martedì 5 marzo 2024

I primi viaggi di Andy Catlett - Wendell Berry

Andy, nel 1943, a  nove anni, viene messo su un pullman e mandato per un po' di giorni dai nonni.* 

Viene trattato come un ospite eccezionale, come forse succedeva con tutti, l'ospitalità un tempo è stata una cosa sacra.

Andy è un bambino, ma viene trattato come se fosse già grande, lui guarda, partecipa, contribuisce, sono giorni in cui inizia a diventare un ometto, amato da tutti.

Il libro è davvero bellissimo, il viaggio di pochi chilometri, a nove anni, il viaggio più importante della vita.

Cito alcune righe davvero belle e importanti, ma tutte le pagine sono memorabili, semplici, gentili, accoglienti.

Il vero quesito per chi è anziano e morente, credo, non è se si è amato e se si è stati amati a sufficienza, ma se si è stati abbastanza grati per l'amore ricevuto e dato, in qualunque misura. […] Preghiamo per poter avvertire gratitudine fino alla fine. (p. 118)

buona (straordinaria) lettura.



chissà se Peter Handke ha conosciuto Andy

Quando il bambino era bambino – Peter Handke

Quando il bambino era bambino,
andava con le braccia a penzoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume fosse una corrente,
e questa pozzanghera il mare.
Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere bambino,
tutto era per lui animato,
e tutte le anime erano una.
Quando il bambino era bambino,
non aveva opinione su niente,
non aveva abitudini,
sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo cambiava posizione,
aveva un vortice nei capelli
e non faceva facce da fotografare.
Quando il bambino era bambino,
era il tempo delle seguenti domande:
Perché io sono io e perché non tu?
Perché io sono qui e perché non là?
Quando è iniziato il tempo e dove finisce lo spazio?
È forse la vita sotto il sole nient’altro che un sogno?
Ciò che vedo, sento e odoro
è forse solo l’apparenza di un mondo di fronte al mondo?
Esiste realmente il male e persone che sono veramente cattive?
Come può essere, che io, che sono,
prima di essere, non ero,
e che io, che sono, un giorno
non sarò più quello che sono?
Quando il bambino era bambino,
si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte,
e con il cavolfiore bollito.
E adesso mangia tutto ciò, e non solo per necessità.
Quando il bambino era bambino,
si svegliò una volta in un letto sconosciuto
e ora succede sempre così,
molte persone gli sembravano belle
e ora solo in qualche caso fortunato,
si immaginava chiaramente il Paradiso
e ora ne ha solo il presentimento,
non poteva pensare al nulla
e oggi rabbrividisce al solo pensiero.
Quando il bambino era bambino,
giocava con entusiasmo
e ora è tutto immerso nella cosa come allora solo
quando questa cosa è il suo lavoro.
Quando il bambino era bambino,
gli bastavano per nutrirsi mela, pane,
ed è ancora così.
Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere
e ora è ancora così,
le noci fresche gli raspavano la lingua
e ora è ancora così,
aveva su ogni montagna
la nostalgia di una montagna sempre più alta
e in ogni città
la nostalgia di una città sempre più grande,
prendeva sulla cima di un albero le ciliegie tutto euforico,
come è ancora oggi,
aveva timore verso ogni straniero
e ne ha tutt’ora,
aspettava la prima neve,
e la aspetta ancora.
Quando il bambino era bambino,
lanciava un bastone contro l’albero come una lancia,
e ancora oggi continua a vibrare.
da qui


 

*Quando ero bambino mi ricordo come una cosa normale, anche a 5-6 anni, l'esperienza di essere accompagnati e fatto sedere su un pullman, "affidato" all'autista, qualcuno, un parente, mi avrebbe accolto a destinazione, ringraziando l'autista. Cose d'altri tempi.


 

Romanzo davvero molto bello che tratta temi cari all'autore come la vita quotidiana rurale, scandita dai ritmi naturali dell'agricoltura, il senso di appartenenza ad una comunità, i legami famigliari e valori come l'amicizia e l'amore. Il libro ci immerge nel viaggio in solitaria (tramite l'autobus) del giovane Andy da Hargrave a Port William in campagna, in visita ai nonni paterni e materni. I primi, vivono in autentica armonia con la terra di cui si nutrono e la natura, non possedendo ne mezzi come l'auto e nemmeno l'elettricità, mentre i secondi sono più moderni (il nonno materno Mat Feltner possiede un'auto con la quale va a prendere il nipote a casa dei nonni Catlett) ma sempre profondamente radicati alla vita rurale. La vita quotidiana con tutti i dettagli che accadono nelle fattorie dei nonni ci viene narrata dallo stesso Andy, il quale con gli occhi di un bambino ci racconta il mondo rurale di Port William, i suoi personaggi e le loro storie. La voce narrante si scoprirà essere quella di Andy oramai anziano che ricorda narrando gli episodi della sua infanzia.

da qui

 

Andy Catlett, ormai vecchio, ci racconta di quando, a nove anni, si recò, da solo, in autobus, da Hargrave, dove abitava con i genitori e il fratello Henry, a Port William, per trascorrere alcuni giorni con i nonni sia paterni che materni. Hargrave e Port William sono nel Kentucky e distano, tra di loro, appena dieci miglia. Per Andy quel breve viaggio finì per essere una pietra miliare nella sua formazione. Quando lo compì era da poco passato il Natale del 1943, "un anno crudele e funesto; in Europa c'era la guerra. Durante quei giorni, trascorsi dai nonni, non successe nulla di eccezionale, c'era il trascorrere quieto della vita quotidiana: la nonna che faceva le frittelle e la torta di more e che non lesinava nello zucchero, che era razionato per via della guerra, c'erano le mucche da mungere, il freddo pungente, il tepore della stufa a legna, le chiacchierate di un pugno di operai che lavoravano il tabacco, i perdigiorno di Port William che oziavano dal barbiere, la pace della vita familiare, il problema razziale sullo sfondo...In questa serena quotidianità, nel cuore del fanciullo Andy, germogliarono i grandi temi che attengono all'uomo: la vecchiaia, la morte, la guerra, la dignità dei doveri quotidiani, il rispetto per gli altri, l'amore per la natura... Adesso, che Andy è vecchio, rivede il nonno, che seduto sulla sua sedia a dondolo, vicino alla stufa, rifletteva. Ora Andy, che è avanti con gli anni, sa su cosa riflettesse il nonno e dice: "Sono diventato vecchio per capire quali fossero i suoi pensieri. Pensava a tutto quel tempo, che quand'era ragazzo doveva essergli sembrato un'eternità e che adesso sembrava così poca cosa. Pensava alle persone che ricordava, ormai morte, a quelle che erano arrivate e se n'erano andate prima che lui nascesse, e a quelle che sarebbero arrivate e se ne sarebbero andate dopo di lui, e al posto che occupava in quel lungo corteo..."

da qui

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