sabato 28 ottobre 2017

Le promesse del mondo - Flavio Giurato




 
è uscito l'ultimo lavoro di Flavio Giurato, uno dei più grandi cantautori italiani, se uno non lo sa ancora - franz

Così si apre il nuovo, inaspettato, album di Flavio Giurato, ed è un’apertura che diventa estuario in un mare di parole che come al solito ci porta via, parole che costruiscono storie e storie che ritornano nell’acqua in un portentoso circolo narrativo che vede nella materia liquida l’habitat naturale dell’uomo in migrazione, non solo quello della title track ma anche il protagonista del vertiginoso cortocircuito temporale di Ponte Salario (dedico questa canzone e sono sincero/a tutti quelli in coatta trasferta verso un più stabile ristoro/e che stanotte dormono sotto Ponte Salario) o di colui che nell’enigmatica Agua mineral compie la lunga e perigliosa traversata, è come se quel tuffatore che rinasceva ogni volta dall’acqua all’aria si sia moltiplicato in una contemporaneità piena di riflessi che solo Giurato sa trasmetterci con la sua musica.

Lo dice il sottoscritto che conta meno di zero: Le promesse del mondo è davvero un disco assoluto, è un lavoro dotato di uno spessore poetico che invita a continue riletture, proprio che il solo focalizzarsi sulla componente testuale sgomenta per le sorprendenti soluzioni lessicali adottate dal cantautore romano. Se lo si definisce bello o denso o chessò è sempre meno di abbastanza, è, nella complessità dell’ascolto, più di quanto altro potremmo sentire. Io credo che Digos sia un pezzo enorme e non so se qualcuno in Italia abbia mai scritto una cosa del genere, per cui, ancora una volta, grazie infinite signor Giurato. 

Qui l’ascolto completo su Rockit.

da qui

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