lunedì 6 luglio 2015

Zitto e muori – Alain Mabanckou

ho iniziato a leggerlo per caso, ne avevo letto bene, in realtà è anche meglio.
un galeotto scrive un diario, che è poi il romanzo, e racconto con le sue parole le avventure che gli capitano.
un congolese a Parigi, ne vede di tutti i colori, beati noi che possiamo leggere questa storia, non ti stacchi fino all'ultima pagina, mica poco, no? - franz





…Chiassoso, colorato, pieno di musica, non è un noir triste o che fa del facile vittimismo, anzi impreziosisce di pagine raccontate con uno stile elegante e fantasioso una narrazione anche eticamente importante. Sembra che non ci sia genere più indicato del noir per descrivere le ambivalenze e le oscurità della nostra società, – la critica del sistema legale francese è feroce, pur coi tratti dell’ironia (l’avvocato incapace, la psichiatra coi capelli grigi e ricci, i secondini)- , viste da un ospite, da uno straniero giunto in Francia per sfuggire alla povertà ma ancora legato alla sua terra d’origine, tenuta stretta con proverbi, musiche, aneddoti, ricordi…

Irresistibili le descrizioni di Julien sull’abbigliamento dei suoi connazionali, ancor più esilaranti gli effetti a cui possono dar vita gli impulsi sessuali, qui sconvolgendo la classica gabbia “maschio cacciatore vs femmina preda”. Senza mai cadere in un quadro macchiettistico della commedia umana. Sparisce l’autore, escono dalla pagina i personaggi e la loro Parigi. Il destino impazzito porterà Julien da qualche parte. Il consiglio spassionato è goderselo in compagnia di un pastis e lasciare per qualche ora il mondo fuori.

2 commenti:

  1. Molto bello si e poi sono affezionato allo Zaire/Congo dove da quasi cinquant'anni ci sta mia cugina missionaria..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. adesso ne cerco altri, di Mabanckou :)

      Elimina