giovedì 9 aprile 2020

Chissà come si divertirebbe Michela Murgia con quindici pirati che ballano sulla sua cassa...




Battiato è un intellettualoide? Piccolo viaggio in un grande fraintendimento - Matteo Santarelli

Un paio di giorni di fa, in un sabato di quarantena qualunque, la scrittrice Michela Murgia nel corso del programma in videochat Buon vicinato ha condiviso con la collega e conduttrice Chiara Valerio le seguenti considerazioni su Franco Battiato:

“Franco Battiato è considerato un autore intellettuale. E invece, tu ti vai a fare le analisi dei suoi testi e sono delle min… assolute, citazioni su citazioni e nessun significato reale. Togli due testi, forse, e il resto…. “

Parole che hanno scatenato il finimondo. I social networks sono stati invasi da inviti spesso non eleganti a farsi gli affari propri, a darsi ad altro rispetto alla musica, a tacere, a non intaccare la sacralità del maestro con chiacchiere e opinioni di bassa lega. Qualcuno ha tirato fuori persino il fatto che intorno al 2007 Michela Murgia ha sostenuto Mario Adinolfi, oggi integralista cattolico in difesa della famiglia naturale, nella sua poco fortunata corsa alla segreteria del PD. In un post che ha totalizzato 36.000 likes e quasi 5.000 condivisioni, il giornalista Andrea Scanzi ha riassunto il tenore medio delle reazioni suscitate dalle battute di Murgia:

Gentile Murgia, dotata di qual grazia e infinita meraviglia, fammi il favore. Prima di parlare a caso (per non dir peggio) di Battiato, che sta peraltro combattendo una battaglia difficilissima ed è quindi oltremodo osceno attaccarlo adesso, raggiungi la bellezza assoluta di testi e musiche come Gli uccelli. Up patriots to arms. E ti vengo a cercare. Povera patria. Eccetera. O gli arrangiamenti monumentali di Polli di allevamento, che creò con Giusto Pio per Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Poi, quando avrai anche solo raggiunto un centesimo di tutto questo, e per ora tra le messe cantate a Radio Capital e le sbrosce mosce dei tuoi libretti neanche ti ci sei lontanamente avvicinata, parla. Se proprio devi. Nel frattempo, impegnati nell’unica cosa che da sempre sai fare: recitare al peggio la caricatura dell’intellettuale, a uso e consumo di quelli che si accontentano di poco. Anzi quasi niente.

Nelle ultime ore, la scrittrice ci ha tenuto a precisare che era tutta una provocazione, che lei ha sofferto a dire quelle cose perché lei in realtà Battiato lo ama, e litigare per il gusto di litigare fa parte della trama del programma. In quanto segue, non ci occuperemo delle reali intenzioni di Michela Murgia, del senso di buttare opinioni a caso in diretta “per il gusto di litigare”, né del fatto che una scrittrice debba chiedere il permesso a Scanzi prima di parlare di ciò che pensa. Non parleremo nemmeno di un tema che pure è interessante, ossia quanto sarebbe contento lo stesso Battiato di queste difese un po´ da bulletti e celoduristi. Come ha scritto Giso Amendola in un recente post Facebook sul tema: “possiamo immaginare bene quanto poco gradisca il Maestro una non necessaria e non richiesta “difesa” se deve essere l’occasione di sfogo di sessismo, machismo, antifemminismo militante, bodyshaming e quant’altre schifezze”.

Il tema tuttavia è un altro. Con buona pace di Scanzi, le parole di Murgia al di là delle sue reali intenzioni ripropongono un’accusa che spesso è stata rivolta a Battiato: usare le proprie canzoni per uno sfoggio di cultura fastidioso, kitsch e senza senso. Canzoni che devono il loro successo al fatto che chi le ascolta può darsi un tono da intellettuale, risparmiandosi la fatica richiesta dal seguire la musica veramente intellettuale – la dodecafonia, il free jazz, la world music più sofisticata. In breve: Battiato sarebbe un autore di canzonette infarcite di citazioni inutili, che servono solo a far pensare a chi le ascolta che: “no, io le canzonette non le ascolto. Io ascolto Franco Battiato”. Non essendo un vero intellettuale, risulta essere un intellettualoide. Ma quanto c´è di vero in questa critica? Per rispondere a questa domanda, proviamo a partire da alcuni fatti che sembrano confermare un’immagine negativa del Maestro…

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