domenica 12 settembre 2021

Le “Istituzioni” ed i suoi “grandi” uomini - Gianni Lixi

 

Sono stufo, disgustato, nauseato, da chi? Da Salvini? Da Berlusconi? Da Durigon? No, non sono loro che mi angustiano, loro sono dei disonesti, imbroglioni votati da cittadini italiani, per gran parte altri disonesti ed imbroglioni e per altra parte fragili cittadini italiani a cui hanno tolto la possibilità di potersi esprimere ottundendogli il cervello con i pomeriggi televisivi aspira cervelli.

No, chi riesco a sopportare sempre meno sono Draghi, Mattarella, gli uomini delle così dette “istituzioni”. Solo qualche esempio per farmi capire. Quando vado a prelevare ad un bancomat mi esce fuori una schermata che mi chiede se voglio fare una donazione per chi ha patito problemi economici a causa del covid-19. No che non voglio fare una donazione! Io voglio pagare le tasse per tutti quelli che hanno patito problemi economici a causa della pandemia.

Voglio che tutti paghiamo le tasse per poter uscire tutti insieme ed in fretta da questo tragico periodo.  Voglio che si chiuda tutto per altri 4-5 mesi, voglio togliere le gambe al virus trasportato da spiaggia a spiaggia da discoteca a discoteca e da ristorante a ristorante, ed uscire al più presto da questa pandemia. No, Draghi dice di no. Dice che in questo periodo non si possono mettere le mani in tasca agli italiani. Ma come? Stiamo vivendo uno dei periodi più tragici della nostra storia, le banche sono piene dei risparmi dei cittadini salariati italiani che non hanno potuto spendere i loro soldi, i grandi capitali aumentano e tu sig. Draghi dici che non è il momento di mettere le mani nelle tasche degli italiani? Se non è questo il momento veramente non capisco quale può esserlo.

E’ proprio questo il momento che chi ha dia proporzionalmente a quello che ha. Non si possono sostenere tutti i lavoratori e le aziende che chiudono (che dovrebbero e potrebbero chiudere) se non mettiamo mano tutti insieme al portafoglio. Perché Draghi dice così? Perché vuole proteggere quelli che le tasse non le vogliono pagare.  Cioè le partite IVA che poi sarebbero proprio quelli che io vorrei aiutare insieme ai loro dipendenti. (Mi scusino quelle partite IVA che sono costrette ad esserlo e che non sono aziende ma singoli cittadini che dovrebbero essere assunti per fare il lavoro che fanno ma per una sistema assurdo del nostro mercato del lavoro vengono tenuti senza garanzie e senza tutele con partite iva farlocche). Cioè le partite IVA, che io con le tasse vorrei aiutare sono quelle che non vogliono che si paghino le tasse, ma vogliono che si tenga tutto aperto.

Ancora Draghi. Si è messo a tappetino davanti a Biden al vertice NATO ed giurato eterna fedeltà al patto Atlantico. Cioè giura fedeltà ad un patto anacronistico che ci fa fare tutte le guerre che gli USA vogliono. E gli USA sono la nazione che butta più bombe in tutto il mondo con i risultati che questi giorni stiamo drammaticamente osservando.

Mattarella. Non riesco a togliermi dalle orecchie la scellerata frase a proposito dei migranti: “.. il salvataggio dei profughi,..sono impegni cui la Repubblica Italiana, .. non si è mai sottratta, anche nei tempi recenti segnati dalla pandemia”. Queste irresponsabili frasi nell’anno in cui sono aumentati gli annegamenti dei migranti per l’ostruzionismo che il governo italiano fa alle navi delle ONG. Si calcola che in 15 aa siano morte circa 30000 persone attraversando il mediterraneo e l’Italia non si è mai ”sottratta agli impegni”? Ancora su Mattarella. Qualche settimana fa ha commemorato l’anniversario della morte di Cossiga. Ha osannato l’ex presidente chiamandolo “grande uomo delle istituzioni”. Cossiga, che avendo grandi scheletri nell’armadio ha passato metà settennato a stare zitto e l’altra metà a sdoganare attività paramilitari come Gladio (argine al comunismo!) o a normalizzare le “cose sporche della politica” che da vizio sono diventate virtù.

Queste sono le “istituzioni” per le quali si è chiesto (ed alla fine ottenuto) che Duringon si dimettesse? Be, io credo che Duringon non sfiguri in queste “istituzioni”, lasciamo che sia la società civile e non le “istituzioni” a mantenere e coltivare l’eredità di Falcone e Borsellino. E dico a Letta di lasciare in pace Salvini. Non gli chieda un giorno sì e l’altro pure di lasciare il governo che mi pare gli calzi a pennello. Lui piuttosto cerchi di sentirsi fuori posto in quella melma di governo tra i più assurdi e brutti della storia italiana. So che l’esaltazione collettiva per il presidente del consiglio e per il presidente della repubblica mi mette in assoluta minoranza e certamente tra i perdenti. Ma tra i perdenti non mi trovo male “….in questo mondo di vincitori volgari e disonesti , di prevaricatori falsi ed opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire del diventare. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. (P.P.Pasolini)”.

da qui

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