venerdì 14 agosto 2026

STATO DI POLIZIA - Lorena Fornasir

 

Appena esco dal cliché di buona donnetta che fa la lavanda dei piedi, se oso mostrare una scena di abbattimento a terra di un solo uomo da parte di otto/nove carabinieri, testa schiacciata sull’asfalto bollente, lui che grida: “non respiro”, scena già vista al Pilastro di BO e degna dell’ICE, allora mi si getta addosso il fango più odioso. Eravamo in piazza, stavamo curando, ci siamo avvicinati a quel trambusto e abbiamo colto quel terribile gesto che ha già ucciso un uomo al Pilastro.

Ebbene pare che schiacciare un uomo a terra con 9 poliziotti sopra sia la cosa più normale del mondo. É davvero normale? É normale identificare le persone presenti? É normale identificare il prete che era con noi e raggiungere chi ospitava lui e il suo gruppo di giovani, per informare che non sono brave persone. Davvero per voi tutto questo è normale? O non rimanda piuttosto a un contesto politico che sta modificando la costituzione a colpi di decreti legge? Su ingiunzione dei poliziotti, il video girato non va pubblicato. Allora ho pubblicato il frammento più significativo. I benpensanti s’indignano di me, della dissacrazione cui espongo la polizia. Non s’indignano, i vari signori, dell’uso di questo tipo di violenza. Anzi, manipolano la comunicazione, ridanno fiato al contesto generico in cui il tutto sarebbe avvenuto facendo scomparire quella manovra odiosa e pericolosa. La cornice prende il posto del tutto.  Un noto avvocato afferma: “Si parte dal principio che l’operato delle Forze dell’Ordine é corretto. Non il contrario.” Vale a dire che la Forze dell’ordine sono al di sopra di ogni critica da parte dei cittadini da cui discende che é corretto schiacciare a terra un uomo con 9 poliziotti sopra, se poi non respira la magistratura farà il suo corso.

Non posso essere d’accordo e continuerò a segnalare la violenza dei confini come quella esercitata su un italianissimo cittadino triestino: due violenze complementari.

Non faccio parte del repertorio di belle figurine in cui mi si vorrebbe relegare. A ognuno la sua bella figura. C’è chi si sente bene a parlare di pace sociale mentre solletica il ventre dell’odio. Io non ho bisogno di fare bella figura. Quindi, facendo brutte figure, continuerò nella mia cura della vita.

 

Trieste, 7 agosto 2026

STATO DI POLIZIA

Serata mesta dopo la grande scena davanti alla stazione dei treni di Trieste, di fronte a piazza Libertà o #piazzadelmondo.

Vari, tra carabinieri e forze dell’ordine atterrano un uomo bloccando con una manovra simile a quella del Pilastro di Bologna o ICE.

Il volto premuto sull’asfalto bollente da 5/6 agenti, tra auto civetta e furgoni blindati, lo si sente gridare “NON RESPIRO”.  Lo voltano di fianco. Intanto un agente richiede ad alcune persone che filmano la scena di fornire i documenti: tra questi Gian Andrea Franchi e il sacerdote con cui, poco prima, ha avuto un incontro con il gruppo dei giovani di Verona. 

Alla fine della grande scenata, con traffico mezzo bloccato, la polizia rilascia quell’uomo. 

Allucinante!

Non é finita: la polizia intima di non pubblicare le foto. 

La sua azione si estende anche ad intercettare la struttura in cui alloggia il gruppo parrocchiale, e riferire che “non sono brave persone” . 

Infine, ieri sera un sito web aveva pubblicato la notizia che però poi é stata rimossa. Perché mai? Era un flop? Non si puó dire?

Ora, da GPT rilevo che:

@Di per sé non è un reato fotografare o pubblicare immagini di agenti di polizia mentre svolgono un’attività in luogo pubblico. La legge sul diritto d’autore, infatti, consente la riproduzione dell’immagine senza consenso quando è collegata a fatti o avvenimenti di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. “

Siamo in uno stato di polizia. Non pubblico il video orrendo ma una frame selezionata e ritagliata. Il clima é davvero pesante, ingiusto, oppressivo. La più bella piazza di Trieste è militarizzata. Mancando gli “incidenti” da parte dei migranti, ieri sera l’“incidente “ è andato in scena provocato dall’“altra parte”.

da qui

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