giovedì 9 agosto 2018

scrupoli di coscienza


Mai avuto uno scrupolo di coscienza? Non esiste il problema. Se scegli di lavorare in un’azienda della difesa sai dal primo giorno cosa si produce e quale sarà l’utilizzo.
Se c’è uno scrupolo di coscienza, non puoi far altro che andare altrove.
dice Fabio Sgarzi, amministratore delegato di RWM, in un’intervista dell’Unione Sarda il 13 gennaio 2018
L’antimilitarismo non è solo uno dei modi più sinceri e diretti per esprimere solidarietà con chi viene massacrato in Paesi lontani. Lottare contro il comparto bellico-industriale è lottare contro i nostri stessi nemici, contro chi ci sfrutta, chi ci controlla e tenta di decidere delle nostre vite, chi distrugge il territorio in cui viviamo, chi cerca di creare un mondo a misura dei ricchi e dei potenti. Non stiamo parlando solo di remote organizzazioni internazionali, ma di aziende, basi militari, università, reti, muri, mezzi, persone con cui spesso condividiamo lo stesso territorio.
Provare a ostacolare la fabbricazione di ordigni non è impossibile. Secondo noi l’angolo di attacco più efficace è quello del profitto, nel senso di rendere la produzione meno agevole e quindi più costosa.
Peraltro agire sull’indotto della fabbrica permette ad ognuno di scegliere il tipo di intervento che più gli è congeniale. L’azione diretta in tanti o in pochi, di giorno o di notte, costituisce sempre e comunque un piccolo passo verso la liberazione dall’industria di guerra.
I nostri nemici, siano essi una fabbrica di morte o le ditte con essa complici, hanno sedi fatte di reti e cemento, possiedono veicoli e macchinari, impiegano decine di persone e vorrebbero salvaguardare un’immagine pubblica il più possibile edulcorata dagli orrori di cui sono responsabili.
Attaccarli è possibile, in molti modi, tanti quanti la fantasia di ognuno può immaginare.
Scarica l’opuscolo Nessuno Scrupolo, a cura di compagne e compagni di Cagliari.


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