Appena esco dal cliché di buona donnetta che
fa la lavanda dei piedi, se oso mostrare una scena di abbattimento a terra di
un solo uomo da parte di otto/nove carabinieri, testa schiacciata sull’asfalto
bollente, lui che grida: “non respiro”, scena già vista al Pilastro di BO e
degna dell’ICE, allora mi si getta addosso il fango più odioso. Eravamo in
piazza, stavamo curando, ci siamo avvicinati a quel trambusto e abbiamo colto
quel terribile gesto che ha già ucciso un uomo al Pilastro.
Ebbene pare che schiacciare un uomo a terra
con 9 poliziotti sopra sia la cosa più normale del mondo. É davvero normale? É
normale identificare le persone presenti? É normale identificare il prete che
era con noi e raggiungere chi ospitava lui e il suo gruppo di giovani, per
informare che non sono brave persone. Davvero per voi tutto questo è normale? O
non rimanda piuttosto a un contesto politico che sta modificando la
costituzione a colpi di decreti legge? Su ingiunzione dei poliziotti, il video
girato non va pubblicato. Allora ho pubblicato il frammento più significativo.
I benpensanti s’indignano di me, della dissacrazione cui espongo la polizia.
Non s’indignano, i vari signori, dell’uso di questo tipo di violenza. Anzi,
manipolano la comunicazione, ridanno fiato al contesto generico in cui il tutto
sarebbe avvenuto facendo scomparire quella manovra odiosa e pericolosa. La
cornice prende il posto del tutto. Un noto avvocato afferma: “Si parte
dal principio che l’operato delle Forze dell’Ordine é corretto. Non il
contrario.” Vale a dire che la Forze dell’ordine sono al di sopra di ogni
critica da parte dei cittadini da cui discende che é corretto schiacciare a
terra un uomo con 9 poliziotti sopra, se poi non respira la magistratura farà il
suo corso.
Non posso essere d’accordo e continuerò a
segnalare la violenza dei confini come quella esercitata su un italianissimo
cittadino triestino: due violenze complementari.
Non faccio parte del repertorio di belle
figurine in cui mi si vorrebbe relegare. A ognuno la sua bella figura. C’è chi
si sente bene a parlare di pace sociale mentre solletica il ventre dell’odio.
Io non ho bisogno di fare bella figura. Quindi, facendo brutte figure,
continuerò nella mia cura della vita.
Trieste, 7 agosto 2026
STATO DI POLIZIA
Serata mesta dopo la grande scena davanti alla
stazione dei treni di Trieste, di fronte a piazza Libertà o #piazzadelmondo.
Vari, tra carabinieri e forze dell’ordine
atterrano un uomo bloccando con una manovra simile a quella del Pilastro di
Bologna o ICE.
Il volto premuto sull’asfalto bollente da 5/6
agenti, tra auto civetta e furgoni blindati, lo si sente gridare “NON
RESPIRO”. Lo voltano di fianco. Intanto un agente richiede ad alcune
persone che filmano la scena di fornire i documenti: tra questi Gian Andrea
Franchi e il sacerdote con cui, poco prima, ha avuto un incontro con il gruppo
dei giovani di Verona.
Alla fine della grande scenata, con traffico
mezzo bloccato, la polizia rilascia quell’uomo.
Allucinante!
Non é finita: la polizia intima
di non pubblicare le foto.
La sua azione si estende anche ad intercettare
la struttura in cui alloggia il gruppo parrocchiale, e riferire che “non sono
brave persone” .
Infine, ieri sera un sito web aveva pubblicato
la notizia che però poi é stata rimossa. Perché mai? Era un flop? Non si puó
dire?
Ora, da GPT rilevo che:
“@Di per sé non è un reato
fotografare o pubblicare immagini di agenti di polizia mentre svolgono
un’attività in luogo pubblico. La legge sul diritto d’autore, infatti, consente
la riproduzione dell’immagine senza consenso quando è collegata a fatti o
avvenimenti di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. “
Siamo in uno stato di polizia. Non pubblico il
video orrendo ma una frame selezionata e ritagliata. Il clima é davvero pesante,
ingiusto, oppressivo. La più bella piazza di Trieste è militarizzata. Mancando
gli “incidenti” da parte dei migranti, ieri sera l’“incidente “ è andato in
scena provocato dall’“altra parte”.
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