo tempo il suo peggior difetto, più della lussuria, dell’ egoismo, della megalomania (forse è anche un assassino) più ci si inoltra nel suo tessuto mentale, (solido come la storia della lingua portoghese che viene richiamata con preziosa naturalezza dalle tante citazioni in portoghese arcaico, intrecciate al testo, perfette se vogliamo, un gioco di costruzioni a incastro), più l’irritante spocchia che lo avvolge si stempera in autentica disperazione, in buia solitudine, in doloroso fallimento per una vita bruciata nel paradossale vuoto di significato. (Per lui un filologo, quale orrore). E allora sì è difficile non provare simpatia per questo imperfetto essere umano, e nello stesso tempo grandioso personaggio. Entrare nella mente e nella vita di Heliseu richiede tempo e pazienza, bisogna adeguarsi alla cadenza dei suoi pensieri, e provenendo dalla lettura di un romanzo diametralmente opposto in intenti e considerazioni, ho raggiunto questa sintonia un po’ oltre le prime pagine. Ma quando questo è capitato, allora la lettura si è rivelata preziosa, interessante, ricca…

La caduta delle consonanti intervocaliche non si accontenta di una lettura distratta o superficiale, è un romanzo complesso e disordinato che ruba tempo e concentrazione, ma in cambio permette di vivere l’emozione devastante e bellissima di guardare nelle pieghe più profonde dell’animo umano.

Il romanzo è un abilissimo montaggio di piani temporali, stili, toni, lingue, giochi di parole: la letteratura e la filologia sono il terreno privilegiato in cui Heliseu esercita la memoria e le sue capacità di autoinganno, trovando sempre nella citazione giusta una maniera per stemperare le ansie, allontanare un pensiero molesto, o “addolcire il peso della realtà”, qualcosa tra la valvola di scarico e il perno intorno a cui ruota il senso stesso della sua vita. Uno spazio in cui si raccolgono le voci della letteratura antica brasiliana e di quella europea, intrecciate alla trasformazione linguistica che portò a differenziare i parlanti portoghesi dagli spagnoli, la caduta della consonante intervocalica occorsa intorno all’undicesimo secolo: “Tutto è cominciato quando il dolor ha preso a trasformarsi subdolamente in door e infine in dor: ecco fatto! Un’altra lingua”. Questo spiega il titolo italiano di un romanzo molto più semplicemente intitolato nell’originale O professor, che offre anche una riflessione sul linguaggio, sulla sua verità sempre sospesa e le sue infinite variabili.
Il racconto del professore, lucido arguto ironico, vola alto rispetto alle tragedie vissute, nel privato come nella storia del suo paese, dalle speranze rivoluzionarie dei tempi della dittatura degli anni sessanta al presente della presidente, “alla testa del peggior governo brasiliano degli ultimi trenta anni”. Perché in fondo a che serve arrovellarsi se “il mondo basta a se stesso”? Con un’ironia che non perde mai intensità Tezza mette insieme le esperienze intellettuali di Heliseu con le sue emozioni più profonde, così che nel professore, narcisista e compiaciuto, con il suo fastidioso intercalare eheh e la sua falsa coscienza, finiamo per riconoscere – ed è qui la forza di un romanzo colto e coinvolgente – i tratti dell’uomo comune con le sue fragilità e le sue paure, dell’uomo solo di fronte alla vecchiaia.

…Niente è come sembra. Il professore analizza mentalmente il vissuto, cercando di approcciarsi ad esso allo stesso modo con cui studia la lingua. Impossibile schematizzarla, impossibile nascondersi dietro alle parole, per evitare di affrontare i propri demoni. Heliseu finisce per rimanere intrappolato nel senso di colpa quando si addentra troppo nei ricordi. Nel tirare le fila a un percorso lungo e tortuoso, avverte il peso del fallimento dovunque guardi intorno a sé. 
Tra piccole porzioni di testo offerte in portoghese, una scrittura intermittente per episodi ripescati dalla mente del protagonista, del quale percepiamo conflitti, ansie e paure. Quanti di noi affermerebbero con estrema sicurezza di essere fieri di tutte le decisioni prese in passato? Nessuno. E ancora di più fa paura fermarsi a riflettere su tutti i momenti chiave della nostra esistenza. A volte, è più facile plasmare un momento sulla base di ciò che avremmo voluto fare o dire, rinnegando la corretta dinamica delle circostanze. 
Assolutamente consigliato!

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