giovedì 30 luglio 2026

“Finiamola di usare la parola ‘maranza’, è un insulto etnico. È come ‘terrone’ negli anni Settanta” - Franco Gabrielli

 

“Intanto mi piacerebbe che si togliesse dal dibattito la parola ‘maranza’ che è un insulto dal timbro etnico, perché nello slang milanese significa ‘marocchino zanza’. È come se negli anni ’60-’70 avessero fatto una norma sui terroni“. Così a In Onda (La7) interviene Franco Gabrielli, ex capo della Polizia e già autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, a proposito del disegno di legge del governo Meloni sulla microcriminalità minorile.
Gabrielli condivide le critiche espresse dal procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che ha definito il provvedimento “inutile”. E aggiunge: “Stiamo parlando quasi del nulla, da un punto di vista degli esiti, anche perché questa norma non modificherà nulla da un punto di vista della certezza della pena, della lunghezza dei processi e del diritto alla difesa. Questi sono provvedimenti che, da un punto di vista della loro effettiva capacità di incidere, non produrranno effetto“.

L’ex prefetto riconosce però che il problema esiste: “Naturalmente c’è un tema della condizione giovanile che riguarda anche ragazzi di seconda generazione e che, per chi vive la realtà milanese, non può non tenere nella debita considerazione. Allora, come al solito, perché ci dobbiamo dividere da curve da stadio, per cui dobbiamo criminalizzare un’intera generazione oppure immaginare che certi episodi non abbiano nessuna rilevanza? – sottolinea – Io credo che una giusta via di mezzo ci sia, cioè la necessità di intervenire significativamente su queste questioni, possibilmente in modo preventivo. Ci sono delle bellissime esperienze in Europa, come in Islanda e in Scozia“.

Gabrielli amplia poi la sua stroncatura all’intera produzione normativa del governo in materia di sicurezza: “Ci sono norme a bizzeffe, ho perso pure il conto dei decreti sicurezza del governo Meloni.Tutte quelle norme hanno prodotto, chi dice 400, chi dice 500 anni di nuova carcerazione, ma da un punto di vista degli effetti pratici credo che in prospettiva abbiano semplicemente creato le condizioni per limitare le libertà, non per garantire una condizione di maggiore sicurezza”.
L’ex capo della Polizia torna infine sul punto centrale: “Anche questo discorso sui “maranza” è una forma di criminalizzazione di queste fasce giovanili in maniera più o meno indiscriminata. Poi, ripeto, la questione esiste, gli episodi non sono di percezione ma sono reali. Tuttavia, queste modalità così generalizzate di criminalizzazione delle persone soltanto perché li si immagina appartenere a una categoria sono forme di limitazione e di marginalizzazione di fasce ben precise”.

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