martedì 7 settembre 2021

Chiudere la prigione di Guantanamo

  

una campagna lanciata da Amnesty International e sostenuta da Peacelink

 

 

Dal 31 agosto è partita la «Campagna Guantanamo» e chiunque può firmare la lettera che invieremo al presidente del Consiglio Mario Draghi. L’obiettivo è fare pressione sul governo italiano perché richieda al presidente USA Joe Biden la chiusura della prigione americana di Guantanamo, luogo di torture e di violazioni dei diritti umani, oltre che delle Convenzioni di Ginevra. Guantanamo si trova geograficamente nella base USA dell’isola di Cuba.

Si può firmare qui: https://www.peacelink.it/guantanamo

 

Materiale informativo lo trovi qui:

§  Cosa è Guantanamo https://lists.peacelink.it/dirittiglobali/2021/08/msg00011.html

§  Planning della campagna https://lists.peacelink.it/dirittiglobali/2021/08/msg00010.html

Per la Campagna Guantanamo

Alessandro Marescotti


ECCO IL TESTO

Al Presidente del Consiglio Mario Draghi

in questo delicato momento in cui si invoca il rispetto dei diritti umani in Afghanistan, noi crediamo sia importante dare il buon esempio chiedendo al tempo stesso che venga posta fine alla violazione dei diritti umani nella prigione di Guantanamogestita dagli Stati Uniti a Cuba.

E quindi le scriviamo affinchè lei richieda formalmente al Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, un gesto importante e altamente significativo come la chiusura della prigione di Guantanamo.

Amnesty International non solo ne chiede la chiusura ma chiede che vengano processati i responsabili di quella vergognosa e criminale esperienza di sospensione del diritto umanitario. Noi concordiamo con tale richiesta di Amnesty International.

Non si può essere credibili nel chiedere ai talebani il rispetto dei diritti umani se poi noi quel rispetto non lo chiediamo agli Stati Uniti.

Quella prigione è come la Bastiglia e non ha più ragione di esistere. E’ il simbolo odioso delle torture e degli abusi, in aperta violazione delle Convenzioni di Ginevra, compiuti in nome della lotta al terrorismo. Quell’orribile prigione, quella vergogna della storia non ha più alcun appiglio per restare in piedi.

Le chiediamo pertanto di rispondere a questa nostra richiesta di giustizia internazionale. Oggi – in questo contesto di grandi cambiamenti – la chiusura del carcere di Guantanamo ha molta più possibilità che in passato. Farebbe onore all’Italia, a cui tra l’altro era stato affidato il compito di riformare il sistema giudiziario in Afghanistan, farsi promotrice – anche in seno all’Unione Europea – di un passo verso la giustizia e il rispetto dei diritti umani.

Per essere credibili in Afghanistan bisogna dare il buon esempio a casa propria.

 

da qui

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