giovedì 29 settembre 2022

Sullo scandalo dell'antisemitismo nel Labour: "C'è stata una manipolazione politica" - David Hearst


Geoffrey Bindman è uno dei più illustri avvocati britannici nel campo dei diritti umani; è egli stesso ebreo e ha vissuto in prima persona l'esperienza dell'antisemitismo; è stato per tutta la vita membro del Partito Laburista ed è amico dei due principali protagonisti di questa battaglia, l'ex leader Jeremy Corbyn e il suo successore Keir Starmer, che tanto ha fatto per contrapporsi all’ex leader.

La caccia alle streghe    Le denunce di antisemitismo contro militanti del partito si stanno ancora moltiplicando. Sebbene ciò sia avvenuto già prima che Starmer assumesse la carica di leader, le accuse sono rivolte ai militanti ebrei che criticano Israele, molti dei quali sono membri di Jewish Voice for Labour (JVL), di cui Bindman stesso è membro. JVL è a conoscenza di 54 militanti ebrei sottoposti a procedimenti disciplinari in relazione ad accuse di antisemitismo. Di questi, 47 sono membri effettivi della JVL. Tutti gli 11 membri del comitato esecutivo della JVL hanno dovuto affrontare azioni disciplinari, nove delle quali in risposta ad accuse di antisemitismo. Come ha osservato il cancelliere ombra di Corbyn, John McDonnell, in una lettera a Starmer e a David Evans, segretario generale del Labour, essere un membro della JVL significa avere 35 volte più probabilità di essere accusato di antisemitismo rispetto a qualsiasi altro membro del partito. Sette sono stati espulsi, uno reintegrato. Quattordici sono stati autoesclusi a causa dell'appartenenza a "Labour Against the Witchhunt" (Laburisti contro la caccia alle streghe), un'organizzazione che si batte contro quelle che sostiene essere accuse di antisemitismo politicamente motivate e che è stata proscritta dal partito l'anno scorso. Alcuni sono stati "sospesi in modo punitivo" e altri hanno ricevuto un "richiamo alla condotta".

Per Bindman, l'intero processo, in particolare il deferimento del partito davanti alla Commissione per l'Uguaglianza e i Diritti Umani (EHRC=Equality and Human Rights Commission),   la quale ha poi  riscontrato una violazione della legge sull’Uguaglianza (1) da parte del Labour di Corbyn, è stato gestito in modo tendenzioso.

"C'erano buone ragioni per mettere in discussione le procedure del partito per la gestione delle denunce di discriminazione razziale, compreso l'antisemitismo, e il partito ha giustamente provveduto a cambiarle. Ma non c'erano prove concrete che il partito stesso avesse violato la Legge sull'Uguaglianza", spiega a Middle East Eye.   "La cosa peggiore è che il partito ha preso tutto con filosofia. Violare la legge è una cosa seria. Hanno accettato il giudizio quando avrebbero dovuto invece respingerlo".

Ma andiamo per ordine: che cos'è l'antisemitismo secondo Bindman?   La definizione di Bindman è come quella del dizionario Oxford: "ostilità o pregiudizio contro gli ebrei in quanto ebrei".  "Per me è questo. Purtroppo, nella nozione di antisemitismo si è insinuata l'idea di ostilità nei confronti dello Stato di Israele, che credo sia stata introdotta in modo piuttosto cinico da persone che sostengono fortemente Israele, compreso lo stesso governo israeliano, allo scopo di reprimere le critiche alle politiche di Israele riguardo al trattamento dei palestinesi".

Bindman non ha solo studiato l'antisemitismo per tutta la vita. Lo ha sperimentato. Quando andava a scuola nel nord-est della Gran Bretagna,(anni ‘50, NdR) l'antisemitismo era moneta corrente. Si dava per scontato che gli ebrei fossero una minoranza culturale, generalmente da disapprovare. "Eravamo trattati con sospetto e con una certa dose di paura".  Durante la sua infanzia, Bindman fece parte della comunità ebraica: il nonno era ministro della sinagoga e lui seguì una formazione intensiva per il suo Bar Mitzvah. A scuola, nella Royal Grammar School di Newcastle, i ragazzi ebrei non andavano a pregare, ma avevano una stanza separata per il loro culto.

La emarginazione Bindman la avvertì quando iniziò a muovere i primi passi come avvocato, fine anni ‘50. Aveva conosciuto un socio anziano di un importante studio legale di Newcastle, che accolse a braccia aperte il promettente laureato di Oxford. Lo convinse a rinunciare al tirocinio presso l'Ordine degli Avvocati per diventare subito avvocato nel suo studio.  A settembre, quando avrebbe dovuto iniziare, lo zio di Bindman, anch'egli avvocato, gli chiese: "Lo sa che sei ebreo?". A Bindman, la cui famiglia era molto conosciuta a livello locale, non era venuto in mente di pensarci. “Così, mentre uscivo dall'ufficio dopo una chiacchierata preliminare con il mio nuovo capo, gli ho detto: "Lei sa che sono ebreo, vero?". E lui rispose, e ricordo le sue parole: 'Certo che lo sapevo. Ma visto che ne ha parlato, forse dovrei mettere in chiaro una cosa: lei non potrà mai diventare socio di questo studio". Me ne andai e non lo vidi mai più". 

"Ho studiato molto l'antisemitismo. Oggi ne abbiamo pochissimo, se ci atteniamo a come lo definisce la legge. Tutte le barriere, le restrizioni formali, gli studi che escludevano del tutto gli ebrei, e ce n'erano diversi, sono scomparsi. Da allora, nella mia vita quotidiana ho incontrato raramente gravi episodi di antisemitismo. Ma sono molto sensibile ai segni sottili, come le espressioni facciali di disapprovazione, che interpreto come antisemiti".

Bindman ha avuto una storia lunga nel Partito Laburista, come consigliere, vice leader del consiglio di Camden e presidente della Society of Labour Lawyers (Associazione degli Avvocati Laburisti). Ha assistito diverse figure di spicco del partito, anche se non Corbyn. "Ho avuto uno stretto coinvolgimento con il Partito Laburista per molti anni e posso dire di non aver mai avvertito l'antisemitismo tra i compagni di partito o nelle riunioni laburiste". Non è il solo a esprimere questo giudizio.

L'idea che un ebreo sia antisemita è, nelle sue parole, "piuttosto difficile da digerire". Bindman non nega che l'antisemitismo esista nel partito, come ovunque, ma concorda con la valutazione di Corbyn in risposta al rapporto dell'EHCR, e cioè che in tale rapporto il problema dell'antisemitismo era stato esagerato - una valutazione che ha determinato l'espulsione di Corbyn dal gruppo parlamentare laburista. "Egli riteneva che il problema fosse stato ingigantito all'interno del Partito Laburista. Non ha detto che l'antisemitismo in sé non fosse molto importante, ma ha detto che non era così diffuso come era stato detto e su questo ha assolutamente ragione.  "Si possono esaminare tutte le statistiche e gli studi che sono stati fatti. Se si guardano i fatti, non si può giustificare ciò che Keir Starmer ha detto o fatto, a meno che non li abbia usati come pretesto. Una strategia politica. Questo è tutto ciò che posso dire".

Jeremy non è antisemita  Per quanto riguarda Corbyn, Bindman è categorico nel suo giudizio: "Jeremy non è antisemita".  Bindman si rimette a Geoffrey Alderman, nel suo ricordo del sostegno di Corbyn alla comunità ebraica nel suo collegio elettorale.  "Nel 1987 la Sinagoga di West London si rivolse al Consiglio di Islington con una proposta sorprendente: vendere il suo cimitero originario a dei promotori immobiliari, distruggendo le lapidi e scavando e seppellendo nuovamente i corpi che giacevano sotto di esse", ha scritto Alderman sullo Spectator. Questo cimitero (risalente al 1840) non era solo di grande interesse storico e architettonico: secondo gli ebrei ortodossi, la distruzione deliberata di un cimitero è sacrilega". Così, quando il Consiglio di Islington accolse la domanda di costruzione, fu lanciata una campagna guidata dagli ebrei della zona, che alla fine ebbe successo, per far revocare la decisione. Io partecipai a questa campagna. E Jeremy Corbyn pure.   "A quel tempo, l'allora Presidente del Consiglio di Islington (1982-92), la cui decisione di permettere la distruzione del cimitero fu alla fine annullata, era nientemeno che Margaret Hodge (1) (anche se non è chiaro se fosse personalmente a favore della proposta)".

Corbyn non ha mai usato questo e molti altri atti compiuti a favore della comunità ebraica del suo collegio elettorale per difendersi, un errore per una persona la cui posizione personale come leader è stata continuamente soggetta dall'incessante accusa di tollerare il razzismo tra i suoi sostenitori. 

I continui attacchi ai membri del Labour da parte di chi si autoproclamava alfiere nella Campagna Contro l'Antisemitismo, sono diventati troppo anche per Hodge, che pure aveva avuto un ruolo centrale in questa vicenda.  Nel 2018, in una furiosa lite alla Camera dei Comuni, Hodge affrontò Corbyn dopo un voto cruciale sulla Brexit. Risulta che gli abbia detto: "Sei un fottuto antisemita e un razzista. Hai dimostrato di non volere persone come me nel partito".   Queste parole erano protette dalla riservatezza parlamentare, ma lei ha poi ripetuto l'accusa di razzismo contro Corbyn in un articolo per il Guardian. Corbyn non si è difeso né verbalmente né legalmente, rifiutando il consiglio del suo avvocato personale di farlo. 

Oggi Hodge cerca di mettere fine a questa campagna. Ne ha abbastanza dei continui tentativi di denunciare i membri del suo partito per antisemitismo.  Dopo le critiche del gruppo a Starmer per aver utilizzato il memoriale dell'Olocausto di Berlino in un video politico, Hodge ha twittato: "Sono stufa che la CAA (Campaign Against Antisemitism) usi l'antisemitismo per attaccare il Labour. È ora di chiamarli per quello che sono e per chi sono veramente: più preoccupati di minare il Labour che di sradicare l'antisemitismo".

Bindman afferma: "Jeremy mi piace moltissimo. È stato un ottimo parlamentare. Nessuno lo mette in dubbio. Ma ha i suoi difetti. E parte del suo problema è che è troppo onesto e troppo riservato per essere un leader ideale. Non è tattico. Dice solo quello che pensa, il che lo mette nei guai. E non si difende mai".

EHRC: un'indagine pasticciata    Ma è la decisione stessa dell'EHRC di condurre un'indagine che indigna Bindman.   Bindman, che aveva partecipato alla formulazione della legge antidiscriminazione (2010)come consulente legale ai predecessori dell'EHRC, definisce il rapporto stilato dell'organismo "un animale molto strano" e afferma che le denunce iniziali sono "quasi tutte prive di fondamento, come lo stesso EHRC ha riscontrato".   Il principale tipo di comportamento illegale ai sensi dell'Equality Act è la discriminazione, che può essere diretta o indiretta, per motivi razziali o altri motivi che fanno parte di un elenco. Bindman concorda sul fatto che i motivi razziali comprendono chiaramente l'antisemitismo, a patto di definire cosa sia l'antisemitismo. Esistono anche reati sussidiari, tra cui le molestie.  "Le molestie devono riguardare un motivo, in questo caso la razza o la religione. Le denunce, che furono almeno 200, riguardavano quasi tutte critiche a Israele in relazione alla Palestina. Tutte le accuse, tranne quattro, sono state giustamente respinte,e così come avrebbero dovuto fare con le altre". 

L'EHRC richiese al Partito Laburista i documenti relativi a 20 persone, tutte di sinistra. Corbyn collaborò. Avviò anche una propria inchiesta che avrebbe dovuto aiutare l'indagine dell'EHRC i cui contenuti vennero fatti trapelare. Martin Forde, l'avvocato a cui Starmer chiese di indagare sul rapporto trapelato, fece passare la tesi, ampiamente riportata all'epoca, secondo cui Corbyn sarebbe intervenuto nel processo disciplinare con la propria inchiesta con lo scopo di  proteggere gli amici. 

Forde dichiarò che è "del tutto fuorviante" insinuare che le indiscrezioni ed e-mail trapelate siano la prova che l'ufficio di Corbyn si sia "inserito senza preavviso nel processo disciplinare per motivi di fazione".  Il rapporto promosso da Corbyn è stato l'indagine più dettagliata mai condotta sul funzionamento interno di un partito politico, con 860 pagine e decine di migliaia di e-mail interne. Ma tale rapporto è stato ignorato dall'EHCR. L'EHCR ha ammesso di averlo ricevuto, ma non ha chiesto l'allegato, i documenti e tutte le e-mail. 

L'EHCR ha fatto quattro constatazioni di atti illegali da parte del Partito laburista. Due si riferivano a Ken Livingstone e a un consigliere locale. Secondo l'EHCR, i due erano colpevoli di pressioni politiche illegali, ma che anche il Partito laburista era responsabile in quanto essi agivano a nome del partito. 

Bindman definisce questa affermazione "un'assurdità giuridica".   "Se agivano per conto del partito, significa che ogni iscritto agisce a nome del Partito laburista. Non ha senso. Questi due risultati non hanno senso".  Gli altri due rilievi riguardavano pratiche discriminatorie indirette, come la presunta interferenza dell'ufficio di Corbyn nella gestione delle denunce. Quel che sappiamo da Forde è che l'organismo che conduceva l'indagine chiedeva aiuto all’ufficio di Corbyn, e che quel che faceva l’ufficio era di dare aiuto molto più che interferire. Nella misura in cui si può dire che abbiano interferito, è stato soprattutto per aiutare a far accelerare denunce, non per influenzare il risultato".   L'altra denuncia accolta riguardava la formazione. "Non c'era nulla che indicasse una discriminazione nella formazione. Forse c'è stata una cattiva formazione, ma non ci sono prove che le denunce di antisemitismo siano state trattate in modo discriminatorio". 

Bindman non risparmia le sue conclusioni: "Penso che ci sia stata una manipolazione politica e che le accuse fossero quasi del tutto false. L'antisemitismo è presente ovunque, ma è stato sbagliato accusarne il Partito Laburista, individuare Jeremy Corbyn, avviare un'indagine sul Partito Laburista".

Persona non grata   C'è un poscritto a questa triste storia, e riguarda il rapporto di Bindman con Starmer. I due hanno lavorato insieme per molti anni e si conoscono bene.  Inoltre, Bindman non è un corbynista senza riserve. Dal punto di vista politico, rifiuta una netta divisione tra sinistra e destra e trova ancora difficile ritenere Starmer personalmente responsabile di tutto ciò che è accaduto nel partito.  Recentemente Bindman e Starmer si sono incontrati e i due si sono scambiati delle e-mail. "Mi ha mandato un'e-mail qualche mese fa dicendomi di prendere un caffè. Gli ho risposto immediatamente dicendogli l'ora e il luogo e non l'ho più sentito. Poi l'ho visto circa sei settimane fa. Gli ho detto: "Cosa è successo al nostro caffè?". Lui si è scusato e mi ha detto: 'Non ho il controllo della mia agenda'". Bindman non ha ancora sentito Starmer. "Ho la sensazione di essere una persona non grata".

(1) La Legge sull'Uguaglianza (Equality Act) è una legge del 2010 che offre protezione contro la discriminazione basata su nazionalità, cittadinanza, religione o convinzioni personali, disabilità, età, sesso, orientamento sessuale e genere

(2) Hodge è figlia del fondatore di Stemcor, acciaieria di cui è tutt’ora azionista di riferimento

NdR:   Corbyn, eletto segretario del Labour nel 2015, venne subito osteggiato dall’apparato del Labour ereditato dal precedente segretario Miliband. Su come l’apparato, sostenuto dalla lobby filo-israeliana Jewish Labour Movement (JLM), abbia boicottato i candidati di sinistra nella campagna elettorale del 2019, con il pessimo risultato elettorale di cui fece poi le spese Corbyn, vedi:

Labour's Forde report is devastating on factional war against Corbyn, Peter Oborne https://www.middleeasteye.net/opinion/uk-labour-forde-inquiry-corbyn-factional-war-devastating

How the EHRC antisemitism report added fire to Labour's simmering civil war, Jonathan Cook https://www.middleeasteye.net/opinion/ehrc-labour-antisemitism-civil-war-fire-added

Praying for defeat: Labour insiders accused of w

recking Corbyn campaign in leaked report, https://www.middleeasteye.net/news/labour-party-leaked-corbyn-antisemitism-hyper-factional


(Traduzione a cura di Claudio Lombardi di Associazione di Amicizia Italo Palestinese)


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