sabato 11 aprile 2020

Resettare Covid19 - Leopoldo Salmaso



VIRUS = INTERNET DELLA VITA. La vita sulla Terra è sbocciata 3,7 miliardi di anni fa. Per i primi due miliardi di anni c’erano solo i procarioti (per semplificare: batteri) che svilupparono tutte le biotecnologie (permeabilità selettiva, fermentazione, fotosintesi, ossido-riduzione, catalisi, etc.) essenziali anche per gli esseri viventi superiori. Inoltre i batteri stabilizzarono le condizioni macro-ambientali (temperatura, umidità, salinità, Ph, etc.) che tengono aperta la finestra della vita sul nostro pianeta (Gaia1).
Poi comparvero i protozoi (cellule con nucleo ben definito) e organismi pluricellulari come meduse, molluschi e vermi, fino all’esplosione cambriana (pesci, anfibi, rettili, uccelli). Poi ancora le piante sessuate (coi fiori) e gli insetti, i grandi sauri, e infine i mammiferi. Per ogni specie presente oggi, almeno 999 altre specie si sono estinte, ma la Vita ha sempre potuto poggiare sullo zoccolo duro dei batteri, e così rifiorire e continuare a differenziarsi nella caleidoscopica varietà che ammiriamo.

A qualsiasi livello di complessità, la differenziazione è possibile grazie alla sessualità (ricombinazione di codici genetici). Mentre nella specie umana bisogna attendere almeno una dozzina di anni prima che due individui possano ricombinare i geni delle proprie cellule sessuali, i batteri e, in misura minore, le cellule eucariotiche (comprese le cellule somatiche dell’uomo) ricombinano il proprio DNA in qualsiasi momento, tramite i virus.
I virus non sono altro che pezzetti di codice genetico, messaggi (con o senza bottiglia) nell’oceano della vita. E sono talmente diffusi (molto più dei batteri) da costituire l’internet della Vita.
Circa l’8% del DNA di ogni nostra cellula codifica lo sviluppo del corpo (ossa, muscoli, organi, cervello, sangue, etc., ciascuno alla propria “postazione di lavoro”). Il rimanente 92% sono frammenti di codici accumulati negli eoni della co-evoluzione, sono un “archivio virale” grazie al quale gli embrioni ripercorrono le maggiori tappe della storia evolutiva prima di giungere al traguardo della nascita.
La maggior parte dei ricercatori in tutto il mondo, selezionata in base all’ideologia meccanicistico-deterministica e neo-darwinista, non capendo a che cosa serva quel 92% del nostro DNA, lo chiama “DNA spazzatura”. Per loro, batteri, virus, parassiti, sono solo nemici da combattere, senza se e senza ma. Però la vita non potrebbe mantenersi, e tantomeno co-evolvere, senza i batteri e senza l’internet virale. Ogni cellula vivente è interconnessa in un’intricata rete di endo-simbiosi (es: i mitocondri di ogni cellula animale) ed eco-simbiosi (es: la flora intestinale, l’alveare, fino a Gaia stessa). Quelli che noi chiamiamo parassiti sono semplici commensali, come dice l’etimologia greca.
Le malattie infettive sono “incidenti di percorso” lungo il cammino co-evolutivo. Infatti le leggi della vita sono tali da incentivare la convivenza pacifica e da penalizzare ogni conflitto cruento: un parassita che uccida il proprio ospite sega il ramo su cui poggia. Nelle infezioni la malattia è un’eccezione, mentre la regola è lo stato di portatore sano.
Non solo: in molti casi la malattia è scatenata da una risposta immunitaria anomala contro un pacifico intruso.
I virus, non essendo esseri viventi, non possono essere “aggressori”. La loro funzione basilare è di mantenere il “consenso informato” ad ogni livello di interazione vitale. Anche coi virus si possono avere incidenti di percorso: quando la modifica all’informazione cellulare provoca crescita tumorale, suicidio, aggressività. In ogni caso l’attore è la cellula, non il virus. A che cosa servono i coronavirus in particolare? Non lo sappiamo, ma di sicuro svolgono un compito utile nella co-evoluzione. E che succede quando un coronavirus muta e provoca malattie anche mortali? Ci sono due possibilità: o rientra nei ranghi per la semplice legge statistico-biologica della regressione alla media, o è condannato all’emarginazione.
UOMO = VITA AUTOCOSCIENTE. Quanto riguarda salute e malattia del corpo umano rientra nel quadro generale riassunto sopra. Ma l’uomo ha anche una dimensione mentale, spirituale, sociale ed ecologica, ciascuna con relative dinamiche fluttuanti fra stato di ben-essere e mal-essere, ciascuna interagente col corpo fisico. Ebbene, filosofie/ religioni/scienze di ogni epoca e latitudine concordano su poche dinamiche fondamentali, in definitiva sulla dialettica Eros/Thanatos, Amore/Morte, Salute/Malattia, Fiducia/Paura.
Esaminiamo un caso “meccanicistico” per eccellenza: l’incidente stradale. Nelle nostre statistiche registriamo solo pochi, specifici, fattori concorrenti: alcool, droghe, coperture assicurative…
Tuttavia quell’incidente può essere stato causato da un particolare stato mentale (euforia o depressione); o spirituale (conflitto di coscienza); o sociale (lex versus jus); o ecologico (da una banale allergia fino a una perturbazione elettromagnetica cosmica…). Nessuno ha difficoltà ad ammettere quelle variabili come possibili cause di un incidente stradale, eppure è impossibile trattarle a livello scientifico: nessuna ricerca su simili correlazioni verrebbe mai pubblicata. Perché? Perché quelle variabili non sono quantificabili, non si sottomettono al dogma della misurabilità.

La Medicina ufficiale respinge qualsiasi approccio che non sia galileiano, cartesiano; accetta solo “spiegazioni” in base ai postulati della chimica e della fisica classica: poco importa se, da più di un secolo, nelle scienze esatte per eccellenza, Matematica e Fisica, viene considerata non-scientifica qualsiasi pretesa di misurazione certa, oggettiva.
In tale contesto, delle dinamiche Eros/Thanatos possono occuparsi preti, filosofi, poeti, liberi pensatori. Un medico può spingersi fino al limite consentitogli dalla scienza ufficialmente costituita. Su quel confine troviamo le malattie psico-somatiche (dermatiti atopiche, colon irritabile, fibromialgie, cefalee essenziali, etc.). La “scienza medica” riconosce solo due cose: che tali malattie sono manifestazioni somatiche di dis-equilibri psico-affettivi; che certi dis-equilibri psico-affettivi trovano “sfogo” di preferenza su certi “organi-bersaglio”.
Domanda: il polmone è organo-bersaglio di quali disordini? La scienza glissa, mentre preti e poeti di ogni epoca e latitudine rispondono all’unisono: il polmone è organo-simbolo della Vita. Antropologi culturali e filologi confermano: Vita = Pneuma, Respiro, Spirito, Anima, Soffio (vitale). Gli attacchi di Thanatos si somatizzano nei polmoni determinando difficoltà respiratoria (angor, angina, ansia, angoscia, mors). E chi muore esala l’ultimo respiro.
Ma c’è una terza caratteristica, tipica della cultura occidentale, che complica ulteriormente le cose: è la lotta senza quartiere contro ogni manifestazione legata a Thanatos, fino alla rimozione della morte stessa, e alla colpevolizzazione di chiunque mostri anche solo qualche “sbavatura tanatologica”. Di segno opposto, ma di ugual significato, è l’esaltazione delle manifestazioni legate a Eros (erotismo, salutismo, edonismo, consumismo, etc.). Invece le culture orientali, e le culture “native” in generale, promuovono un bilanciamento di entrambi i principi, dimostrando una saggezza molto prossima a quella di madre Natura. Infatti la paura è alla base dell’istinto di conservazione; una sana dose di paura è vitale di fronte a pericoli immediati, veri o presunti, attivando il sistema neuro-vegetativo simpatico (quello che attrezza al massimo l’organismo per la lotta o per la fuga). Invece la paura diventa patologica se cronicizzata, o socializzata o, peggio ancora, avvitata su se stessa nella fallimentare pretesa di “uccidere la morte”. Si giunge così all’esaurimento energetico e alla depressione, con abnorme predominio del sistema parasimpatico (rilassamento, abbandono, resa). Se poi si aggiungono suggestioni di pene infernali nell’aldilà, il terrore aumenta…
Ma tornando nel campo della medicina ufficiale, vediamo le Polmoniti Atipiche Primarie (PAP). Già il nome puzza di psico-somatico, ma un po’ alla volta esse sono state attribuite ad alcuni micro-organismi (Clamidie, Coxielle, Micoplasmi, Legionelle, Pneumocisti) a confortare la fede deterministica in base alla quale per ogni effetto fisico dovrebbe esserci una causa fisica…
Le PAP si differenziano dalle broncopolmoniti esogene per due caratteristiche: i batteri sopra citati sono intra-cellulari, cioè causano malattia non direttamente ma per una disordinata risposta immunitaria contro la cellula che li ospita; le PAP non colpiscono le cellule dell’albero broncopolmonare in diretta comunicazione con l’aria inspirata, bensì il tessuto connettivo interno, intimo, che è il regno del sistema immunitario: in una parola è il regno del “self”.
Da alcuni decenni si va sviluppando la Medicina di Comunità, con un approccio identico a quello della medicina classica: anamnesi, esame obiettivo, ipotesi diagnostiche differenziali, esami strumentali di esclusione/conferma, diagnosi, prognosi, terapia. Non è stato ancora inaugurato il capitolo delle malattie socio-somatiche, ma l’attuale pandemia vi si deve iscrivere d’ufficio poiché la componente emotiva è innegabile, anzi prevalente.
Una volta rimessi a posto, sia pure per sommi capi, il sistema-virus e il sistema-uomo, potremmo dire che il resettaggio è concluso. Però resta da capire, possibilmente, come mai l’intera umanità stia andando in tilt, dando la colpa a virus che di regola provocano solo banali raffreddori. I coronavirus sono qui da miliardi di anni, e convivono più o meno pacificamente con tante specie animali, mutando di frequente. Nell’uomo, i coronavirus se ne stanno nelle prime vie respiratorie e, quando qualcosa va storto, tutto si risolve con un banale raffreddore, dopodiché i coronavirus tornano al loro posto o vengono “archiviati”.
Nel 2002 e nel 2012 furono registrati focolai epidemici di polmoniti interstiziali gravi, associate a varianti assai “indisciplinate” di coronavirus: SARS con 80.000 casi e quasi 8.000 morti; MERS con 800 casi e quasi 300 morti. Tutti quei focolai si auto estinsero e, in ossequio alla legge primaria della co-evoluzione, il “killer più temibile” fu quello che più si autoprecluse la possibilità di propagarsi. Ora abbiamo una nuova variante, Covid19, di cui è illusorio cercare il “paziente zero” perché l’internet virale è in grado di suscitare “portatori zero” in mille punti del pianeta, nell’arco di una giornata. Covid19, essendo associato a malattia grave molto meno della SARS, può diffondersi più facilmente.
Fin qui non abbiamo nulla di nuovo, anzi, registriamo l’ennesima conferma delle leggi statistiche co-evolutive in base alle quali Covid19 potrà diffondersi in tanto in quanto convivrà pacificamente con la specie umana.
Eppure questa volta una novità c’è, eccome, e riguarda proprio la Medicina di Comunità: è la precocissima dirompente incalzante ondata di terrorismo mediatico. I soggetti più suscettibili mostrano evidenti sintomi di panico irrazionale, rivelano uno stato ansioso persistente con punte di angoscia “soffocante”. Il loro sistema neuro-vegetativo, ormonale, endorfinico, immunitario si sposta in maniera abnorme dal quadrante di Eros (danza creatrice di Shiva) al quadrante di Thanatos (inerzia fisica e mentale).
Questo mal-essere si somatizza nel proprio organo-bersaglio: l’interstizio polmonare sviluppa infiammazione e edema che ostacolano i regolari scambi gassosi. Tutto ciò avviene nel giro di poche ore, con una rapidità che neppure il più temibile patogeno a tropismo polmonare è mai stato capace di esibire, mentre sappiamo bene che può farlo il sistema immunitario dell’ospite.
Controprova: nei pazienti con polmonite interstiziale associata a Covid19, in tutto il mondo si stanno usando farmaci immunosoppressori con risultati positivi, ancorché preliminari. Infine va registrata un’ulteriore anomalia: nelle epidemie in cui l’agente infettivo gioca un indiscutibile ruolo primario soccombono principalmente i soggetti con un sistema immunitario meno maturo o meno equilibrato, cioè bambini e anziani.
In questa “epidemia” gli anziani muoiono in proporzione ancora maggiore, mentre i bambini vengono appena sfiorati… Sta di fatto che la vecchiaia procede nel territorio di Thanatos, mentre la giovinezza sta nel regno di Eros.

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